Ennesima tragedia del mare: a Catania gli stati generali affinché ciò non accada più

Altra strage. Altri morti. Il presidente della Camera e il sindaco di Lampedusa attaccano l’operazione Triton. Intanto a Catania il prossimo weekend si terrà un convegno sull’immigrazione. 

 

(foto di Domenico Pisciotta – Consentito l’utilizzo previa richiesta)


 

Un tempo le traversate della speranza iniziavano in primavera, aumentavano in estate per scemare con l’approssimarsi dell’autunno.

Negli ultimi tempi l’aggravarsi delle condizioni politico-sociali, in molti paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ha spazzato via i freni legati ai timori di affrontare il mare d’inverno. Senza sosta barconi carichi di persone, ognuno con il suo bagaglio di speranze e sogni, salpano dalle coste libiche, egiziane e tunisine. Stipati all’inverosimile sfidano il rigido inverno che sta colpendo il sud Europa. Vento, freddo, mare in burrasca. Le tragedie si susseguono come quella di ieri vicino le coste dell’isola di Lampedusa.

29 morti: è l’ultimo bilancio dell’ennesima tragedia nel canale di Sicilia. Immediate le polemiche.

Sono morti di freddo,  – ha detto il direttore sanitario di Lampedusa Pietro Bartolo – questi profughi potevano essere salvati. Sarebbe bastato che li andassero a prendere con le navi militari e non con i gommoni o le motovedette”. “Non riuscirò mai ad abituarmi a queste tragedie. Ma questa volta si poteva evitare- conclude Bartolo”.

“Questi profughi – dichiara Michela Giuffrida, europarlamentare del Pd – non sono morti annegati, né di stenti. E non sono morti a bordo dei barconi che li avevano condotti non lontano dalla Sicilia, ma sulle motovedette della Guardia costiera. Imbarcazioni non idonee a prestare gli adeguati soccorsi, sulle quali i migranti hanno continuato a viaggiare per ore, bagnati, e senza che avessero i soccorsi sanitari necessari”.

Siamo tornati a prima del 3 ottobre 2013 – ha detto il sindaco di Lampedusa – siamo tornati drammaticamente indietro. Triton è una cosa inutile, quelli di Triton sono soldi buttati a mare. Si decreti la fine di Triton e si torni a Mare Nostrum in attesa di aprire canali umanitari e aprire i flussi”. “ Nel Mediterraneo c’è una guerra, queste morti sono inaccettabili.”

Il portavoce delle Capitanerie di Porto Filippo Marini sottolinea, invece, le difficoltà di operare in un contesto del genere: “gli uomini stanno operando in condizioni difficilissime, stanno affrontando un mare forza otto, con onde alte nove metri”.

Anche il Presidente Laura Boldrini ha espresso il suo rammarico su twitter: “Orrore al largo di Lampedusa. Persone morte non in un naufragio, ma per il freddo. Queste le conseguenze del dopo MareNostrum”.

In virtù di quanto accaduto, maggiore importanza assume il Seminario nazionale dedicato ai temi dell’immigrazione che si svolgerà a Catania nei giorni di venerdì 20 e sabato 21 febbraio al Palazzo della Cultura dal titolo “L’Immigrazione che verrà. Dal respingimento a Mare nostrum. Dall’Italia all’Europa”. L’incontro, organizzato da Magistratura Democratica e Movimento per la Giustizia, avrà ad oggetto la gestione dei flussi migratori verso l’Europa. La scelta di Catania non è causale perché nell’ultimo anno e mezzo il comprensorio della Sicilia sud-orientale (Catania, Ragusa e Siracusa) ha dovuto improvvisamente affrontare un flusso di immigrazione imprevedibile.

Oltre agli autorevoli interventi di esimi giuristi, si prevede la partecipazione del Ministro dell’Interno Angelino Alfano.

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