venerdì, Marzo 20, 2026

Apertura

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Una bella giornata

La “marcia su Catania” è fallita, pochi fascio-leghisti, moltissimi “buonisti” giovani e anziani a protestare. Ma resta un segnale allarmante: il teatrino politico va a rovescio. Pochi politicanti destano più attenzione di popoli interi che soffrono e spesso muoiono nel nostro mare.

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-rete-Andrà BeneApertura

Ma la mafia abita ancora qua

A Gravina di Catania gli immobili confiscati alla famiglia Zuccaro risultano occupati nonostante siano stati inseriti nel bando dell’Agenzia Nazionale. Due assemblee si sono tenute a Catania nelle ultime settimane, con tante associazioni e persone di buona volontà, per denunciare tutto questo: per fare squadra e non rassegnarci. È possibile ancora consentire che la malagestione dei beni confiscati continui a essere un regalo alle organizzazioni mafiose?

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-rete-AperturaCronaca

“Cercare di far qualcosa per migliorarlo…”

Ecco questo è Dante Cristina ed è uno di noi, uno dei Siciliani giovani. Lui c’è entrato nell’ottantaquattro, con la prima banda, e ho detto “è uno di noi” ma forse è sbagliato, visto che è morto ieri e più o meno in questo momento gli stanno facendo il funerale. O forse non è  sbagliato o non del tutto, non si sa bene in questi casi chi veramente c’è e chi non c’è e in che maniera. Noi comunque si va avanti, e grazie Dante, è bello scrivere ancora qui il tuo nome, anche se gli occhiali scrivendolo sembrano un po’ appannati.

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-rete-AperturaCronacaCultura

Repubblica, repubbliche e imperi

La lotta fra umanitari e schiavisti negli Stati Uniti non è mai finita, e oggi, come a ogni generazione, si riaccende ferocemente. Dall’esito di questa lotta dipende, per i prossimi anni, l’assetto del pianeta intero, compresa la piccolissima parte chiamata Italia. Le poche decisioni locali le prendono le famiglie Agnelli, Medici o Berlusconi, non certo Comuni e Repubbliche di cui sopravvivono i riti, non i poteri. Le elezioni locali non sono che una concessione imperiale, con l’unico valore ormai di un test antropologico.

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-rete-AperturaGiornalismo

Il nuovo giornalismo e il mondo nuovo

In che cosa noi gente perbene, ed anzi i più generosi, siamo colpevoli per la disinformazione, per la mafia, per i giornali mercanteggiati, per l’epidemia di servilismo? Perché protestiamo solo ogni anno – non ogni giorno e momento – e perché protestiamo divisi. Protestiamo per rito, per abitudine, senza crederci fino in fondo; i pochi che davvero ci credono riescono per lo più a rendersi impopolari col loro linguaggio incomprensibile e il loro “io so tutto”

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