Dalla “democrazia partecipata” alla “formazione ristretta” - I Siciliani Giovani

Dalla “democrazia partecipata” alla “formazione ristretta”

A Catania, tavolo tecnico per il Bastione degli Infetti

“Quando siamo entrati nel Bastione abbiamo evitato persino di piantare un chiodo. Puntando invece sulla narrazione del posto e registrando anche un certo interesse all’affabulazione. E non sofferenza perché si doveva stare in piedi o non c’era un albero sotto cui ripararsi…” dice Salvo Castro, del Comitato Antico Corso.

Stamattina nella sala Coppola del Comune di Catania, si è svolto il tavolo tecnico tra associazioni e alcuni esponenti istituzionali. L’assessore alla Cultura Licandro, l’assessore al Verde pubblico D’Agata, la Soprintendenza e il Capo di gabinetto Beppe Spampinato. La “questione bambinopoli” all’interno delle mura cinquecentesche di Carlo V, nel Bastione degli Infetti, è ancora tutt’altro che risolta.

 “Quell’area deve essere valorizzata come sito archeologico, non come parco giochi” fa eco qualcuno. D’altronde il progetto che presentò il Comitato quando decise di partecipare al bando per la “Democrazia partecipata” mirava proprio a questo. Non prevedeva interventi invasivi di nessun tipo. Anche il Comitato aveva inserito dei giochi nel suo progetto, ma mobili: di quelli che una volta finito di giocare, si rimettono in un ripostiglio. “Ripostiglio qui? Water igienici qui? Sia mai! Questa è un’area archeologica!” inveì qualcuno dei responsabili all’epoca. Ora invece “il conglomerato cementizio per strutture non armate, o debolmente armate” non è affatto un problema. Nemmeno le panchine di un tot di mila euro ciascuna. Per non parlare degli alberi. Però in compenso sono stati scelti accuratamente arredi e materiali antiscivolo, antitrauma, antivandalismo.

tavolo bastione

Man mano che i cittadini prendono la parola, l’assessore Licandro fa scivolare lo sguardo sul suo smarthphone, il buon D’Agata invece si guarda le punte delle scarpe. Il Capo di gabinetto Spampinato, nella sua scintillante abbronzatura, solenne annuncia “Nel mese di gennaio di quest’anno col sindaco Bianco abbiamo fatto un sopralluogo, valutando alcune delle idee che i cittadini avevano. Infatti abbiamo ridimensionato di molto l’idea della bambinopoli. Ci sembrava giusto che tutte le persone di Catania, sia quelle del quartiere che quelle al di fuori, potessero apprezzare il Bastione. E per avere un minimo di luogo di aggregazione perché nel quartiere ci sono le famiglie” – quali famiglie? – “Io non vedo nessuno scandalo, che questi giochi – che sono due o tre – posti in luogo, come dire, decentrato, possano coesistere con la struttura architettonica del Bastione degli Infetti…”. I cellulari continuano a squillare “Abbiamo riqualificato anche la Torre del Vescovo come avete potuto vedere” aggiunge con orgoglio l’avvocato Spampinato. Sabato mattina alla Torre c’era un gatto che frugava in un sacco di spazzatura davanti all’altare in pietra lavica. Un sacchetto di patatine riversate dentro l’aiuola. E cacca di cani sparsa un po’ qui e un po’ lì – in questa parte di città ancora i cassonetti speciali per gli escrementi dei cani non sono arrivati. Veramente neanche quelli ordinari. Ma questo è un altro discorso.

“Quello che posso dire io come archeologa, io posso applicare la procedura – confermata dalla Normativa sull’archeologia preventiva – che prevede di fare dei saggi preventivamente ai lavori che interessano il sottosuolo. Ed eventualmente, a seguito di quello che troviamo, chiedere delle modifiche al progetto. Che è quello che abbiamo fatto per quel muro che è venuto fuori. È un sito monumentale di interesse architettonico. Ha grandi potenzialità, ma cosa vi sia conservato non siamo in grado di saperlo. Quindi in via precauzionale chiediamo di seguire gli scavi. E questa è la nostra procedura” dice la dirigente della sezione Ecologia della Soprintendenza.

Com’è possibile immaginare un’area giochi lì, a due passi dall’amianto e dai cavalli? “Mi vergogno, confesso la mia ignoranza, non conoscevo il Bastione degli Infetti” ammette Spampinato “sono stato contento quando è stato vinto il bando dal Comitato Antico Corso. Proprio perché mi sembra assurdo che in quel sito si era riuscita a creare la stalla abusiva dove invece c’era un sito monumentale da apprezzare. E quindi la filosofia complessiva del progetto era non solo rivalutare l’area, ma anche l’affidamento alle persone per poterlo tutelare, che così possono difenderlo nella normalità. Noi dobbiamo togliere quello che lì non ci deve stare ma affidare il sito alle persone, questa è la filosofia del progetto. Evitare che una cosa assurda così possa essere perpetrata…”. E perché allora durante il sopralluogo, alzando le mani in alto, ingegneri, geometri e compagnia bella dicevano “Eh no, quell’area non è di nostra competenza!” quasi offesi per aver osato tanto. “Non facciamo dialogo” bisbiglia qualcuno. “La stessa cosa la vediamo in due modi diversi” è l’unica risposta attorno al tavolo immaginario.

Le case abusive a ridosso del Bastione “sono state espropriate dal Comune nel 1966, solo che ancora sono là… Quindi la staccionata è stata messa per distinguere il bello dal brutto. Sono state date le case popolari, nonostante l’espropriazione si sono inserite altre persone che sono ancora lì”. Garanzia. Riqualificazione. Rivalorizzazione. Progetto compatibile col sito in sé stesso. Ci rendiamo sin d’ora disponibili. “Le case non sono dell’Ipab. A giugno dell’anno scorso, presente il dottore Camarda, abbiamo chiesto un intervento dei vigili urbani affinché si accertasse chi abitasse in queste case e a che titolo. Tenendo conto che c’è un decreto di esproprio risalente al 1960, quando ci fu quello per il liceo Spedalieri” dice un cittadino.

“La mia proposta è: incontriamoci in formazione ristretta per vedere quali possibili migliorie si possono apportare al progetto. Per spostare, variare. Non lo so, non ne capisco granché. Non ci sono distanze siderali tra noi.” Dare un seguito a questa iniziativa. L’alternativa era non fare niente. La votazione online del popolo. Cerchiamo di essere pragmatici. Veniamoci all’incontro. Non entriamo nel merito. Occupazione abusiva dell’area al di fuori della staccionata.

“Io pretenderò dai vigili urbani quell’accertamento di un anno fa. Questo che stiamo facendo è solo un primissimo passo verso una riqualificazione complessiva. Ce la facciamo? Non ce la facciamo? Non lo so! Quello che so è che su questo tema l’intera platea che oggi è qui è d’accordo. Domani, in quattro-cinque, se no ni piddemu, ci vediamo a mezzogiorno presso l’assessorato all’Ecologia, in via Pulvirenti numero 4. Ora dobbiamo andare con la dottoressa Riguccio a Librino, perché abbiamo mille problemi, non uno solo, come potete immaginare. Domani mattina venite preparati. La indicazione che l’amministrazione dà, fermo restando questo progetto iniziale, se ci sono delle proposte migliorative condivise da tutti, poi, come dire, valuteremo…” tuona l’assessore D’Agata.

2 pensieri riguardo “Dalla “democrazia partecipata” alla “formazione ristretta”

  • 20/06/2017 in 07:51
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    Il Comitato popolare Antico Corso non ha vinto nessun appalto. I soldi previsti per la democrazia partecipata sono gestiti dal Comune di Catania tramite i propri uffici. A dicembre scorso venne chiesto tramite avviso pubblico di scegliere tra sei luoghi da riqualificare, al primo punto era indicato il Bastione degli infetti. Noi de comitato e i cittadini catanesi , ci dissero dal comune, votarono per il Bastione, ma non è mai stata pubblicata una graduatoria né un progetto per fare conoscere che tipo di intervento di volesse realizzare. Il Comitato ha visto dei fogli, con sopra un progetto già pronto e deciso , dopo la “proclamazione” della vittoria del Bastione sugli altri cinque luoghi. Solo in questi ultimi giorni, grazie all’accesso agli atti richiesto dal movimento 5 stelle e da Catania bene comune, abbiamo visto il capitolato d’appalto che prevede, tra l’altro di spendere ben 900 € per un posacenere, e ne sono previsti 9, è immorale, non solo per i posacenere posizionati in una zona di gioco per bambini, ma perché con 900€ e anche meno oggi ci vive una famiglia

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  • 27/06/2017 in 13:30
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    In data 27 giugno 2017, ecco il comunicato del Comitato Popolare Antico Corso per il Bastione degli Infetti:

    “L’incontro ultimo con l’amministrazione cittadina e’ stato un buon risultato.
    Sposa la nostra interpretazione del sito ed apre l’orizzonte della visione ad un’area estesa del quartiere.
    Non possiamo che prenderne atto ed attendere la restituzione del sito in cui i lavori, alle feriti significativamente, proseguono sotto la sorveglianza della sovrintendenza”.

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