La mafia ha bruciato tutti i palloni da rugby

Incendiata la club house del Campo San Teodoro Liberato a Catania. Ma i Briganti Rugby di Librino resistono

Le carte da “uno” bruciacchiate davanti la porta, qualche borraccia squagliata e l’odore acre della plastica andata a fuoco. Il tetto crollato, i vetri infranti. Non resta altro della Club House dei Briganti Rugby di Librino, quartiere popolare di Catania. Un incendio poco prima della mezzanotte ha distrutto tutto. La mano è quella della mafia.

I Briganti di Librino, un giovane rugbista guarda il gioco dagli spalti - foto Alessandro Romeo

I Briganti di Librino, un giovane rugbista guarda il gioco dagli spalti – foto Alessandro Romeo

Il Campo San Teodoro è un impianto sportivo costruito dal Comune di Catania in occasione delle Universiadi del 1997, costato parecchi miliardi di lire e mai aperto. Nel 2012 i volontari del Centro Iqbal Masih, spazio occupato proprio sotto uno dei palazzoni popolari di Librino, hanno deciso di riappropriarsene. Il 25 aprile 2012 nasce il Campo San Teodoro Liberato. Lì hanno alzato i pali e ripulito il campo, messo in funzione gli spogliatoi e trasformato l’ala coperta nella Club House Giuseppe Cunsolo. Intitolata a un ragazzino di quattordici anni, lasciato morire sul bordo di una strada dopo non si sa ancora cosa. Giocava a rugby nella squadra dei briganti.

A Librino, centinaia di palazzoni per settantamila persone costruiti disordinatamente a sud di Catania, c’è il tasso di dispersione scolastica più alto d’Italia e il tasso più alto di criminalità minorile. Da alcune case popolari coi rubinetti d’oro i boss continuano a comandare e a controllare il traffico di droga e di armi, le estorsioni e i voti. Nella Club House i Briganti e le Brigantesse (la squadra femminile) si riposavano alla fine degli allenamenti. Avevano attrezzato un bar e una cucina, fondamentale per l’autofinanziamento delle attività. Facevano il doposcuola per i bambini del quartiere e avevano creato la Librineria, una biblioteca popolare, l’unica di Librino. Lì ci si incontrava con gli “ortolani”, ci tengono a farsi chiamare così, gli abitanti del quartiere che proprio fuori dal perimetro del campo da Rugby autogestiscono gli orti sociali.

Club House Giuseppe Cunsolo, distrutto da un incendio doloso. Gennaio 2018 - foto Matteo Iannitti

Club House Giuseppe Cunsolo, luogo di incontro per le squadre dei Briganti Rugby di Librino e libreria popolare, distrutto da un incendio doloso. Gennaio 2018 – foto Matteo Iannitti

Tutto spazzato via dalle fiamme. I frigoriferi della cucina, il lungo tavolo dove si cenava insieme, le sedie e i divani, il mobile dei trofei, gli scaffali con i libri, i bagni, le asciugamano e le magliette della squadra. Incenerito l’ufficio con i documenti ufficiali, le assicurazioni, i tesserini dei giocatori, le iscrizioni ai campionati, la cassetta di pronto soccorso, il defibrillatore ricevuto in dono qualche mese fa. E ancora gli attrezzi per il giardinaggio, le bandiere delle altre squadre, gli striscioni delle manifestazioni, i manifesti degli eventi passati, i gagliardetti di chi è stato ospite del Campo. I disegni dei bambini e tutti i palloni.

La polizia ha posto ciò che rimane dei locali sotto sequestro penale. La matrice dolosa è stata chiara sin dal primo intervento dei Vigili del Fuoco. La mafia questa volta ha colpito a morte. C’erano stati scassi al Campo San Teodoro, c’erano state intimidazioni e anche furti ma mai nulla aveva compromesso le attività sociali e sportive. Stanotte è crollato pure il soffitto e chi ha agito ha voluto mettere fine all’esperienza dei Briganti.

Tira una brutta aria a Catania. Gli arresti e i sequestri si susseguono ma fanno il paio con gli omicidi, le infiltrazioni mafiose, le intimidazioni a chi prova ad alzare la testa. Le testate giornalistiche che fanno inchiesta ricevono continui avvertimenti dai clan. A luglio il vice direttore de I Siciliani, fondatore del Gapa, centro di aggregazione del quartiere di San Cristoforo, ha avuto recapitata una lettera con minacce di morte.

I Briganti però hanno già detto che non si lasceranno intimidire, che continueranno più forti di prima. I Siciliani e il Gapa hanno appena avuto consegnato un bene confiscato dove faranno, senza paura, un giardino per la città. A San Cristoforo il Centro Midulla fa antimafia con il circo e i giocolieri e non ha alcuna intenzione di smettere. Tutte condizioni perché l’aria cambi.

I briganti e le brigantesse col rugby si sono fatti le spalle larghe. Si ricostruirà ciò che è bruciato, si ricompreranno i palloni e si continuerà a giocare.

10 pensieri su “La mafia ha bruciato tutti i palloni da rugby

  1. Noi siamo amici dei Briganti e conosciamo i ragazzi del campo che con sacrifici ed entusiasmo e spesso anche talento si incontravano al campo. Conosciamo anche le famiglie di viale Moncada che satellitari intorno al luogo incendiato e abbiamo spesso diviso con loro cene e musica.
    Per questo vorrei chiedere al sindaco Bianco di essere orgoglioso , prendere il coraggio a due mani e rispondere con un finanziamento europeo che faccia diventare il campo S Teodoro il posto più bello della città…in questo modo tutta la città sarà il quartiere di Librino e voceversa

  2. Vigliacchi spaventati da una esperienza che gli sfugge di mano perché positiva e viva come solo il Rugby sa essere, per questo colpiscono duro e sleale. Ma i Briganti sanno che non si molla neanche contro avversari fallosi e subdoli, nemmeno se chi deve far rispettare le regole non vigila. Forza ragazzi, i rugbisti di tutta Italia sono con voi!

  3. Forza Briganti, avete il mio sostegno nonché infinita ammirazione!
    Mi piange il cuore, è come se avessero ammazzato una seconda volta il piccolo Peppe. Ma, come insegna il rugby, ci si rialza sempre dopo essere stati placcati, anche se la botta è stata forte.

  4. Anch’io vi invito a farci sapere come possiamo sostenere i ragazzi e collaborare alla ricostruzione, sono sicuro che convogliando tutte le forze vicine e lontane, questa triste vicenda diventerà lo spunto di una grande vittoria collettiva ed un occasione per riconoscere il grande valore umano e sociale di chi in questi anni ha creduto e si è speso per un progetto così bello e importante

  5. perché non organizzate una lista di cose che potremmo aiutarvi a ricomprare su Amazon o decathlon? così possiamo contribuire a distanza.

  6. Stiamo raccogliendo fondi tra professionisti. Vogliamo sapere con chi dobbiamo parlare e vogliamo contattare direttamente il titolare per certezza di destinazione delle somme.

  7. Un atto infame e vergognoso, gesto estremo di chi non sa più come fare per arginare la brava gente. Voglio contribuire anche io a far rinascere la struttura. I ragazzi e le ragazze non devono essere abbandonati. Devono sentire l’abbraccio delle persone oneste come loro. Fateci sapere come poter aiutare. Grazie

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