Andrea Camilleri con la Primavera di Messina

Cari amici,

sono naturalmente con lo spirito accanto a voi e confido nella vostra giusta causa.

Spero che questo movimento di recupero alla comunità di spazi culturali abbandonati si diffonda sempre più in Italia e che una nuova rinascita culturale avvenga, una volta tanto, “dal basso” e per iniziativa autonoma dei lavoratori dello spettacolo e della cultura.

Sono particolarmente legato al Teatro in Fiera poichè lo inaugurai nel 1977 con lo spettacolo Merli e malvizi di Biagio Belfiore, storia della guerra intestina tra le due opposte fazioni nella Messina del 1600. Si volle inaugurare l’attività del teatro proprio con uno spettacolo che riguardasse la storia della città e che fu appositamente scritto per l’occasone. Un impegno sostanziale poichè, non solo si affrontava una prima teatrale ma si trattava anche di inaugurare una struttura nuova con i problemi di rodaggio che questo comportava (illuminotecnica, montaggio e smontaggio etc..), oltre ad essere un allestimento notevole per ricchezza di costumi e scenografia. La compagnia venne formata da Massimo Mollica, all’epoca il numero uno degli attori messinesi.

Erano gli anni delle agitazioni studentesche. La sera della prima una folla di studenti contestava l’ingresso del pubblico, formato dall’alta società messinese e dalle autorità, rendendo il passaggio poco agevole e rischioso alle signore in pelliccia. Fortunatamente però il tutto si svolse senza sostanziali incidenti.

Ricordo con particolare commozione quella data: è sempre bello inaugurare un teatro, sentirlo vivere con i primi spettatori che mettono piede al suo interno. Così come è importante il legame che si forma con il suo territorio: alcuni tra i nomi che compaiono del vostro elenco lavorarono con me alla realizzazione di questo spettacolo.

Un affettuoso abbraccio e un sincero augurio di buon lavoro

Andrea Camilleri

 

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