Il solare termodinamico e la centrale “Archimede”

Per inserire in un quadro più ampio le informazioni che ho dato si può consultare la voce di Wikipedia “Impianto solare Termodinamico”, aggiornata a non oltre il 2010. Ci si trova una esposizione dei principi su cui si basa la tecnologia, una descrizione di alcuni tipi di impianti, considerazioni su vantaggi e svantaggi, la storia degli sviluppi in Italia e cenni sugli sviluppi nel mondo. Vi si apprende, tra l’altro, che nel 2005 il Prof. Rubbia aveva lasciato la presidenza dell’ENEA in un periodo di contrasti con quanti non erano disposti a finanziare il solare termodinamico e che al momento della inaugurazione la centrale “Archimede” era costata 60 milioni di euro. Manca l’esposizione di argomenti successivi al 2010, tra questi sarebbe interessante la valutazione delle conseguenze dovute al referendum sul nucleare del 12-13 giugno 2011. Per gli argomenti relativi al solare termodinamico in Italia negli ultimi due anni mi è stato molto più difficile trovare buone pubblicazioni o altre buone fonti accessibili al pubblico. I servizi televisivi che ho trovato sono composti da pezzi di informazione presumibilmente veri, qualcuno anche ben fatto, ma assemblati in modo tale che lo spettatore è indotto a formarsi idee sbagliate. Per es. digitando in Google progetto Archimede wmv (senza virgolette) spunta tra gli item proposti “Progetto Archimede.wmv – You Tube … 28 feb 2011…Rai Tre – Report 29/03/09…”. Nel filmato trasmesso da Report il 29/03/09, caricato su YouTube il 28 Febbraio 2011, c’è tra l’altro un’intervista al Prof. Rubbia, che dal 2005 non si occupava più del progetto, ma lo spettatore che non lo sapesse è indotto a pensare che quando il servizio è andato in onda il Prof. Rubbia stesse collaborando. Non solo nei servizi televisivi, ma anche sulla carta stampata, riguardo il periodo successivo alla inaugurazione della centrale Archimede ho trovato solo comunicazioni vaghe e imprecise che non sono riuscito a comporre in un quadro coerente con le informazioni attinte da altre fonti.

Per il periodo che precede l’inaugurazione della centrale Archimede ho trovato invece qualcosa di più. Dall’Ottobre del 2005 al Novembre del 2007 si è sviluppato sul progetto Archimede un dibattito tra il già citato Dottor Domenico Coiante e l’Ingegner Massimo Falchetta, primo ricercatore ENEA , fatto di botte e risposte che sono state pubblicate dalla Associazione Aspo Italia (http://www.aspoitalia.it/archivio-articoli/39-sistemi-solari-termoelettrici-alcune-considerazioni-tecniche-per-lapplicazione-in-italia, già citato e http://www.aspoitalia.it/archivio-articoli/140-il-progetto-archimede-grande-invenzione-o-patacca). Il dibattito è iniziato con un intervento del Dottor Coiante che faceva seguito ad una trasmissione televisiva di Report. Il Dottor Coiante ha scritto che le previsioni ottimistiche di Report non avevano alcun fondamento e ha mosso molte critiche al progetto Archimede. All’intervento del Dottor Coiante ha replicato l’Ing. Falchetta che ha difeso il progetto.

Almeno uno dei punti dibattuti, quello relativo alla efficienza, non dovrebbe più essere controverso, perché l’efficienza è stata misurata sperimentalmente: la percentuale di energia solare incidente trasformata in energia elettrica è del 15,1%, come si può leggere nella presentazione fatta a Ravenna alla REM conference il I Marzo 2012 dal Dottor Daniele Consoli – ENEL Ingegneria e Innovazione SpA – Research T.A.: (http://www.remenergy.it/public/ml_attach/4%20ENEL%20%20Daniele%20Consoli.pdf. Questa presentazione, a quanto mi risulta, è l’unica pubblicazione che espone in modo chiaro gli obiettivi passati, lo svolgersi delle attività, gli obiettivi futuri e i risultati del progetto Archimede ottenuti sin quasi ad oggi. Tra le caratteristiche della centrale comunicate nella presentazione ci sono anche la potenza nominale: 4,9 MWe , l’energia elettrica netta prodotta: 9 GWHe /anno, il risparmio primario di energia: 2071 (tonnellate equivalenti di petrolio)/anno, l’emissione di CO2 evitata: 3250 t/anno. Secondo il relatore i principali risultati ottenuti sono stati i seguenti:

  • tutti i componenti specifici hanno iniziato a operare;
  • tutte procedure per riempire, riscaldare e raffreddare l’impianto sono state completate con successo;
  • è stato ottenuto lo svuotamento completo del circuito senza perdite di sali;
  • i sali fusi sono stati riscaldati dalla radiazione solare sino a 540 °C;
  • è stata ottenuta la generazione di vapore a 100 bar e 500 °C;
  • è stata realizzata l’integrazione del vapore ottenuto dal riscaldamento solare in una turbina a vapore a ciclo convenzionale;
  • sono stati prodotti dall’impianto solare 5 MWe di potenza elettrica.

Un elenco delle centrali solari esistenti nel mondo si può trovare all’indirizzo http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_solar_thermal_power_stations. Vi sono elencate 36 centrali di 6 Paesi, tra cui predominano gli Stati Uniti d’America, seguiti dalla Spagna. La centrale di maggior potenza è la Solar Energy Generating Systems da 354 MW in California (USA), la centrale di maggior potenza in Spagna è la Andasol solar Power Station da 150 MW. Quasi tutte impiegano i parabolic trough (non so se esiste un modo univoco e consolidato di tradurre in Italiano questa espressione, si tratta di un tipo di collettore di energia solare termica) usati anche nella centrale Archimede, la quale per altre componenti fa anche uso di soluzioni originali. Sono elencate inoltre una ventina di centrali in costruzione in vari Paesi del mondo, le più numerose sono in Spagna, quelle di maggior potenza negli Stati Uniti d’America.

Fa parte integrante della presente relazione l’intervista al Signor Enzo Parisi, componente della segreteria regionale e responsabile del Dipartimento Industria Rifiuti Energia (DIRE) di Legambiente Sicilia. Solo per opportunità di impaginazione e per evidenziare il contributo dell’intervistato l’intervista è stata collocata come allegato.

Ringrazio collettivamente tutti coloro che con grande disponibilità e cortesia mi hanno dato le informazioni che ho esposto.

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