Presentazione “Non diamoci pace” di Giulia Di Girolamo ed Alessandro Gallo

Il diario di un viaggio (il)legale che racconta le mafie in Emilia-Romagna. Dalle undici organizzazioni criminali che si sono infiltrate in una delle regioni più ricche d’Italia, ai movimenti di antimafia sociale nati sul territorio per contrastare il loro potere economico-sociale

Dalla prostituzione al gioco d’azzardo, dalla resistenza del gruppo Gap di Rimini alla testimonianza di Giovanni Tizian.

Alessandro Gallo (scrittore) e Giulia Di Girolamo (studiosa del fenomeno mafioso) in questo libro, edito da Caracò Editore, ripercorrono l’Emilia Romagna attraverso le storie e i protagonisti dell’antimafia sociale, raccogliendo testimonianze che diventano il quadro e il romanzo di un regione del nord che, come una regione del sud, lotta contro la criminalità e racchiude storie difficili e di speranza.

Un romanzo basato su fatti reali, volti e storie di una mappa che ridisegna l’Emilia Romagna e l’allarme criminalità. Da Reggio Emilia a San Marino per tracciare la resistenza e la persistenza di undici organizzazioni mafiose nazionali ed internazionali sul territorio emiliano-romagnolo. Un’infiltrazione nel tessuto economico della regione talmente profonda da non dare pace agli autori.

La presentazione ufficiale del libro è prevista il 14 febbraio, ore 18.45, al Cinema Odeon di Bologna.

I diritti del libro saranno devoluti all’associazione Rete NoName – Antimafia in movimento (Bologna) e associazione Gruppo dello Zuccherificio (Ravenna).

la presentazione è inserita all’interno di un cartellone di iniziative intitolato “Processo alla nazione” per il trentennale della morte di Pippo Fava 

Per informazioni www.caraco.it
Ufficio Stampa Caracò editore: 
Alessandro Pecoraro 
stampa@caraco.it
3386854344

One thought on “Presentazione “Non diamoci pace” di Giulia Di Girolamo ed Alessandro Gallo

  1. Mi fa molto piacere che ci siano giovani non indifferenti di un problema così grave ed importante. Piaga da combattere con tutte le forze per il benessere o addirittura per la non schiavitù delle generazioni future.

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