Relazioni pericolose

Rifiuti: mafia, imprenditoria e politica, una triade di relazioni pericolose che non sembra conoscere confini. Perché il “sistema” del tavolino a tre gambe che ha fatto sì che nascesse la discarica di Mazzarrà e l’annesso “crogiuolo di interessi” si è spostato anche nell’altra grande isola del Mediterraneo e, ancora una volta, vede coinvolta una società ben nota in quanto azionista di Tirrenoambiente.

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Educazione ambientale: quando nella scuola si fa disinformazione

Tirrenoambiente, una società a capitale pubblico privato, pro­prietaria di una delle più grandi discariche di rifiuti indifferenziati della Sicilia, quella di Mazzarrà Sant’Andrea, occupando la cro­naca degli eventi più importanti accaduti in provincia di Messina negli ultimi 10 anni perché al centro di contrasti con gli abitanti dei centri vicini al sito di smaltimento che denunciano gravi epi­sodi inquinamento, e con i suoi vertici coinvolti in processi di mafia (l’ex presidente del Cda condannato in primo grado per concorso esterno) e su reati ambientali (proprio per la malage­stione della discarica), da qualche anno a questa parte si prodi­ga nel tentati­vo di accreditarsi in un ruolo positivo in materia ambientale.

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