sabato, Marzo 21, 2026

Autore: ivana

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“A proposito di politica, ci sarebbe qualche coserellina da mangiare?”

Il cinquantesimo anniversario della scomparsa di Totò sarebbe una buona occasione per spostare l’attenzione dal centro città “vetrina” a un quartiere popolare in cui l’impegno delle istituzioni arriva solo quando c’è da fare una passerella o raccattare un applauso, un voto. Il Rione Sanità non può ripartire solo dall’illustre concittadino ma da tutti i cittadini, da tutte le pance, da tutte le coscienze. Perché è “la somma che fa il totale!”.

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Nodi non sciolti

Benito Mussolini è ancora cittadino augustano ma nessuno se ne cura. A differenza di altri comuni italiani, come Torino e Firenze, che hanno scelto di revocargli questa onorificenza come gesto di memoria e responsabilità antifascista. In compenso, alla piazzaforte militare di Augusta è dedicato un museo: divise, fucili, bombe e cannoni in mostra nelle stanze del municipio. Il museo civico invece non esiste.

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“Questo è il mio corpo”

In Italia sono tra le 75 e le 120mila le vittime della prostituzione e il 37% ha un’età compresa tra i tredici e diciassette anni. La domanda è molto alta, sempre: secondo uno studio del gruppo Abele, sono circa due milioni e mezzo i clienti italiani ogni giorno. “Lo sfruttamento e la schiavitù legati alla prostituzione sono problemi che non possiamo far finta di non vedere. Su questo serve una vera battaglia” dichiara Caterina Bini, deputata della Repubblica Italiana, che lo scorso luglio ha presentato alla camera una proposta di legge contro la “schiavitù” della prostituzione.

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Non più Casa Badalamenti, ma Casa Nove Maggio

Il problema non è di ricordarsi di un mafioso per odiarlo, ma di rendere noto che in quel posto  ha vinto lo stato, che il sito è stato confiscato e affidato ai compagni di Peppino e a suo fratello nel 2011, che al piano di sopra, se il sindaco si decide, avrà posto la biblioteca comunale e che quello che era il centro della violenza è diventato e diventerà ancora il centro della cultura e della legalità. E infine che, per più di dieci anni, tutta la casa è stata la sede del Forum Sociale Antimafia e il centro propulsivo delle iniziative condotte nel nome di Peppino. Per tutto il resto la memoria da portare avanti e da rispettare è quella di Peppino Impastato e la casa da visitare con attenzione è la sua.

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Chi sono i “Siciliani”

Un elenco complicato e confuso, difficile da studiare. Ma in fondo è giusto così, perché costringe a fermarsi, almeno un attimo, su ciascuno individualmente di questi nomi. Ciascuno di essi è una vita, dei sacrifici affrontati, delle gioie, dei dolori, dei momenti difficili e di quelli lievi… Ci sono stati litigi e amori, immense solitudini e amicizie sincere; comuni donne e uomini, né eroi né fanatici, fermati più d’una volta da stanchezza o paura. Eppure la strada continua, e siamo ancora qui. Tutti, chi è in prima linea adesso e chi ha prima o poi donato un pezzetto, più o meno grande ma sempre preziosissimo, della propria vita.

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La leggerezza di chi amministra

“Prego, prego, accomodatevi!” i vigili urbani, davanti all’ingresso del palazzo degli elefanti, hanno accolto così i cittadini che hanno partecipato giovedì al consiglio comunale speciale sul piano di rientro. Non sembravano neanche gli stessi che qualche mese prima hanno impedito l’accesso allo stesso palazzo o quelli che guardavano compiaciuti i poliziotti perquisire gli stessi cittadini che volevano assistere al consiglio comunale di tempo fa indetto ad hoc per chiacchierare sui senza case.

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