Mandateci un esercito di insegnanti e di assistenti sociali

Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica si è riunito in Prefettura a Catania e ha chiesto, per bocca del Procuratore, l’intervento dei militari per il controllo della città, l’impiego di più telecamere, un ricorso maggiore al Daspo urbano. Ma sono il degrado sociale, la povertà economica, culturale e affettiva che generano violenza. E non basta un poliziotto per applicare la legge in una società disperata. Serve ristabilire un patto sociale, serve applicare la Costituzione, serve consegnare giustizia. Serve dare un lavoro stabile a chi vive di espedienti.

“Non dobbiamo parlare di sicurezza solo quando si va ai concerti o in discoteca”

“Ad ottobre sono iniziate le lezioni quindi io, il primo giorno, mi presento al Monastero dei Benedettini e una volta entrata in aula noto che è davvero piccola per ospitare più di cento persone. C’erano solo scale, non potevo scenderle con la mia carrozzina. Dopo pochi minuti iniziò la lotta per i posti: chi lo trovava si sedeva, tutti gli altri stavano sui gradini o fuori dall’aula”, racconta Serena: studentessa di Lettere e aspirante giornalista.

La politica affronta le emergenze con la scaramanzia

Lo sappiamo già tutti che “prima o poi” avverrà quello di cui parliamo sempre e per cui centinaia di allarmi sono stati lanciati. La collina non reggerà più, l’acqua sarà troppa, il terremoto sarà forte davvero. La reazione istituzionale però è sempre la stessa: lo sguardo alla mano destra, un piccolo garbato movimento del braccio verso l’inguine e un impercettibile solletico in punta di dita ai testicoli. “Speriamo che non succeda”.

Vietato essere poveri

Ordinanza del Sindaco di Catania. Multe per chi si siede o dorme in strada. Proibito pure bere birra e vino fuori dai locali. Multe da 50 ai 300 euro per chi bivacca nel centro città, per chi consuma bevande alcoliche al di fuori dei pubblici esercizi regolarmente autorizzati e per chi detiene strumenti idonei all’imbrattamento di immobili e arredi urbani. Ma un’altra Catania già chiede che l’Ordinanza venga ritirata e prepara un’assemblea pubblica.

Storie di paura e di periferia

Superata la viuzza che separa  via “Poggio Lupo” dall’inizio del quartiere San Nullo, si vede affiancato da due motorini sopra i quali ci sono dei ragazzi, tra i sedici e i vent’anni, che lo insultano e gli urlano contro quasi divertiti .  Lui intimorito e spaesato non sa bene cosa fare. I motorini si raddoppiano: ne spuntano altri due .  Ma questa volta uno dei passeggeri si gira verso Nicola e tira fuori il suo asso nella manica: una pistola a salve.

Catania – A San Berillo qualcosa continua a muoversi

Il palazzo in via Carro continua a pendere sulle teste di chi ci vive, di chi ci lavora o semplicemente ci passa accanto. Non è stato ancora messo in sicurezza. Inizia il conto alla rovescia… A San Berillo qualcosa continua a muoversi. I palazzi. In via Carro, via Pistone, via Carramba…