Lido dei Ciclopi. Precariato in un’azienda confiscata alla mafia - I Siciliani Giovani

Lido dei Ciclopi. Precariato in un’azienda confiscata alla mafia

Così si crea nuova ingiustizia, e si rischia – fra l’altro di fallire

Il Lido dei Ciclopi si trova nel paese dei Malavoglia, ad Acitrezza, sulla statale che la unisce ad Acicastello. Nel 1991 venne sequestrato a Placido Aiello, il genero di Gaetano Graci, uno dei quattro cavalieri dell’Apocalisse mafiosa, vicino ai Santapaola. Per la confisca definitiva sono occorsi dieci anni, avvenuta nel 2001.

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“Il Lido dei Ciclopi non ha mai chiuso. Erano almeno trenta le persone che ci lavoravano. E anche se i processi erano in corso si preparava la stagione balneare e si lavorava sodo”, tra i lavoratori di lunga data c’è anche Orazio Vasta, giornalista ed attivista del sindacato USB, che da venticinque anni lavora al Lido come precario e oggi rischia di perdere il posto di lavoro. “Io mi occupavo dell’organizzazione della stagione balneare e, una volta iniziata, stavo alla reception. Quando è stato introdotto il Consiglio d’Amministrazione è iniziata una politica sull’occupazione che ha peggiorato la situazione. I lavoratori da trenta sono stati ridotti a sette e quattro/cinque stagionali. Spesso c’è stato bisogno di fare straordinari, che però non ci potevano essere pagati”.

Prima della nascita dell’Agenzia Nazionale dei beni confiscati alla mafia, il dottor Giuseppe Giuffrida era il responsabile e faceva da interfaccia con la Prefettura e il Tribunale. Dopodiché, con la nascita dell’Agenzia, il Lido dei Ciclopi è stato affidato al Consiglio d’Amministrazione – con l’avvocato Carpinato come presidente. Il CdA si interfaccia con l’Agenzia Nazionale che a sua volta dipende dal Ministero dell’Interno.

Il Lido dei Ciclopi appartiene alla società Gli Ulivi srl. L’unico socio che hanno è l’Agenzia Nazionale. Ogni tanto, in questi venticinque anni, il Lido torna alla ribalta per un motivo o per un altro. Tutti inerenti alla gestione. L’ultimo bilancio consegnato alla Camera di Commercio risale al 2001, da allora niente. Non si sa se ci sono utili, perdite o pareggi. Piani industriali? Neanche l’ombra. Tutto ciò si ritorce sui lavoratori.

Orazio Vasta quest’anno non ha avuto rinnovato il suo contratto a tempo determinato e non ha ricevuto nessuna risposta. Per questo ha minacciato anche di fare lo sciopero della fame “Come sindacato USB abbiamo fatto due richieste di incontro, una l’anno scorso a luglio, un’altra quest’anno. Ma niente. Adesso anzi arriva la dichiarazione del presidente del Cda, che taccia la mia protesta come infame e personalistica. In realtà questa è una vicenda che riguarda la maggior parte delle aziende confiscate alla mafia. Sono il 90% quelle che falliscono quando passano all’amministrazione statale”.

Una spina nel fianco: quella delle aziende confiscate alla mafia che a causa delle lungaggini burocratiche da un lato e, dall’altro, l’inefficienza dell’Agenzia Nazionale, non fa che alimentare il luogo comune che “almeno la mafia dà lavoro”.

Noi dei Siciliani siamo a fianco di Orazio Vasta e di tutti coloro che credono che le aziende dei mafiosi debbono creare lavoro anziché toglierlo. Debbono tornare al territorio, alla gente cui sono state sottratte con la forza e la violenza. Non debbono essere “affare privato”. Le aziende confiscate devono far rifiorire un’economia che è stata stuprata per anni da cosche e connivenze delle istituzioni con i poteri mafiosi. Non la mafia, ma lo Stato deve dare lavoro. E per farlo deve innescare processi di trasparenza amministrativa da cui nessuno deve potersi sottrarre. Continueremo a lavorare affinché tutto ciò avvenga.

Domenica 3 giugno alle dieci, davanti al Lido, ci sarà un presidio di solidarietà per Orazio Vasta sostenuto da diversi movimenti.

 

 

Un pensiero su “Lido dei Ciclopi. Precariato in un’azienda confiscata alla mafia

  • 02/06/2018 in 18:12
    Permalink

    SOLIDARIETÀ PER IL GIORNALISTA ORAZIO
    VASTA…OGGI È’ COSTRETTO A COMBATTERE E DIFENDERE UN DIRITTO
    CONDIVISIBILE PER MILIONI DI ITALIANI CHE
    VIVONO COME LUI LO STESSO PROBLEMA…
    CARI AMMINISTRATORI E PRESIDENTI..NON È ‘ LECITO CHIUDERE LE
    PORTE A CHI PER ANNI
    HA COMBATTUTO LE INGIUSTIZIE SOCIALI
    RISCHIANDO TUTTO
    ANCHE LA SUA VITA..
    MI CHIEDO SE DEI BENI .
    CONFISCATI ALLA MAFIA DIVENTINO LUOGHI PER TRASFORMARE LO SPORCO DI UN TERRITORIO IN UN TERRITORIO PULITO..
    PERCHÉ NON .DARE
    PIENO CONSENSO.. E AIUTARE GENTE ONESTA
    CHE RESTA SENZA LAVORO …E MAGARI I DISONESTI PER UNA .VOLTA IMPARINO
    AD ACCETTARE CHE CI SONO DELLE LEGGI CHE
    VANNO RISPETTATE..GRAZIE

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