Il rettore Pignataro, gli studenti, la libertà di espressione

A Catania inaugurata la Torre biologica, anche se “il cemento è scarso”

Coordinamento_studentesco

“Lunedì abbiamo fatto la richiesta per fare un’assemblea sul no per il referendum che si terrà il 4 dicembre. Non abbiamo avuto nessun confronto con il rettore Pignataro. Già in segreteria ci hanno informati che il Magnifico ha emanato una circolare in cui si vietava ogni tipo di dibattito senza contraddittorio. Vale a dire: il dibattito sarebbe possibile solo se fossero espresse le ragioni del sì, quelle del no e un tecnico facesse da moderatore” – questo ci racconta Lara del Coordinamento studentesco. Con i suoi occhi vispi continua: “Ma perché noi non possiamo fare un’assemblea mentre la ministra Boschi sei mesi fa e Renzi sino all’altro ieri possono invece propagandare nell’università le loro riforme?”. La risposta per Lara e gli studenti è solo una: “L’assemblea la faremo lo stesso, con o senza autorizzazione. Il 21 novembre nello spiazzale dei Benedettini sarà aperta a chiunque vorrà partecipare. Insomma abbiamo deciso di non restarcene con le mani in mano!”.

I ragazzi del Coordinamento studentesco sono gli stessi che lunedì, sotto la pioggia, hanno presidiato la Torre biologica mentre il premier Renzi la inaugurava. Il progetto per la Torre biologica fu approvato nel 2003: sarebbe dovuta diventare uno dei poli di ricerca e medicina più avanzati di tutto il meridione. Dal 2003 a oggi sono passati ben tredici anni durante i quali diverse sono state le peripezie che hanno rallentato i lavori. L’appalto per la Torre fu vinto dalla SI.GEN.CO. S.p.A. di proprietà della ‘buonanima’ dell’avvocato Santo Campione, un uomo così importante da essere il pupillo del cavaliere del lavoro Mario Rendo. Un’amicizia così solida da procurargli i più grossi appalti per la Sicilia orientale, tra cui quello della metropolitana. Tuttavia qualcosa andò storto, perché due anni fa la SI.GEN.CO finì sotto processo molte delle costruzioni, sono state fatte con cemento di scarsa qualità. Il che in una zona sismica come la nostra qualcosa significa, tant’è che le indagini non si sono ancora concluse.

Intanto il tempo scorreva, i lavori non venivano ultimati, le scadenze non venivano rispettate, le varianti imposte dalle nuove norme antisismiche facevano lievitare i costi della Torre di qualche milione in più. E intanto la SI.GEN.CO dichiarava fallimento e la Ricciardello costruzioni la acquisiva.

In questo humus è nato quello che dovrebbe diventare il più illustre polo di ricerca universitaria di tutto il Meridione. Quando chiedo a Lara come hanno vissuto gli studenti questa “inaugurazione” da parte del premier Renzi, risponde che: “il premier parla tanto di legalità, insieme al ministro Alfano, poi con la sua presenza alla Torre biologica fa l’esatto contrario di ciò che dice!”. Non aggiunge altro.

Cemento scadente. Così i soldi risparmiati sulle vite delle persone vanno a finire nelle tasche degli imprenditori collusi – non ci stupisce affatto che all’inaugurazione fosse presente anche l’illustrissimo signor editore Mario Ciancio. Magari al prossimo terremoto, vedremo le stesse facce di chi questi edifici li ha autorizzati e inaugurati. Facce che con una certa “serietà” torneranno a parlarci di “adeguamento alle norme antisismiche”, mentre i morti saranno sotto le macerie…

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