I beni confiscati nella provincia di Rimini - I Siciliani Giovani

I beni confiscati nella provincia di Rimini

a cura del Gruppo Antimafia Pio La Torre

 

Il contesto di Rimini è certamente differente dai centri urbani dove storicamente è più radicata la criminalità organizzata. D’altronde in Riviera le mafie hanno operato nell’ombra concentrandosi più su investimenti immateriali (gioco d’azzardo, riciclaggio, spaccio di droga, estorsioni) che su immobili o aziende.

Tuttavia, questo non toglie che non esistano beni confiscati a Rimini. 

L’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati (ANBSC) ne ha censiti sei. Di questi alcuni sono già usciti dalla gestione dell’Agenzia, mentre tre possono essere ancora destinati ad uso sociale e si trovano a RiminiCattolica e Bellaria.

Abbiamo deciso di analizzarli nel dettaglio indagando i profili biografici dei personaggi a cui questi sono stati confiscati e soprattutto lo stato attuale degli immobili. 

Ne è emerso un panorama non incoraggiante: i tre beni, seppure di recente confisca, non sono stati ancora assegnati e permangono altri problemi legati tanto alle ipoteche che gravano sugli immobili (Rimini) piuttosto che a coinquilini che occupano un appartamento, senza avere i titoli per farlo (Cattolica). In questo contesto, le istituzioni si sono rese disponibili sin da subito per prendere in consegna i beni (Bellaria-Igea Marina): la speranza è che tale volontà si possa concretizzare al più presto.

Da corollario a questa ricerca fanno altri articoli relative alle problematiche dell’ANBSC, alla legislazione sul tema della confisca, allo situazione regionale dei beni sequestrati, alla penetrazione della mafia albanese in Italia.

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salvatore.ognibene

Nato a Livorno e cresciuto a Menfi, in Sicilia. Ho studiato Giurisprudenza a Bologna e scritto "L'eucaristia mafiosa - La voce dei preti" (ed. Navarra Editore).

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