Catania – A San Berillo qualcosa continua a muoversi

In via Carro l’ennesimo edificio pericolante

A Roma, nel settembre dello scorso anno, la palazzina a Ponte Milvio dichiarata inagibile e sgomberata parzialmente qualche ora prima dai pompieri, crollò lasciando in mostra un rudere tagliato a metà. “Non per cedimenti strutturali” si affrettò ad aggiungere qualcuno. Non ci fu nessun ferito. Nessun morto.

Crollo in via Carro - 02

A Catania nel quartiere di San Berillo invece… “Hashish? Crack? Cosa ti serve?” sembra che facciano il gioco dei quattro canti ma in realtà sono lì in attesa dei potenziali acquirenti. Sono poco più che ragazzini: gambiani, senegalesi e non solo. A San Berillo si arrangiano così: spacciando. Non è il loro abbigliamento da rapper, né l’approccio socievole richiesto dal loro “lavoro” a colpire. Ma i massi riversati su via Carro. Rievocano scenari di guerra dove i palazzi sembrano di carta.

“Il proprietario dell’edificio aveva rafforzato l’ingresso con questa porta di ferro per evitare che ci entrassero, ma a quanto pare non è servito visto che è stato sfondato il muro” dice Andrea D’Urso del Comitato San Berillo.

“È successo qualcosa verso le 11.30 di mercoledì. Tutto il giorno poi c’è stata la polizia…” parlano un italiano stentato i ragazzini. Quello che fa da palo sorveglia guardingo le traversine: porta una collana vistosa al petto e pantaloni larghissimi. È il meno socievole di tutti. “Non avete paura che possa cascarvi addosso?”. Con le facce immobili dicono di no. Non ne hanno paura. O forse non hanno scelta.

La via Carro confina con via Delle Finanze e, proprio a due passi dalle macerie, c’è il palazzo De Gaetani che alcuni uomini stanno ripulendo da sporcizia e anni di abbandono. “Vivere o sopravvivere?” sulla porta echeggia quella domanda come un pugno allo stomaco. “Ma cos’è successo a questo edificio?” chiediamo a uno degli operai che armeggia con la carriola. “Questo … è barocco! Il barocco di Catania!” accenna una risata amara e si rimette a lavoro.

crollo in via Carro - 01Uno degli occupanti del palazzo De Gaetani “in questo palazzo – e indica l’edificio con le macerie in via Carro – c’è gente che ci viene a dormire, ma a parte questo: vedi quei canali lassù?” alzando lo sguardo si vede il tetto crollato, una maglia rossa è adagiata sui fili del balcone settecentesco come in attesa di essere trascinata via da un colpo di vento “Quei canali non ci mettono niente a cadere su un passante qualunque!”. Come mai non lo hanno messo in sicurezza? “Il sindaco Bianco lo sa benissimo quello che sta succedendo a San Berillo. Io ho occupato il Palazzo De Gaetani per accogliere chi non ha un tetto. Anche se sono abusivo so di stare facendo bene, non lo sto facendo per me…” nella sua voce un attimo di esitazione dopodiché aggiunge “sai a quanti di loro ho provato a dare una mano? – e indica i ragazzini – ma poi qualcuno si fa cogliere mentre spaccia ed è la fine” – il Daspo urbano è anche per loro – “Abbiamo paura dei crolli ma quale alternativa abbiamo? Andarcene? Qua c’è gente che ha bisogno di aiuto” conclude.

Il palazzo in via Carro continua a pendere sulle teste di chi ci vive, di chi ci lavora o semplicemente ci passa accanto. Non è stato ancora messo in sicurezza. Inizia il conto alla rovescia… A San Berillo qualcosa continua a muoversi. I palazzi. In via Carro, via Pistone, via Carramba…

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