Le parole e i fatti

manifestazione-30-01-2016

Pretendiamo solo decenza, e magari un minimo di dignità. Invece il nostro Bianco ha mandato i suoi amici, i vari capigruppo consiliari, a proclamare che i veri mafiosi siamo noi che l’accusiamo; siccome l’antimafia di Bianco (di molte e grandi parole, ma mai dei fatti) impauriva la mafia, allora la mafia ha fatto in modo di promuovere una manifestazione contro di lui – quella di cui stiamo scrivendo.

dalla Rete:

La criminalità organizzata in Italia sarà invincibile

bilancia

Le metamorfosi del crimine organizzato sono sotto gli occhi di tutti così come la sottovalutazione del fenomeno da parte delle istituzioni. Una delle evidenti cause risiede proprio nello scarso impegno dello Stato nei confronti di questa multiforme realtà criminale

Balbettii di un ministro a sua insaputa

illustrazione di Mauro Biani

Bisogna starci accanto a questa città, viverla, soccorrerla usando fermezza e non pietà. Lasciando cadere gli alibi e ricacciando con sdegno le attenuanti. Inutile girarci attorno. La sfida fa tremare i polsi. Chi non se la sente può andare via. Gli indifferenti o meglio quelli che pensano solo ai cazzi propri non servono. È l’ora di guardare il mostro negli occhi, è l’ora delle verità.

In attesa del miracolo, l’ordinaria illegalità

Piazza Stesicoro, pomeriggio del 4 febbraio. Il arcivescovo Salvatore Gristina prima del discorso ai fedeli che terra' da sopra il fercolo sotto la pioggia

Ed ecco che arriva la madre di tutte le feste: Sant’Agata. Quattro giorni che tra folclore, religiosità e paganesimo faranno dimenticare lemalefatte di Bianco. Alte uniformi, vescovo e il sindaco in carrozza, candelore sotto il controllo delle forze dell’ordine, ordinanze per portatori dei ceri e per le bancarelle abusive. Ordinanze regolarmente disattese sotto gli occhi del sindaco, dell’irremovibile cavaliere e maestro della festa commendatore Maina e del Comitato per la legalità nella festa di Sant’Agata. Ma che importa!

Un sindaco in carrozza

sindaco-carrozza

Fino alle 11:30 si girava tranquillamente davanti il comune, nessuno che allontanasse chi si avvicinava troppo, come se quest’anno si fosse deciso di essere più morbidi con le regole. Questo fino a quando non hanno cominciato a squillare le trombe che annunciavano l’uscita della carrozza. Allora si e’ formato un muro di poliziotti che come un rastrello ha sospinto tutti verso le transenne ben oltre i limiti degli anni precedenti.

Basta prescrizione, basta impunità

palco-pausini

“Il 5 marzo saranno passati già 4 anni dalla morte di mio figlio Matteo: stava montando un palco, quello per il concerto di Laura Pausini a Reggio Calabria. Matteo è morto sul lavoro. Mi hanno proposto un accordo per i danni che avrei subito e ho rifiutato: per me giustizia è individuare il responsabile di quanto successo, non un assegno da 350mila euro sventolato in aula.”

Firma la petizione su change.org

Mafia? I catanesi ne ridono anche se li fa piangere

in attesa del corteo

Dichiarazioni che fanno pensare che ognuno ha i governatori che si merita. Ma c’è anche chi come la signora Eleonora dice che “Non è una novità che la mafia sia al Comune e in generale in politica. Così non si può andare avanti, non si può dormire su queste cose, ci vorrebbe una rivoluzione totale”. Allora la invitiamo all’assemblea dell’11 febbraio alle ore venti in Palestra Lupo

Catania libera dalle mafie

Bianco dimettiti

Corteo Cittadino 30 gennaio 2016. Dall’assemblea al Gapa del 5 gennaio è cominciato un cammino. Molti gruppi di base, senza partiti, hanno risposto all’appello dei Siciliani giovani. Ecco il nostro reportage fotografico.

in questo numero:

Signor Presidente…

ciancio-mattarella

il quotidiano La Sicilia non è “la voce delle forze impegnate nella legalità”; Lei sbaglia a dirlo. La Sicilia non è stata af­fatto, e non è tuttora, voce d’impegno civile, ma esattamen­te l’opposto.

Il punto zero della democrazia

Gian Carlo Caselli

Sono vicine al traguardo riforme costi­tuzionali che segneranno per decenni il nostro futuro e la qualità della democra­zia italiana. Secondo Gustavo Zagrebel­sky siamo “quasi al punto zero della de­mocrazia”. E tuttavia – ammonisce Mi­chele Ainis – la riforma “cade nel silen­zio degli astanti” come se non ci riguar­dasse più di tanto. Proviamo allora a ra­gionarci un poco su

I nuovi intellettuali

Nando dalla Chiesa

Rosalba Cannavò, una delle primissime militanti dei Siciliani giovani, scrisse la prima delle molte tesi di laurea dedicate a Giuseppe Fava. Una piccola e combattiva casa editrice siciliana, la Cuecm di Salvo Torre, ne ricavò un libro, di cui questa era l’introduzione