41 bis Archivi - I Siciliani Giovani

La beatificazione di “u zzu Totò”

Nel nostro caso il perdonismo si incrocia con il garantismo e, davanti al diritto di essere curato o incurato, viene aggiunto quello, sinora non previsto da nessuna disposizione, di morire nel proprio letto. E qua è di prassi l’alzata di scudi. Si ha l’impressione che tutto il fumo sollevato da questo caso sia stato fatto deliberatamente per sollevare un’alzata di scudi, una sana boccata d’antimafia, dal momento che è giusto che il nostro povero zzu Totò possa esser lasciato morire in pace nella sua cella, senza che qualcuno lo butti fuori da quella che oggi e da molto tempo è la sua casa.

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Al processo Torrente parla Calabrese

“Non ho mai minacciato nessuno per le elezioni a Furnari! – ha esordito il Calabrese – Non avevo nessun interesse per Furnari”

Il quindici ottobre, in udienza a Barcellona Pozzo di Gotto (Me), il boss originario di Novara di Sicilia, detenuto all’Aquila in regime di 41 bis, ha chiesto di rendere dichiarazioni spontanee in merito al ruolo che, secondo i collaboratori D’Amico e Siracusa, avrebbe avuto nelle amministrative del 2007 a Furnari, Mazzzarrà e Novara di Sicilia.

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