Tre nostri amici e Falcone

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È il silenzio dei buoni, di quelli che ci sono amici, degli antimafiosi sinceri che ci fa paura. Non si può “celebrare” Falcone senza dire apertamente “Catania” e “Ciancio”. Non dirlo significa parlar d’altro, non di Falcone.

Gli articoli del mensile I Siciliani

dalla Rete:

Educazione alla pace o preparazione alla guerra?

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Tributi, ringraziamenti, elogi. Mai una parola sul ruolo assunto dalla più grande base statunitense nel Mediterraneo o sugli interventi dei suoi reparti nei teatri bellici di mezzo mondo (dalla Libia all’Africa subsahariana, dal Corno d’Africa al Medio oriente, dai Balcani al Caucaso). Né tantomeno su quanto avverrà a breve termine a Sigonella: la base, in particolare, è destinata ad interpretare le funzioni di vera e propria capitale mondiale dei droni, i velivoli di distruzione di massa interamente automatizzati.

La Sicilia che ribalta il G7

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A Catania il 26-27 maggio il ControVertice dei popoli, in concomitanza con il G7 a Taormina: interverranno donne e uomini di varie parti d’Italia e non solo, che ribalteranno gli stessi argomenti del G7 partendo da altri punti di vista, narrazioni, esperienze. Parteciperanno anche le Carovane Migranti con il padre francescano messicano Fray Thomàs Gonzales Castillo, la Guatemalteca Maria Toma Li’ Xi’I e le Madres Mesoamericanas buscando desaparecidos. Il 28 maggio la conclusione dei lavori si terrà al GAPA, in via Cordai 47, con l’elaborazione di un documento finale e un momento di allegra convivialità.

Rimozioni di Peppino

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Peppino continua a creare problemi ad alcune persone e a causare gesti di rigetto indegni di una società civile. Dietro c’è la rabbia dei mafiosi nel constatare che egli è diventato un simbolo, uno dei più alti, nella lotta contro la mafia, ma c’è anche la preoccupazione dei “benpensanti”, che il suo esempio possa essere di stimolo a momenti di ribellione, sia all’interno della famiglia che del tessuto sociale, o che possa portare, nel caso più estremo e preoccupante, alla scelta politica del comunismo e alla formazione di coscienze rivoluzionarie per metterlo in pratica.

Loro sono loro e noi non siamo un cazzo

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Vedere Melania Trump al Teatro Greco, il marito di Angela Merkel in piazza Duomo o la moglie di Macron al Municipio per loro sarà una bella cartolina per Catania. E questo giustificherà l’annullamento di qualsiasi valore democratico e repubblicano. Sarebbe bastato, qualora avessero davvero avuto bisogno di incontrarsi i presidenti di sette paesi tra l’altro neanche i più influenti e industrializzati, chiudersi in una base militare nel deserto o su una portaerei in mezzo al mare. Avrebbero protetto al meglio i governanti.

Torino, la lotta quotidiana nelle case popolari

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Francesca era tra i casi più gravi. Le era stato diagnosticato un ritardo nell’apprendimento, un disturbo della personalità e diversi problemi fisici. Il giudice le aveva revocato i diritti civili, ma poteva vivere da sola, purché seguita dai servizi. I servizi spesso, però, latitavano. I ragazzi dell’associazione non mancavano di segnalare alle strutture di riferimento i problemi, da quelli di indigenza ai guasti tecnici di luce o acqua. La risposta era però spesso tardiva e oziosa.

“Vogliamo il pane e anche le rose”

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Il quartiere, costruito nei primi anni Settanta, è frutto di un tentativo di sperimentazione architettonica finito male che ha lasciato in piedi palazzoni di tredici piani, le Vele, con muri doppi e grigi. Le tante case popolari ammassate hanno conosciuto un po’ di colore solo con l’arrivo di Pignataro, degli attivisti e dei murales.

“Posso darti un consiglio? Parla con gli sconosciuti”

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La Grecia si presenta così, a pezzi, divisa in isolotti pieni d’alberi: da lontano le punte dei rami, tutte unite, creano una linea morbida e confusa che separa il verde scuro delle piccole foreste dall’azzuro chiaro del cielo. È l’alba e il sole fatica a risalire le colline sopra Igumenitsa, mentre la nave si avvicina al porto.

La gioia di Peppino

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Di questo 9 maggio a Cinisi, non ci porteremo le divisioni e le incomprensioni. Di questo giorno vogliamo riportare solo la gioia di tutti quei bambini e ragazzi. E la stima e il profondo affetto per un amico che continua a mancarci per com’era.

Stammi vicino, per quello che sono

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Vicende di esclusione, di abusi, a cui vengono contrapposte barzellette, luoghi comuni che siamo abituati ad ascoltare quando si parla di omosessualità, parole che spesso si pronunciano con leggerezza ma che vanno a toccare vite vere.