Le poltrone degli amici

Le società partecipate del Comune di Catania cambiano i vertici. Via gli amici di Enzo Bianco, i fedelissimi della senatrice Valeria Sudano, i miracolati da Luca Sammartino. Tutti nominati senza alcuna selezione pubblica, senza alcun concorso, per pura spartizione politica. Pronti a subentrare gli amici di Salvo Pogliese, i primi dei non eletti al consiglio comunale, i fedelissimi di Lombardo e Firrarello, i giovani rampanti che non si sono candidati alle elezioni ma si sono impegnati in campagna elettorale. Pronti ad accaparrarsi una poltrona gli uomini noti del centrodestra catanese, finalmente tornato a destra. Unico requisito, la fedeltà politica. E poi c’è la città e i diritti che le società partecipate dovrebbero assicurare alle cittadine e ai cittadini.

Le bugie del giornale di Ciancio

Nella realtà, Zermo fu l’ “amico” che, il giorno dopo l’assassinio, cercò di far passare Giuseppe Fava per un personaggio ambiguo e oscuro. E quello che, una volta che un mafioso sembrava disposto a raccontare qualcosa sull’agguato, lo intimidì pubblicandone nome cognome indirizzo e paternità, e inventandosi false storie per screditare la credibilità di costui.

E alla fine ha vinto Biancanelli

Niente è cambiato dal 2008, identici sono rimasti gli equilibri del consiglio comunale. La svolta millantata non c’è stata, il cambiamento evocato è stato un imbroglio. La Primavera tanto bramata finirà, come ogni anno, il 21 giugno, prima dell’insediamento del nuovo Consiglio Comunale

Quelli da non votare

Una vecchia tradizione dei “Siciliani” è quella di indicare, alla vigilia di ogni elezioni, i candidati meno candidabili. Ecco qua