Così ci rubano diritti e lavoro

Da anni a Catania gira voce che è inutile denunciare il lavoro nero all’ispettorato del lavoro, perché tanto ai titolari delle attività non li toccano, per via delle loro amicizie importanti. Voci fondate, cose vere. Almeno fino a ieri, quando la magistratura e la Guardia di Finanza hanno arrestato il Direttore dell’Ispettorato del Lavoro, una funzionaria e due politici attivi nel corrompere i funzionari. Venerdì 11 maggio manifestazione a Catania, per denunciare il lavoro nero e riprenderci i nostri diritti. 

Il primo maggio di chi lavora per tre euro l’ora

Lavoratrici e lavoratori costretti a paghe di due o tre euro l’ora, con turni di dieci ore al giorno. Sono camerieri, muratori, stagisti, tirocinanti, operatori sociali, baby sitter, badanti, un esercito di nuovi schiavi, senza alcun diritto. Il Primo maggio non hanno festeggiato ma hanno guadagnato il doppio perché quando è festivo funziona così: cinque o sei euro l’ora.

Lotta (vera) al lavoro nero

Ida, giovane cameriera napoletana, si è rivolta alla Camera Popolare del Lavoro dell’Ex Opg su consiglio di un’amica cui aveva raccontato le vessazioni subite sul posto di lavoro: “Era un locale con un contratto fasullo. Ore di lavoro non registrate, niente tredicesima e ferie. In otto anni, specie negli ultimi due, tutta una serie di vessazioni nei miei confronti”.

Carcere – Galera dentro, galera fuori

carcereTamburini

La via difficile della libertà È sera e Lucio aspetta davanti a un ristorante. Ha la faccia rasata da stamattina e i capelli corti e fra poco fa tre anni che è fuori dal carcere. Parla lento, si concentra, e […]