Noi emigranti

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I siciliani veri, quelli che non dimenticano di avere avuto padri e nonni emigranti, salutano con affetto e gratitudine i volontari che rischiano la vita per salvare gli emigranti di ora.

Se vi si dovesse infiltrare qualche raro individuo mosso da motivi oscuri, venga fatta giustizia esemplarmente, come per i traditori dell’antimafia tipo Montante o Saguto. Ma in nessun caso si faccia confusione con i numerosissimi concittadini che tengono alta, salvando e non massacrando altri esseri umani, la bandiera d’Italia e l’umanità millenaria della nostra gente.

Chiunque cerchi pretesti per sabotare la loro opera, per motivi politici o per debolezza morale, è un complice dei trafficanti e un nemico del nostro Paese.

Seguiremo con attenzione le inchieste giudiziarie su questi temi, appena verranno iniziate e non semplicemente accennate. Confermiamo la nostra fiducia alla Magistratura nel suo complesso, presidio – da Falcone in poi – della Repubblica basata sulle leggi e i diritti umani.

Gli articoli del mensile I Siciliani

dalla Rete:

“A proposito di politica, ci sarebbe qualche coserellina da mangiare?”

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Il cinquantesimo anniversario della scomparsa di Totò sarebbe una buona occasione per spostare l’attenzione dal centro città “vetrina” a un quartiere popolare in cui l’impegno delle istituzioni arriva solo quando c’è da fare una passerella o raccattare un applauso, un voto. Il Rione Sanità non può ripartire solo dall’illustre concittadino ma da tutti i cittadini, da tutte le pance, da tutte le coscienze. Perché è “la somma che fa il totale!”.

Nodi non sciolti

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Benito Mussolini è ancora cittadino augustano ma nessuno se ne cura. A differenza di altri comuni italiani, come Torino e Firenze, che hanno scelto di revocargli questa onorificenza come gesto di memoria e responsabilità antifascista. In compenso, alla piazzaforte militare di Augusta è dedicato un museo: divise, fucili, bombe e cannoni in mostra nelle stanze del municipio. Il museo civico invece non esiste.

“Questo è il mio corpo”

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In Italia sono tra le 75 e le 120mila le vittime della prostituzione e il 37% ha un’età compresa tra i tredici e diciassette anni. La domanda è molto alta, sempre: secondo uno studio del gruppo Abele, sono circa due milioni e mezzo i clienti italiani ogni giorno. “Lo sfruttamento e la schiavitù legati alla prostituzione sono problemi che non possiamo far finta di non vedere. Su questo serve una vera battaglia” dichiara Caterina Bini, deputata della Repubblica Italiana, che lo scorso luglio ha presentato alla camera una proposta di legge contro la “schiavitù” della prostituzione.

“Chi disprezza la giustizia vive nella follia”

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Dal 22 al 30 aprile, al teatro Stabile di Catania in scena due tragedie scritte in momenti diversi della vita di Sofocle che la compagnia teatrale Mauri Sturno ha deciso di ripresentare a distanza di vent’anni, mettendo a raffronto due registi e due generazioni diverse: Glauco Mauri per “Edipo a Colono” e Roberto Sturno per “Edipo Re”.

Valle del Mela – Ed ecco chi “controlla” l’inquinamento

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Padre Giuseppe Trifirò, parroco di Archi e Pace del Mela, che da oltre trentacinque anni conduce quotidianamente la battaglia ambientale nella Valle del Mela, interviene sui dati recentemente diffusi dal Registro tumori, secondo cui l’ordine sanitario regna nel comprensorio – altamente inquinato – della Valle.

Non più Casa Badalamenti, ma Casa Nove Maggio

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Il problema non è di ricordarsi di un mafioso per odiarlo, ma di rendere noto che in quel posto  ha vinto lo stato, che il sito è stato confiscato e affidato ai compagni di Peppino e a suo fratello nel 2011, che al piano di sopra, se il sindaco si decide, avrà posto la biblioteca comunale e che quello che era il centro della violenza è diventato e diventerà ancora il centro della cultura e della legalità. E infine che, per più di dieci anni, tutta la casa è stata la sede del Forum Sociale Antimafia e il centro propulsivo delle iniziative condotte nel nome di Peppino. Per tutto il resto la memoria da portare avanti e da rispettare è quella di Peppino Impastato e la casa da visitare con attenzione è la sua.

Occidente – L’età dell’Acquario

Migranti aspettano lo sbarco al posto di Catania sulla nave Aquarius - foto di Alessandro Romeo

Il 5 aprile la nave umanitaria Aquarius riceve dal MRCC di Roma la segnalazione di un gommone in difficoltà in area SAR, a ridosso delle coste Libiche. A fine giornata saranno quattro i gommoni soccorsi e quattrocentotrentadue le persone salvate, tra loro donne incinte e minori non accompagnati. I migranti raccontano di violenze estreme subite in Libia, torture nei centri di detenzione, violenze sessuali. Verranno sbarcati il 7 aprile al porto di Catania, sede Frontex.

Libertà di stampa – Telejato assediata vuole continuare

telejato - maniaci

Constatata la difficoltà di potere svolgere serenamente un lavoro che per la sua specifica identità antimafia, anticorruzione e antillegalità non può che essere esposto a ritorsioni, considerato che gli ostacoli non vengono soltanto dal sottobosco mafioso, ma persino da chi dovrebbe apprezzare e tutelare il tuo lavoro, “in nome della legge”, ciò che resta è mettersi il bavaglio e rinunciare a trasmettere o continuare alla disperata in attesa che dall’alto qualcuno non disponga la chiusura definitiva o in attesa di una dichiarazione di fallimento. Stile Turchia. Noi non siamo più disposti a farci macinare né dalla Saguto né dai suoi amici, né da tutti quelli che si abbuffano al tavolo dei beni sequestrati a presunti mafiosi.

Ladri di bambini

Cartuzze-SanCristoforo

Sul marciapiede umido, al freddo, accovacciato, guardato a vista da due poliziotti, un bambino. Undici anni. Alle dieci sera, non so se solo o in compagnia, ha “schiavettato”, rotto il bloccasterzo e portato la mia moto da piazza Università a via Dusmet, prima in sella e poi a spinta. Appena ha visto la polizia si è fatto prendere dal panico, ha abbandonato la moto ma è stato comunque raggiunto da quei grandi uomini in divisa. La moto era molto ma molto più grande di lui. Teneva gli occhi bassi.

Catania – A San Berillo qualcosa continua a muoversi

Crollo in via Carro - 02

Il palazzo in via Carro continua a pendere sulle teste di chi ci vive, di chi ci lavora o semplicemente ci passa accanto. Non è stato ancora messo in sicurezza. Inizia il conto alla rovescia… A San Berillo qualcosa continua a muoversi. I palazzi. In via Carro, via Pistone, via Carramba…