venerdì, Marzo 20, 2026

Cronaca

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Storie di paura e di periferia

Superata la viuzza che separa  via “Poggio Lupo” dall’inizio del quartiere San Nullo, si vede affiancato da due motorini sopra i quali ci sono dei ragazzi, tra i sedici e i vent’anni, che lo insultano e gli urlano contro quasi divertiti .  Lui intimorito e spaesato non sa bene cosa fare. I motorini si raddoppiano: ne spuntano altri due .  Ma questa volta uno dei passeggeri si gira verso Nicola e tira fuori il suo asso nella manica: una pistola a salve.

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Hotel Costa occupato, la polizia ha arrestato i buoni

Per 8 anni è rimasto chiuso l’Hotel Costa e centinaia di studentesse e studenti universitari hanno scontato l’ingiustizia di essere idonei ma non assegnatari di alloggi. “Ne avresti diritto, ma non possiamo garantirtelo” hanno scritto nero su bianco le istituzioni universitarie e regionali. In tanti non si sono potuti permettere gli studi. Ieri mattina le studentesse e gli studenti universitari catanesi hanno deciso di riprendersi quel posto. Un immobile chiuso che avrebbe potuto rispondere con efficacia all’emergenza abitativa che riguarda tanti studenti e tanti nuclei familiari.

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Il Nocella è rossonero

In questi giorni le acque del Nocella rivelano livelli altissimi d’inquinamento e si colorano di rosso e di nero, sino a formare uno scarico putrido che porta tutto a mare, con buona salute dei pesci e della flora marina che, dalla baia di San Cataldo si estende a tutto il Golfo di Castellammare. La Guardia Costiera e i Vigili urbani controllano, per quanto possono, la zona, ma c’è sempre la difficoltà di risalire ai responsabili, non tanto perché non si conoscono, ma perché non è facile incastrarli.

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Stuprata? Un “infortunio”

Per il magistrato che si è occupato del caso e i dirigenti dell’ASP si tratta di un “infortunio sul lavoro”. Ci appelliamo alla Magistratura affinché individui anche i responsabili morali di questo episodio, e al CSM  perché sanzioni chi da un seggio di giudice ha deciso che lo stupro su una donna è paragonabile a una caduta dalle scale o a un taglietto col bisturi. 

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OMERTA’

Non sappiamo chi sia il giovane quasi-assassino del cinquantenne, se un rampollo di mafia  (e dunque ricco) o un ragazzo sbandato che ancora qualche anno fa avrebbe potuto essere salvato. Sappiamo chi sono i vigliacchi che hanno fatto corona, in silenzio colpevole, al suo delitto e, nel cerchio più esterno, coloro – numerosissimi e perbene – che fanno corona oggi, illudendosi di essere assolti da questa o quella parola di fuggevole e pelosa “solidarietà”.

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