Minacciato e picchiato a Librino

Ieri mattina intorno alle 10:30 a Librino, il grande quartiere-ghetto alla periferia di Catania,  un nostro collaboratore che stava scattando delle foto al Palazzo di Cemento è stato circondato da sei uomini, minacciato con un’arma e picchiato. Gli hanno rotto un dente. Hanno fatto i nomi dei suoi familiari, su cui sembravano molto bene informati.

Luciano Bruno (un suo articolo, due anni fa, ha aperto il primo numero di questa nuova serie dei Siciliani) è di Librino e più volte ha pubblicato articoli sulla drammatica situazione di questo quartiere, abbandonato e lasciato in mano alla mafia. E’ autore fra l’altro di un pezzo teatrale di denuncia sul dramma di Librino, che è stato portato in giro in varie città d’Italia.

Invitiamo tutti alla massima solidarietà verso Luciano e alla massima attenzione e vigilanza su Librino.

Riccardo Orioles

I Siciliani

 

36 pensieri su “Minacciato e picchiato a Librino

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  2. La risposta deve essere una viva e giornaliera solidarietà fatta di molteplici iniziative a sostegno dell’attività di denuncia che ha sempre operato Luciano nel quartiere. Mi dispiace molto. Lo conosco, ho visto il suo lavoro teatrale, vorrei essere presente alle iniziative. Spero di ricevere notizie circa qualche iniziativa del genere. Con la speranza che si riprenda presto, un saluto a pugno chiuso.

  3. Sono disponibile a partecipare a qualsiasi tipo di attività possiate organizzare anche a Librino per rispondere a questo intollerabile attacco. Cercherò di interessare Libera Catania alla questione. Un abbraccio solidale a Luciano Bruno.

  4. LA RINASCITA DELL’ ITALIA “D E V E ” COMINCIARE DALLA SICILIA, PER ALMENO 3 MOTIVI:
    1) DIMOTRARE CHE LE MAFIE IN ITALIA SI POSSONO SCONFIGGERE;
    2) E’ LA TERRA CHE PUO’ FAR RINASCERE L’ECONOMIA ITALIANA CON UNA PROGRAMMAZIONE CULTURALE DELL’ACCOGLIENZA INTERNAZIONALE OFFRENDO CON L’ARTE, LA MUSICA, IL TEATRO ED I SUOI BENI AMBIENTALI E AGRO-TURISTICI, IL LAVORO ” VERO” PER OGNI GIORNO DELL’ANNO

  5. 3) LA SALVAGUARDIA DEL SUO TERRITORIO E DEL SUO MARE, ISOLE COMPRESE POTRA’ ESSERE IL PIANO DI FATTIBILITA’ PER TUTTO L’INTERO PAESE ITALIA

  6. Sarò sempre contrario ad usare le parole “quartiere-ghetto” e “periferia”: siamo noi a ghettizzare, la gente onesta non potrà mai godere della tranquillità se prima il quartiere non viene considerato una parte integrante della città! Ed aggiungo che visto che vi abitano più di 60.000 persone sarebbe anche venuto il momento di creare poli attrattori in modo che la gente possa andare comunemente e normalmente in una parte di città!

  7. Ritengo che la risposta migliore sia di organizzare un evento proprio davanti a quel palazzo. Andiamo tutti, fotografi e non, insieme. Facciamo i nostri scatti e organizziamo una mostra collettiva. Vediamo se ci provano, vedendo che siamo un centinaio.

  8. Non conosco Luciano (almeno credo!), ma fa lo stesso…. Solidarietà massima e forte vicinanza. Purtoppo abito lontano da Catania e non potrò farlo in prima persona, ma lancio un’idea: perchè non andare, in massa o in piccoli gruppi (ma comunque in tanti) a fotografare il Palazzo di Cemento? Se si presentano i sei energumeni circondare loro e fotografarli insieme al palazzo!!!

  9. Qualcuno qui nei commenti parla di onestà ma vi assicuro che chi ha picchiato il fotografo gode di altrettanta onesta e soprattutto di tanta motivazione per offendere un personaggio che si è fatto capire o meglio godeva di aria di malinteso per pestasrlo visto che quel quartiere è apolitico e che il fotografo aveva tutta l’aria di politico per tanto non vedo nessuna offesa ma solo una difesa da parte del popolo di librino. Passo e chiudo.

    • fammi capire, Mirko: Luciano avrebbe offeso il popolo di librino con aria di politico? i sei, che certamente godono di tanta onestà assai, l’hanno pestato perché apolitici? ché, s’è aperta qualche sezione di apolitici al palazzo di cemento?
      capisco che ti verrà anche vicino, ma ti suggerisco di cambiare spacciatore.

    • PICCHIARE NON È, MAI, UNA RISPOSTA. Se anche ci fossero vaghe possibilità Che questi tizi fossero onesti picchiando sono diventati dei delinquenti.
      Anche se, ovviamente, sono più propenso a credere lo fossero già, possedendo una pistola ed essendo abituati alla violenza invece che al dialogo.

    • Ecco bravo, passa e chiudi, giusto per non continuare a rendere palese la tua colossale ignoranza. Definire oneste 6 persone che organizzano un agguato ai danni di una sola persona che sta facendo delle foto è un segnale inequivolabile di un gravissimo degrado a livello sociale.

    • Se si vuole difendere la propria libertà o la propria privacy non si va in 6, armati di bastoni e pistola! I ragazzi dl GAPA hanno sempre lottato per aiutare i giovani dei quartieri più emarginati della città e non si sono serviti che di solidarietà, disponibilità, accoglienza e condivisione giornaliera e non verbale ed episodica come quella dei politicanti!!

    • Mirko, tu non sei apolitico, sei del partito dei ladri che fregano i soldi a Librino e lasciano i librinesi nella miseria per farsi gli affari loro. Luciano è veramente di Librino perché da anni si batte per diendere i librinesi e chiedere cose giuste per loro. Tu invece con Librino non c’entri niente, stai dalla parte dei succhiasangue e dei mafiosi. Per cui statti zitto quando si parla di Librino e di chi, a differenza di te, gli vuol bene.

  10. Dovremmo essere tutti al fianco di Luciano. Chi ci rappresenta a livello comunale dovrebbe dare maggiore solidarietà. Sia a parole, comunicati e altro; che nei fatti, manifestazioni di solidarietà concrete e veri investimenti nel territorio di Librino. Ciò non dovrebbe avvenire ogni elezioni ma ogni giorno.

  11. Un grosso abbraccio a Luciano. Lui ha sempre saputo che sarebbe potuto succedere prima o poi e nonostante ciò è sempre andato avanti senza la minima esitazione. Non sono quattro mafiosetti che possono fermare chi non si rassegna a vedere un quartiere, una città violentati.

  12. Mirko sei un buffone. È così che si difende il “popolo di Librino”? Difendere cosa poi? La vostra fortezza di spaccio e degrado che Luciano stava fotografando? Vergogna, e vergogna a tutte le Autorità che sanno cosa avviene in quei luoghi e non muovono un dito.

  13. A Luciano Bruno hanno portato via lo sguardo e un dente, e magari qualche caruso di strada si permetterà di pensare che se l’è cercata perché “come minchia si permette di girare “armato” di una macchina fotografica per documentare semplicemente quello che vedi, strunzu ….” . Ma Luciano da artista, da attore, da cittadino non rassegnato, con il suo sguardo ci ha sempre restituito, ora attraverso i suoi reportage per I Siciliani e ancora meglio con i suoi spettacoli struggenti, coinvolgenti, intensi, l’immoralità del degrado urbano quando questo è solo frutto dell’incuria delle istituzioni assenti e delle innumerevoli occasioni mancate come la triplice inaugurazione del Teatro Moncada, ormai spogliato di ogni suppellettile, che Luciano denuncia ad ogni nuovo taglio del nastro. Non facciamoci portar via Luciano, io ti aspetto, come promesso, nei Teatri di Misterbianco, ma è a Catania e nel resto d’ Italia che abbiamo bisogno di “portarti in scena” per la tua profonda umanità, come meriti.

  14. Questi episodi, accrescono la rabbia di chi vive a Librino, ma nulla ha a che fare con questa gente malavitosa ed arrogante……..Da onesto e corretto cittadino di questa periferia, chiedo scusa al Sig. Luciano Bruno per questo inaccettabile episodio di violenza gratuita e malavitosa

  15. Non basta essere cittadini onesti, bisogna essere coraggiosi ed anche un po furbi. La mafia impera indisturbata in molte realtà perchè è bene insediata nei palazzi della politica …lo sapete bene tutti? Dovremmo iniziare a lottare nelle cabine elettorali, scegliendo le persone giuste. Come diceva qualcuno: “Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo”. Meditate!

  16. Se vogliamo restituire un futuro dignitoso alla nostra regione dobbiamo abbandonare la logica individualista sottesa al vivere quotidiano per comprendere che un’azione compiuta all’interno di una società provoca effetti diretti ed indiretti su ogni membro. E’ come se in un’ampolla d’acqua cadesse una goccia: si formerebbe un’onda che apparentemente colpirebbe solo la superficie. In realtà però quel piccolo movimento rivoluzionerebbe impercettibilmente la posizione delle migliaia di molecole contenute nell’ampolla.

    Luciano con il suo impegno non ha direttamente cambiato la nostra vita, ma ha provocato un movimento importante seppur visivamente non percepibile. Luciano ed I Siciliani hanno infatti smosso le nostre coscienze rendendo evidente che nella nostra regione impegnarsi per il bene di tutti non è un diritto acquisto, ma l’oggetto di interessi iniqui ed infami.

    Mi chiedo:”Se un gesto così semplice e fraterno come preoccuparsi della felicità altrui ci viene negato, come pensiamo noi siciliani di essere realmente liberi?”

  17. È triste, ma a volte vien da pensare che non puoi aiutare chi non vuole essere aiutato. Così come non puoi convincere chi ha deciso di essere sordo e cieco, vuoi per convenienza, vuoi per paura.
    Il coraggio che dimostra Luciano è decisamente fuori dal comune, e questo mi fa sperare che un giorno le cose possano cambiare. Non mollare!

  18. Solidarità per Luciano e per quanti si sono spesi e si spendono per la lotta contro la Mafia che, ricordiamolo sempre con le parole di Peppino Impastato, è una MONTAGNA DI MERDA

  19. piena solidarietà al giornalista,questi episodi sono da condannare nella maniera più assoluta.
    E pensare che hanno costruito un grande ospedale in un quartiere altamente a rischio

  20. Sono assolutamente disponibile ad organizzare uno spettacolo di solidarietà e legalità e, altrettanto, di esprimere la mia vicinanza al caro Luciano per l’increscioso episodio da lui subito.

    Nicola Costa
    Attore, regista e Drammaturgo
    Direttore Artistico Progetto “Teatro-Legalità”

  21. Questa notizia ci ha procurato una grande tristezza e sconforto. Luciano, insieme ad altri amici di Catania, è venuto a portare il suo spettacolo da noi a Palermo anni fa, alla vecchia sede. Saremmo felici di ospitarlo nuovamente: per lo spettacolo o per qualsiasi iniziativa voglia portare avanti. Saremmo felici di essere messi nuovamente in contatto.Tutta la nostra solidarietà e affetto.
    I Tavolatondieri

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