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Di luce e di vita

La fotografia di Giovanni Caruso

 Catania, 20 marzo. < A Palazzo Scammacca del Murgo la mostra fotografica sul fotogiornalista catanese che collaborò con Pippo Fava e che oggi continua a fotografare anche dopo la perdita della vista. Il 20 marzo alle 19,30, presso gli spazi di Palazzo Scammacca del Murgo, verrà inaugurata la mostra fotografica “Di Luce e di Vita – I due tempi della fotografia di Giovanni Caruso”, curata da Marco Pirrello e Nancy D’Arrigo con il supporto di Siciliani Giovani, Arci Catania e Fondazione Fava. L’esibizione sarà visitabile sino al 4 aprile, dal giovedì al venerdì (18:00-22:00).

Per la prima volta sono riuniti entrambi i periodi della produzione fotografica di Giovanni Caruso: quello legato alla sua attività di fotogiornalista e quello più recente, sviluppato dopo la perdita della vista.

Fotogiornalista e attivista antimafia catanese, Caruso ha collaborato con Giuseppe Fava al Giornale del Sud e successivamente a I Siciliani. Ha documentato la guerra di mafia che ha insanguinato Catania negli anni Ottanta e realizzato poi numerosi reportage fotografici in giro per il mondo.

Caruso non ha mai abbandonato l’impegno sociale sul territorio catanese, insegnando fotografia e promuovendo attività culturali e formative nei quartieri più difficili della città, in particolare San Cristoforo.

Nel 2004, a seguito dell’acuirsi di una malattia che lo accompagnava sin dall’infanzia, perde completamente la vista. Dopo un comprensibile smarrimento decide di tornare alla fotografia, rigorosamente ancora analogica, sviluppando un nuovo modo di raccontare il mondo nonostante la cecità.

Saranno più di sessanta le fotografie esposte, selezionate grazie all’aiuto di Miriana Cantarella, ma ci sarà spazio anche per alcune storiche pagine di quotidiani dell’epoca e altri materiali che raccontano il percorso del fotografo catanese. Parallelamente all’esposizione, il regista e curatore Marco Pirrello sta realizzando un documentario dedicato alla vita di Giovanni Caruso. Con il supporto dei filmmaker Giorgio Marino e Dario Spoto verranno dunque ripresi alcuni momenti dell’esposizione e degli incontri con il pubblico.

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