I fiori del giardino di Scidà

scida giardino i sicilianiB

Un giardino dove passare le calde serate d’estate: guardando un film, o ascoltando musica, o vedendo spettacoli teatrali, o funamboli e giocolieri circensi. Ma sarà anche un luogo per ricordare le vittime uccise dalle mafie, ma soprattutto le vittime vive e innocenti che vivono nei nostri quartieri popolari oppressi dallo “Stato mafioso”. Inoltre, ci sembra naturale che in questo giardino potremmo mettere radici per una libera informazione, presupposto per essere cittadini consapevoli.

Gli articoli del mensile I Siciliani

dalla Rete:

Valle Del Mela. La mafia dell’inquinamento

MafiaInquinamento

La lettera di Padre Trifirò. “Certamente Totò Riina era un mafioso da condannare per i morti ammazzati e per i disagi causati alla società, ma come Totò Riina, sono da condannare tutti coloro che attraverso l’inquinamento, hanno ucciso e uccidono, migliaia di cittadini bambini compresi, del Comprensorio del Mela”.

Di Matteo. E il bisogno di Verità

catania mafia col

Antonino Di Matteo lo ricordiamo per il processo sulla trattativa Stato-mafia. Ma anche per Matteo Messina Denaro che, secondo il pentito Vito Galatolo, avrebbe architettato un piano per farlo fuori. Così come Riina, intercettato in carcere, sperava di fargli fare “la fine del tonno come il giudice Falcone”.

A Catania una sede di Casapound?

PRANZOCP

Casapound è spesso nell’occhio del ciclone per aggrressioni, agguati… come possiamo permettere che nasca vicino alla nostra scuola?” dichiara Benedetta, studentessa dello Spedalieri. “Tanti studenti sono stati sensibilizzati sul tema, in tanti vogliono partecipare a questa campagna per non fare aprire Casapound. Per questo vogliamo continuare con molti altri pranzi come quello di ieri, per fare vedere che gli studenti ci sono e lotteranno contro quest’apertura”.

La JTAGS a Sigonella

NoMuosRagazzeNo-150x150

Segretamente, senza che mai il governo italiano abbia ritenuto doveroso informare il Parlamento e l’opinione pubblica, sta per entrare in funzione nella grande stazione siciliana di Sigonella la Joint Tactical Ground Station (JTAGS), la stazione di ricezione e trasmissione satellitare del sistema di “pronto allarme” USA per l’identificazione dei lanci di missili balistici con testate nucleari, chimiche, biologiche o convenzionali. Una specie di “scudo protettivo” tutt’altro che difensivo.

Stato-Mafia: in Libia un altro patto

FB_IMG_1512364709374

Per fermare gli attentati, secondo alcuni, lo Stato scese a patti con Cosa nostra. Adesso, per fermare i migranti in Libia, patteggia con le mafie che schiavizzano e trafficano esseri umani. È sempre Trattativa. Col “principe degli scafisti” Ahmad Dabbashi come con Bernardo Provenzano.

“Stamu fitennu!”

archivio disegni napolimonitor monnezza

Avantieri la magistratura ha sequestrato la ditta Senesi. Il suo rappresentante legale, Rodolfo Briganti, è stato arrestato nell’operazione Gorgòni: i mostri però non sono per niente mitologici. Mafia, politica e imprenditoria. Insieme appassionatamente nel business dei rifiuti.

Un caffé agli Angeli Custodi

Bologna_NapoliMonitor

“Per me stu quatteri rovina i bambini, perché poi io avoglia di dire di non fare le cose, ma quando non ci sono, non posso sapere che fanno. Mica posso rinchiuderli in casa. Qui spacciano, fanno, dicono. Nun ci pozzu fari nenti, a me sto quartiere non mi piace”.

Morto un papa se ne fa un altro

congresso-di-vienna

C’è chi sostiene che il papa deve essere palermitano, e che perciò u zzu Matteo non potrà mai ricoprire il ruolo di capo dei capi. C’è chi invece sostiene che, essendo stato protagonista di una serie di stragi, omicidi ed altro verificatisi nella sfera palermitana o in quella nazionale, con la collaborazione della banda dei corleonesi, Matteo può, a pieno titolo ricoprire il ruolo di superpadrino, a Palermo è di casa.

La terra dei muri

stranieri

Chi ricorda Ebrima Sanko? O i ventuno iracheni e iraniani che vagavano sette Natali fa nei dintorni della stazione di Vasto-San Salvo? O quel curdo imbarcato dalla Grecia, per migliaia di chilometri aggrappato al telaio?

“A quest’ora Pippo ci starà ridendo su”

sexyshop T

Un sexy shop nel luogo dove fu ucciso Fava. Insegna nera con scritta rosa. Nessuna immagine erotica ma un grande bacio stampato. “Love shop la Gatta”. “Tutte le ultime novità dal mondo”. E poi la pubblicità della cannabis tecnica, legale e senza THC. “A quest’ora Pippo ci starà ridendo su” afferma divertita Maria Teresa Ciancio, Presidente della Fondazione Giuseppe Fava.