Dire di no
Cosa c’entrano i bambini e le bambine e i loro genitori, rapiti, cacciati, dalle milizie mercenarie di Trump in Minnesota? A tal punto che i teppisti dell’ICE entrano nelle scuole e si portano via i bambini e le bambine che vengono difesi dalle loro insegnanti.
Cosa c’entrano i bambini e le bambine di Gaza, che continuano a morire di fame, di freddo e di bombe, a causa dell’odio del governo fascista di Netanyahu?
Cosa c’entrano i bambini e le bambine in Ucraina, che vengono uccisi nelle loro scuole, che sono costretti a vivere al buio e al freddo dal 2022 per i capricci dello zar Putin?
Cosa c’entrano i ragazzi e le ragazze italiane, che nelle loro classi e nelle loro scuole, vedono arrivare militari che li vorrebbero formare per creare un nuovo esercito italiano, mentre si dovrebbero formare per creare cittadini e cittadine e non burattini in mano al potere di questo governo?”
Questo pensava il ragioniere Falsaperla dopo aver letto il quotidiano seduto al bar del Duomo. Si sentiva inquieto perché non trovava risposte a queste domande e ogni tanto alzava lo sguardo verso l’elefante di pietra nera, ma l’unica cosa che notò è che l’elefante non aveva più quel sorriso simpatico di sempre, ma piuttosto una smorfia triste. Poi si rimise a pensare e a ricordare quando, impiegato del comune, seguì una vicenda che riguardava proprio i ragazzini e le ragazzine. Si ricordò di quella scuola nel quartiere di San Cristoforo che si chiamava Andrea Doria. Si ricordò di quelle insegnanti appassionate che avevano scelto quella scuola perché era in un quartiere disastrato e oppresso dalle mafie. Si ricordò di quelle donne madri che si ribellarono quando seppero che l’amministrazione comunale voleva chiudere quella scuola, perché non poteva più pagare l’affitto di quella struttura privata. Si ricordò come quelle madri occuparono la scuola, come scesero in piazza per manifestare la loro ribellione, come scesero in piazza per salvare la scuola e salvare soprattutto i loro ragazzi e ragazze dalla disinformazione e da un grande pericolo: senza scuola sarebbero stati in mano ai clan mafiosi di San Cristoforo. Si ricordò anche come quella vicenda finì male e comunque quella scuola chiuse. Qualcuno gli raccontò che in quella via Cordai, ogni sera, c’è uno spacciatore pronto a vendere la droga a chi lo chiede.
E poi pensò: “Maledetti i potenti della Terra, che da sempre hanno usato i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze per colpire gli adulti, per colpire le famiglie, per bloccare la loro crescita e per farli diventare uomini e donne non pensanti”. E poi si disse guardando l’elefante “Sai chi ti dicu Liotru? Ca si tutti imparassimu a diri di no ai soprusi, all’ingiustizia, a chi fa le guerre per i propri profitti, forse, chissà…”.

