No Muos, notti di attesa per l’arrivo delle gru
«Servono complici, no passerelle politiche»

C’è chi porta il caffè, l’alleato di una intera giornata. Chi i cornetti al mattino e chi invece accende il fuoco per scaldarsi la notte. Da un lato lo sguardo si sposta tra tende da campeggio e colline verdi. Dall’altro una lunga rete, filo spinato e antenne. In mezzo un via vai di gente, carabinieri, polizia e qualche agente della Digos.

Si svolge così, da cinque giorni, la vita quotidiana al presidio No Muos davanti alla base militare Usa di Niscemi. L’attesa è per l’arrivo delle gru che serviranno a completare l’impianto di trasmissione dell’esercito statunitense. Dall’altro lato della collina rispetto al presidio, un eco mostro – com’è stato ribattezzato – circondato dal verde della riserva naturale Sugherata. I volontari, tra nervi tesi e stanchezza, si alternano ai turni per presidiare l’ingresso della base, pronti a ostacolare l’arrivo dei mezzi. Che intanto però non si sono fatti vedere, nonostante un falso allarme lunedì notte.

Lunedì, il giorno fissato per l’arrivo delle gru, Niscemi è in fermento. La strada che porta alla base è bloccata da giovanissimi volontari della protezione civile: «Qui a sinistra, in contrada Ulmo, c’è un presidio autorizzato a cui parteciperà il sindaco – spiegano alle auto di passaggio – Se volete scendere alla base, la responsabilità è vostra». Alla manifestazione partecipano più di 500 persone. Cittadini di Niscemi, tanti bambini, il primo cittadino Francesco La Rosa – «anche se ho la febbre a 40», spiega – e i consiglieri comunali. Qualche sedia di plastica e al bivio viene organizzato un consiglio straordinario. «Abbiamo inviato una lettera al prefetto chiedendo di negare l’autorizzazione al passaggio dei mezzi», dice La Rosa. La risposta non si conosce ancora. Un altro appello è stato rivolto al neo presidente regionale Rosario Crocetta che però, attraverso la sua pagina Facebook, ha fatto sapere di voler procedere a dei monitoraggi sull’ambiente per valutare l’effettiva pericolosità del Muos prima di imporre un eventuale stop all’opera militare Usa. Presente anche l’ex candidato governatore del MoVimento 5 stelle Giancarlo Cancelleri: «Un intervento istituzionale è ancora possibile. La Sicilia è suolo italiano, non americano».

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