La città in gioco

“Tu giochi anche quando non giochi, con la mente sei sempre lì a pensare alla prossima giocata. Emotivamente sempre più lontano, anche se presente, dagli affetti e dai momenti di vita familiare. Fino a quando neghi di avere un problema, il vortice nel quale sei entrato trascina con sé tutte le persone che sono legate a te, nessuno escluso”. 

Per fare i caffè non servono slot machines

Sarà perché si aspettano grandi vincite, sarà che stanno già fantasticando sulla vita agiata che faranno tra poco, giusto il tempo che escano i numeri giusti. Davanti all’ingresso di questa bisca legalizzata è posteggiato in bella mostra uno scooter di grossa cilindrata, sul marciapiede: si sa che i numeri vanno inseguiti di corsa, se ne scappa uno, si è sempre in tempo per acchiapparne un altro.

“Togliendo le slot c’è più spazio per le persone”

Il proprietario del bar PGreco, il signor Giovanni Coppola, ha fatto una scelta precisa: ha detto no alle slot machines. Nel suo locale il gioco d’azzardo non è mai stato il benvenuto, e ha preferito portare avanti l’attività con il proprio lavoro piuttosto che sfruttando le debolezze dei suoi clienti. E per questa scelta che sabato 7 maggio il movimento Slotmob lo premierà.