I fiori del giardino di Scidà

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Un giardino dove passare le calde serate d’estate: guardando un film, o ascoltando musica, o vedendo spettacoli teatrali, o funamboli e giocolieri circensi. Ma sarà anche un luogo per ricordare le vittime uccise dalle mafie, ma soprattutto le vittime vive e innocenti che vivono nei nostri quartieri popolari oppressi dallo “Stato mafioso”. Inoltre, ci sembra naturale che in questo giardino potremmo mettere radici per una libera informazione, presupposto per essere cittadini consapevoli.

Gli articoli del mensile I Siciliani

dalla Rete:

Beni confiscati in Calabria

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“Mantenendo un centro di aggregazione minorile – spiega padre Demasi – abbiamo allargato gli orizzonti del progetto iniziale introducendo un laboratorio clinico per conto di Emergency e un ostello sociale per i giovani che lavorano nei campi per l’associazione Libera”.

A Palermo il Centro internazionale di fotografia

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A ridosso dell’inaugurazione del Centro internazionale di fotografia che si terrà domani, 16 novembre, le parole di Letizia Battaglia riaccendono speranze, gioie e dolori di questa donna a cui la città di Palermo deve molto. Ed è partendo dalla riflessione su come sia possibile tirare fuori ancora la bellezza da questa metropoli che la fotografa premiata in tutto il mondo si anima.

Mafia, “società liquida”

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Dalle inchieste sulle cave abbandonate nell’Abruzzo degli anni Novanta a Resit, la discarica di Cipriano Chianese su cui indagò Roberto Mancini, tutte raccontano di corruzione di politici e funzionari per scaricare rifiuti di ogni tipo, di industrie soprattutto del Nord Italia.

Il mestiere di giornalista

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Sino a che punto in Italia è possibile assolvere un ruolo d’inchiesta e di denuncia con tutti i rischi che ne derivano? Fino a che punto i mezzi d’informazione sono disposti a “rischiare”, tenendo presente che spesso i giornalisti “con la schiena dritta” si trovano a confrontarsi con fascisti, mafiosi, violenti massoni, politici, magistrati, con il dubbio, che spesso diventa paura di rimetterci la pelle?

Il Nocella è rossonero

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In questi giorni le acque del Nocella rivelano livelli altissimi d’inquinamento e si colorano di rosso e di nero, sino a formare uno scarico putrido che porta tutto a mare, con buona salute dei pesci e della flora marina che, dalla baia di San Cataldo si estende a tutto il Golfo di Castellammare. La Guardia Costiera e i Vigili urbani controllano, per quanto possono, la zona, ma c’è sempre la difficoltà di risalire ai responsabili, non tanto perché non si conoscono, ma perché non è facile incastrarli.

Il partito dei “Siciliani”

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Di dieci siciliani che incontri, due hanno votato per Berlusconi (uno con la pistola in tasca), due per Beppe Grillo e uno per Andreotti. I primi due se ne vanno soddisfatti e in fretta per gli affari loro, che non occorre sapere, i grillini si guardano in giro fra incazzati e orgogliosi, e il democristiano litiga con se stesso, con una mano dandosi pugni sui cosiddetti e con l’altra cercando di autofregarsi il portafoglio dalla tasca di dietro. Li vedi allontanarsi tutti e cinque per ignota destinazione.

I voti dei mafiosi

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I dati delle votazioni si susseguono uno sull’altro, mancano pochi seggi ancora da contare e spunta più volte il volto sereno di Musumeci. L’ex presidente della Commissione antimafia in Sicilia non diventa mai triste, nemmeno se gli mettono l’amico del figlio di un capoclan nella coalizione.

La solita solfa

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Ci sarà un nuovo governatore della Sicilia, un volto nuovo che sostituirà il vecchio, chissà, forse si chiamerà Gattopardo. E tra qualche mese anche il nostro governo cambierà e vedremo “il sol dell’avvenir”. E poi, un nuovo sindaco per Catania che non parlerà al telefono con il rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa. Che non saluterà dalla carrozza del Senato i suoi sudditi. Un sindaco bravo, bello, insomma, un volto nuovo per una nuova politica.