venerdì, Marzo 20, 2026

Autore: ivana

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L’umanità a Lampedusa

“Continueremo il nostro sciopero della fame nonostante lo stato di salute difficile di alcuni scioperanti della fame che sono stati portati all’ospedale. Questo è un grido contro coloro che sono ingiusti nei nostri confronti, coloro che ci hanno dimenticati, quelli che ci hanno spinto a prendere le navi della morte e quelli che violano le convenzioni internazionali. Siamo vittime delle politiche economiche e sociali mondiali…”.

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A Palermo il Centro internazionale di fotografia

A ridosso dell’inaugurazione del Centro internazionale di fotografia che si terrà domani, 16 novembre, le parole di Letizia Battaglia riaccendono speranze, gioie e dolori di questa donna a cui la città di Palermo deve molto. Ed è partendo dalla riflessione su come sia possibile tirare fuori ancora la bellezza da questa metropoli che la fotografa premiata in tutto il mondo si anima.

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-rete-PolisStorie

I fiori del giardino di Scidà

Un giardino dove passare le calde serate d’estate: guardando un film, o ascoltando musica, o vedendo spettacoli teatrali, o funamboli e giocolieri circensi. Ma sarà anche un luogo per ricordare le vittime uccise dalle mafie, ma soprattutto le vittime vive e innocenti che vivono nei nostri quartieri popolari oppressi dallo “Stato mafioso”. Inoltre, ci sembra naturale che in questo giardino potremmo mettere radici per una libera informazione, presupposto per essere cittadini consapevoli.

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-rete-GiornalismoMediaSocietàStorie

Il mestiere di giornalista

Sino a che punto in Italia è possibile assolvere un ruolo d’inchiesta e di denuncia con tutti i rischi che ne derivano? Fino a che punto i mezzi d’informazione sono disposti a “rischiare”, tenendo presente che spesso i giornalisti “con la schiena dritta” si trovano a confrontarsi con fascisti, mafiosi, violenti massoni, politici, magistrati, con il dubbio, che spesso diventa paura di rimetterci la pelle?

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-rete-CronacaSocietà

Il Nocella è rossonero

In questi giorni le acque del Nocella rivelano livelli altissimi d’inquinamento e si colorano di rosso e di nero, sino a formare uno scarico putrido che porta tutto a mare, con buona salute dei pesci e della flora marina che, dalla baia di San Cataldo si estende a tutto il Golfo di Castellammare. La Guardia Costiera e i Vigili urbani controllano, per quanto possono, la zona, ma c’è sempre la difficoltà di risalire ai responsabili, non tanto perché non si conoscono, ma perché non è facile incastrarli.

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