Per la biblioteca di Annalisa Durante i libri arrivano da tutto il mondo e gli scaffali da Collecchio.

Da qualche tempo Giovanni Durante, papà di Annalisa, la quattordicenne uccisa per errore in un conflitto a fuoco tra un esponente del clan Giuliano ed altri camorristi del clan Mazzarella, si è messo in testa che li, proprio davanti al luogo dove sua figlia è stata uccisa il 27 marzo del 2004, doveva sorgere una biblioteca a lei dedicata. Dopo dieci anni, all’interno di quello che una volta era un cinema, Giovanni Durante, quasi spontaneamente, ha dato vita alla sua biblioteca.
Il distacco che nella famiglia Durante è avvenuto non si è compiuto adagio e per gradi, ma è uno di quelli che nel posto rimasto vuoto lasciano, improvvisamente, un silenzio assoluto. Ma come a volte accade, quando la vita ci separa da qualcuno che ci è stato caro, quando si prende coscienza dell’irreparabilità di ciò che è avvenuto, ecco che anche nel padre di Annalisa si compie il miracolo che consente al suo dolore di mescolarsi con una sorta di meraviglia che non ha come oggetto la morte, ma l’amore per gli altri. Così egli, come un naufrago che si muta in timoniere, ha voluto caparbiamente realizzare un luogo nel quale i giovani potessero avere un’alternativa, una prospettiva culturale. Lui che a scuola é andato molto poco, dopo la morte della figlia ha compreso che è la cultura a fare la differenza, ad indicare la strada giusta ai giovani. È convinto che al suo quartiere, ancora negativamente alla ribalta per fatti di cronaca nera, occorra dare nuova vita. Così ha incominciato a raccogliere libri usati e a distribuirli ai ragazzi di Forcella con l’impegno di restituirli una volta letti. Poi con alcuni amici ha fatto conoscere e parlare del suo progetto. In pochi mesi sono arrivati cinquemila testi da ogni parte del mondo, anche dall’America e dall’Australia, con messaggi di incitamento a proseguire nel l’iniziativa. Il postino a via Vicaria Vecchia 23, bussa ogni giorno per consegnare un pacco contenente libri. Non passa giorno che Giovanni non mi mandi un messaggio con una foto che ritrae l’indirizzo della busta ed i libri che gli sono stati donati. Sono talmente tanti i libri che Giovanni non ha  dove metterli. Ha bisogno di mensole e di scaffali. Così Vittorio Borrelli, un falegname di Collecchio in provincia di Parma, impegnato nell’Associazione culturale “L’Arte di…”,  sentendomi parlare, nel corso di una presentazione del mio libro A TESTA ALTA, della splendida iniziativa di Giannino Durante, ha deciso di donargli delle scaffalature.
Da qualche tempo, poi, animato dalla passione per la lettura e per i libri e da quella per la condivisione delle risorse e dei saperi, ha pensato che la stessa città di Napoli debba diventare una biblioteca ed ha cominciato a diffondere il suo progetto attraverso il bookcrossing: lascia alcuni libri in giro per le strade di Napoli, dal centro alla periferia, affinché qualcuno li trovi e li legga, sperando che questi siano soprattutto giovani che i libri non possono comprarli. All’interno di ogni libro Giannino lascia un messaggio: “chi vuole può donare un libro, anche quello che ha amato di più, all’Associazione Annalisa Durante, via Vicaria Vecchia 23”.
Dell’idea e dei progetti di Giannino Durante sono in tanti a parlarne, ma di questi pochi agiscono concretamente. Tante persone comuni hanno colto l’importanza del progetto della biblioteca Durante e tra questi il signor Vittorio Borrelli, falegname di Collecchio.

salvatore.ognibene

Nato a Livorno e cresciuto a Menfi, in Sicilia. Ho studiato Giurisprudenza a Bologna e scritto "L'eucaristia mafiosa - La voce dei preti" (ed. Navarra Editore).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.