Nasce “Potere al Popolo”

Napoli. Per ripartire dal basso insieme

“Siamo un pezzo di questo Paese, quelli che producono la ricchezza che altri si dividono, quelli che fanno andare avanti le cose, quelli che si mantengono onesti mentre pochi arraffano tutto. Non siamo famosi, non siamo nei giri giusti, non facciamo comodo a nessuno. Siamo soldati senza un esercito, senza un piano di battaglia generale, troppo spesso divisi, chiusi ognuno nella propria resistenza. Per questo abbiamo deciso di incontrarci. A Napoli, per quattro giorni, ci siamo raccontati esperienze, ci siamo insegnati a vicenda le pratiche che funzionano, abbiamo analizzato la situazione del Paese” all’inizio dello scorso settembre si sono incontrati, durante le “ore di libertà” dell’Ex Opg Occupato Je so’ pazzo di Materdei, collettivi provenienti da diverse parti d’Italia.

Potere al popolo 2

Con queste premesse – diventate poi un vero e proprio comunicato – è nato “Potere al Popolo”, una rete di collettivi e associazioni, provenienti da trenta diverse città che hanno deciso di creare una rete politica che percorra il Paese per condividere obiettivi, ragionamenti politici di livello locale e nazionale, e lotte. “A Napoli, per quattro giorni, ci siamo raccontati esperienze, ci siamo insegnati a vicenda le pratiche che funzionano, abbiamo analizzato la situazione del Paese”.

La rete è stata ufficializzata di recente ma, ovviamente, i rapporti che vi sono alla base non sono stati costruiti in quattro giorni: c’è dietro il lavoro di anni e la storia di piccole vittorie strappate quotidianamente sui diversi territori. Ciò che più di tutto ha unito le diverse realtà è stato l’esperimento, condotto durante le elezioni amministrative dello scorso anno a Napoli, del “Controllo Popolare” dei seggi. Al primo e al secondo turno delle elezioni, gruppi di militanti – e non solo – hanno raccolto davanti ai seggi testimonianze relative al voto di scambio e alla totale mancanza di interesse delle forze dell’ordine di arginare questa pratica. In alcuni seggi particolarmente caldi, la presenza dei militanti ha fatto scaturire minacce: in un seggio di Pianura un noto fascista, candidato a consigliere comunale nelle liste di Gianni Lettieri, ha fisicamente aggredito alcuni ragazzi.

Il “Controllo Popolare”, una volta concluse le elezioni, è stato spostato su altri ambiti e ripreso in altre città, come Milano e Livorno. In particolare, sono state portate avanti numerose ispezioni all’interno dei Centri di Accoglienza Straordinaria per documentare le condizioni di vita dei migranti e denunciare eventuali violazioni dei diritti fondamentali. “Più di centocinquanta compagni da trentasette città italiane, centinaia di persone che hanno partecipato alle assemblee, migliaia ai concerti. Quello che vogliamo ricordare a tutti è che il vostro supporto è stato determinante!”.

Quante siano ad oggi le realtà che compongono la rete è difficile a dirsi poiché non esiste una lista consultabile delle realtà che formano “Potere al Popolo”. Tra i collettivi intervenuti all’assemblea di lancio del progetto spiccano i coordinamenti “Clash City Workers” di Milano e Roma, il Catai di Padova e la Comunità Resistente Piazzetta di Catania. I primi momenti di sperimentazione della rete si sono concretizzati già nelle ultime settimane con cortei contemporanei in diverse città per contrastare l’ Alternanza Scuola-lavoro e il G7 dei Ministri degli interni. “Nessuno di noi è inutile, tutti hanno qualcosa da dare, tutti possono rendersi utili per questo progetto. È da troppo ormai che non contiamo nulla. È tempo di far risuonare per tutta l’Italia un solo messaggio: Potere al popolo! “.

 

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