“Mi chiamano Dudù…”

Finale d’opera in un atto (breve)

«Ma io lo sapevo, sai? L’avevo capito, a differenza di tutti gli altri. Lo so che mi danno del vecchio rincoglionito – lo so, non negare – però lo avevo capito che elezioni sarebbero andate male, e già da qualche settimana, da quando il Milan non è riuscito ad entrare in Eu­ropa League. E infatti, siamo arrivati ter­zi, ed è una cosa che assolutamente non posso tollerare. Devo riprendere in mano la situazione, io, personalmente, tanto di tempo ne ho quanto voglio, Scapagnini disse che ero tecnicamente immortale. A proposito, è molto che non lo sento, uno di questi giorni lo devo chiamare. Ah, no, è morto l’anno scorso. Lui. L’anno prossi­mo però dobbiamo entrare in Champions, e poi vincere le elezioni. Chissà che fa ora Sacchi, con lui in panchina sono sicuro che ci riprenderemo. E poi Maldini e Co­stacurta, sono ancora dei ragazzi, in fon­do, e con un po’ di allenamento ritornano come prima. Devo chiamare Scapagnini, forse lui ha qualche integratore da consi­gliare. Ah, no, Scapagnini no. Comunque l’anno prossimo vincerò il campionato, e intanto mi preparo per le elezioni. Già ho in mente slogan geniali. Senti questo “un milione di posti di lavoro!”. Fantastico, vero? Con la disoccupazione che c’è farà presa, ne sono assolutamente certo. Dovrò contattare persone della TV, gente popola­re, rassicurante. Sandra e Raimondo an­dranno benissimo, già me li vedo. E poi trasmettere a ripetizione i successi dei miei governi. Gli accordi con la Libia, il controllo delle coste e la fine degli sbarchi clandestini. A proposito, ieri ho letto che sono ricominciati. Così non va, Gheddafi aveva preso degli impegni. E’ il caso di telefonargli, devi ricordarmi di farlo domani. Che tipo, quel Gheddafi, lo sai che è stato lui a insegnarmi il bunga bunga? Una sagoma, ci siamo proprio divertiti quelle sere mentre discutevamo dei rifugiati di Lampedusa. “Non ti preoccupare, Silvio, mi diceva, a quelli ci penso io. Il deserto è grande e fa molto caldo. Se arrivano fin qua, non andranno da nessun’altra parte. Ma guarda quella come balla. Ti piace, eh? La vuoi? Te la presto”. Che tipo, lo devo richiamare. E poi ho in mente un altro slogan “meno tasse per tutti” Che ne dici? Semplice, geniale. Sono sicuro, sfonderemo. Ah, ricordami di chiamare anche Mike, oltre a Sandra e Raimondo. Vinceremo, è assolutamente certo, sia il campionato che le elezioni. E l’anno dopo., Champions League e presidenza della Repubblica. Ora si tratta solo di organizzare una presenza sul territorio e reclutare qualche candidato, giovani professionisti e belle ragazze: ne devo parlare con Marcello, l’altra volta fu proprio bravo. E poi devo andare a tutte le trasmissioni, solo io posso risollevare la questione, ripartirò anche stavolta. Tutto io devo fare, non c’è nessuno che mi dia retta. Dudù, solo tu mi capisci, vero? Di te mi fido, solo di te ormai. E vedrai, ce la faremo, insieme, io e te. Ma che strano, però. Dev’essersi rovesciato il thermos con la tisana. Ho i piedi e le pantofole tutti bagnati. No, non è la tisana, dall’odore sembra qualcos’altro. Sembra…. Dudù, sei stato tu?»

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