La “Messina di mezzo”
Operazione “Beta”. Imprenditori, funzionari pubblici, bancari, amministratori e politici della Messina di Mezzo, quella del partito unico e della borghesia che prolifera grazie all’economia criminale.
Leggi tuttoOperazione “Beta”. Imprenditori, funzionari pubblici, bancari, amministratori e politici della Messina di Mezzo, quella del partito unico e della borghesia che prolifera grazie all’economia criminale.
Leggi tuttoGiovedì 7 giugno, il Tribunale di Messina deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio dei cinquanta imputati del procedimento denominato “Beta”, scaturito a seguito dell’omonima operazione antimafia del luglio dello scorso anno, un vero e proprio terremoto giudiziario con tanto di arresti eccellenti di noti imprenditori, professionisti e legali e delle vecchie e nuove leve della criminalità peloritana.
Leggi tuttoCome ogni anno si ripropone l’eterna questione di non ridurre Peppino a un santino, a una icona da inserire nel pantheon degli eroi antimafia. Come ogni anno si ripropone il problema di una identità di Peppino negata dall’immagine che ne hanno dato i mass media o i film su di lui e su Felicia.
Leggi tuttoLa prima tappa del Giro d’Italia a Catania. Non una parola sul popolo palestinese. Lo chiamavano Ginaccio, quel toscano verace, ma il suo nome era Gino Bartali, campione del giro d’Italia per tre volte. A ogni intervista diceva sempre “c’è tutto da rifare!”.
Leggi tuttoIl coro dei difensori filo-istituzionali e degli opinionisti dell’ultima ora si domanda stizzito: ma cosa vogliono questi rom, hanno pure avuto i soldi? E aggiungono diffamando con assoluta certezza: le associazioni parlano perché ci speculano e guadagnano su di loro. Qualcuno è più benevolo e si limita a condannare un atteggiamento che si presume assistenziale. La solidarietà, il processo di comunità, il lavoro di prossimità, le lotte collettive per la difesa dei diritti non fanno evidentemente parte dell’orizzonte mentale dei più.
Leggi tuttoGrave, gravissima vergogna si consuma sulla televisione di Stato, ogni minuto che passa. Dopo avere nelle ultime 48 ore quasi ignorato una sentenza “storica” come quella che ha condannato esponenti di spicco dello Stato italiano per avere trattato con la mafia sul sangue degli innocenti uccisi nella strategia stragista del ’92/’93, condanna dalla quale si desume che risulta accertato il nuovo patto politico-mafioso che ha retto negli ultimi 25 anni il nostro Paese, e che ha dunque condizionato la storia e la convivenza “civile” degli Italiani fino ad oggi, ora – in totale dispregio delle Istituzioni – viene avviata una campagna di disinformazione e di autoassoluzione dello Stato da parte della TV di Stato.
Leggi tuttoIl processo a Mario Ciancio non sarà l’analisi giurisprudenziale su quanto sia lecito il lobbismo in terra di mafia, non sarà nemmeno la disamina di quanto il padrone de La Sicilia fosse consapevole di stare favorendo dei clan mafiosi. Sarà un processo ai meccanismi di potere che dominano Catania da sessant’anni. Avvocati e magistrati diranno di fermarsi alle prove, ai capi d’imputazione, alla verità processuale. Ma tremeranno lo stesso le stanze di Confindustria, i saloni di palazzo degli Elefanti, le redazioni dei giornali di famiglia, gli studi in radica dei padroni della città: davanti al giudice, il re è nudo.
Leggi tutto“Cassata Drone, un segno nel paesaggio siciliano contemporaneo”, con attività della durata di una settimana “da svolgersi per due ore al giorno oppure di tre giorni per quattro ore al giorno”. Tra i temi del seminario “Il drone militare come nuova forma inserita territorio siciliano: a cosa serve e come è impiegato ai fini della sicurezza? Ragioniamo su pregi e difetti di questa macchina”. Sì appunto, “pregi e difetti”. I pregi di uccidere da lontano, fuori da ogni controllo; i difetti di scambiare – non poche volte – bambini, donne e anziani per feroci “terroristi”….
Leggi tutto“Qui i politici vengono a fare problemi solo nei periodi di campagna elettorale, ormai ci siamo abituati, ogni cinque anni provano a sgomberarci o a farci spostare”. Mark vive da quindici anni a Napoli, viene dal Burkina Faso e per sopravvivere vende abbigliamento all’inizio di via Bologna. I palazzi che circondano piazza Garibaldi sono abitati da molti commercianti africani. “Avevo dieci anni quando ho iniziato a lavorare con mio padre e mio nonno, in una bancarella in Piazza Garibaldi” –racconta Antonio- “Nel novantanove è nato questo mercato, e dopo un anno di lotte insieme all’associazione Tre Febbraio abbiamo conquistato di nuovo uno spazio per le bancarelle a piazza Garibaldi”.
Leggi tuttoForse si apre una breccia nel muro impenetrabile delle sezioni fallimentari. Non a Palermo, dove tutto è a posto e funziona a meraviglia, ma a Caltanissetta, dove, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica, i finanzieri del nucleo di Polizia economico-finanziaria e i carabinieri hanno arrestato Flavio Rotondo, 30 anni, figlio del cancelliere del Tribunale e dipendente occulto dell’Istituto vendite giudiziarie di Caltanissetta e Catania, finito ai domiciliari, il padre Orazio Rotondo, 60 anni, cancelliere del Tribunale nisseno, sospeso dall’esercizio del pubblico ufficio, assieme a Gianluca Princiotto, 42 anni, direttore dell’Istituto vendite giudiziarie di Caltanissetta e Catania, e a Umberto Amico, 51 anni, dipendente dell’Istituto vendite giudiziarie di Caltanissetta.
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