Maxiprocesso Infinito: la sentenza

Schiamazzi contro i giornalisti, insulti alle parti civili e provocazioni verso la magistratura: si è concluso così il rito ordinario di Infinito, in un pomeriggio freddo e confuso di inizio dicembre.

Il risultato della sentenza di primo grado del maxiprocesso che ha portato alla sbarra affiliati e collusi fra Milano e Reggio Calabria segna una svolta fondamentale nel meccanismo di riconoscimento dell’unitarietà della criminalità calabrese dal Sud al Nord della penisola: quarantuno condanne e tre assoluzioni, con pene che vanno da 3 ad un massimo di 20 anni. Una realtà criminale nata in meridione ma rafforzatasi al Nord con le seconde generazioni che nella capitale morale del paese hanno trovato terreno fertile per i propri affari: è qui, nella padanissima provincia di Milano, che la ‘ndrangheta apre aziende di movimento terra e ricicla in edilizia e ristorazione il denaro sporco ricavato dal racket e dall’usura. Non solo: la ‘ndrangheta in Lombardia è capace anche di assorbire storiche aziende locali, come la Perego Strade dell’imprenditore comasco Ivano Perego, condannato a 12 anni di detenzione con aggravante in concorso esterno per associazione mafiosa (416 bis) accusato, fra le altre cose, di aver appoggiato il boss Salvatore Strangio capo della locale di Seregno nei suoi affari, tra cui la corsa gli appalti di Expo 2015. [vaiallarete indirizzolink=”http://www.stampoantimafioso.it/2012/12/06/maxiprocesso-infinito-la-sentenza/”]

Stampo Antimafioso

Nato per volontà di studenti del corso di Sociologia della Criminalità Organizzata dell'Università Statale di Milano e grazie al fondamentale supporto del professore Nando dalla Chiesa, il sito www.stampoantimafioso.it offre ai propri lettori cronache giudiziarie, approfondimenti sul mondo dell'antimafia e ricostruzioni storiche sulle infiltrazioni malavitose al Nord, Milano e hinterland in primis.

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