venerdì, Febbraio 27, 2026
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“Senza togliersi il cappello davanti al padrone”

Per chi crede ancora nel giornalismo

Il 24 febbraio in prima pagina sul quotidiano La Sicilia è stato pubblicato un editoriale a firma del proprietario del giornale, Salvatore Palella, dal titolo “per chi crede ancora nei fatti, la verità non urla” (https://www.lasicilia.it/news/oggi/3019481/per-chi-crede-ancora-nei-fatti-la-verita-non-urla.html). Palella usa il suo giornale per annunciare: “ho affidato ai miei legali il compito di tutelare la verità dei fatti” in quanto “in questi giorni ho letto ricostruzioni che raccontano una realtà distante dai fatti, con ricostruzioni che chiamano in causa me e le realtà imprenditoriali che guido”. Il riferimento è principalmente all’inchiesta del giornalista Cesare Teccarichi del gruppo Citynews pubblicata su Dossier e su Cataniatoday. Forse anche ai coraggiosi articoli di Enrica Riera su Domani. Ma anche I Siciliani giovani hanno subito la richiesta di rimozione di un articolo che trattava di Palella, con minaccia di querela, per aver citato l’inchiesta del giornalista Mario Barresi pubblicata proprio su La Sicilia: un cortocircuito imbarazzante.

Nell’editoriale Palella fa riferimento a “rumori”, “vecchie storie”, “caricature”, “pettegolezzi”, senza spiegare, senza raccontare “fatti”. Il proprietario de La Sicilia scrive che tutto è stato “già chiarito da tempo”. Unica traccia di questo chiarimento è una sezione del sito di Helbiz, società di sua proprietà, nel quale Palella racconta la sua verità e pubblica la ripresa integrale dell’intervista al giornalista Daniele Auteri di Report (https://helbiz.com/palella/trasparenza). Si tratta di documenti del 2021, pubblicati più di cinque anni fa.

Palella ha una storia complessa, che si intreccia con amicizie altisonanti: da Zampolli a Ponzellini. Ha preso possesso di un giornale che è stato al centro della discussione della città di Catania per decenni. I giudici che assolsero Mario Ciancio per mafia scrissero di una linea editoriale “diplomatica” verso “poteri forti, istituzioni e criminalità organizzata”. Di una linea editoriale che aveva “l’obiettivo specifico di tutelare esclusivamente gli interessi personali” dell’editore.

L’attenzione giornalistica su Palella è più che legittima. E non ha nulla a che fare con la “concorrenza” degli altri giornali. Liquidare come concorrenza sleale o come competizione scorretta il lavoro giornalistico è un errore che compromette non solo la credibilità dell’editore de La Sicilia ma anche quella dei suoi giornalisti. Quando domani La Sicilia pubblicherà una nuova inchiesta dovremo ipotizzare che è stata ordinata per danneggiare la concorrenza? Che si tratta di un scontro di potere, di un regolamento di conti, di un conflitto in affari? È questa la concezione del giornalismo che si vuole proporre? È questo il ruolo che attribuisce si al giornalista?

L’attenzione giornalistica, politica, sociale su Palella non va ricercata nella competizione o nella concorrenza, bensì nell’etica del giornalismo, dell’inchiesta sociale, dell’impegno civile. In quella antica tradizione umana di non togliersi il cappello davanti al padrone, di mettere in discussione chi accumula ricchezza, di raccontare la storia dalla parte degli ultimi. Cose che forse in America non vanno di moda ma in Sicilia ci sono state insegnate da maestri straordinari. Almeno questo vale per I Siciliani giovani. “Un giornalista incapace – per vigliaccheria o calcolo – della verità si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze. le sopraffazioni. le corruzioni, le violenze che non è stato capace di combattere. Il suo stesso fallimento!” Scriveva Giuseppe Fava.

L’attenzione su Palella non attiene solo al suo ruolo di editore ma di imprenditore e alle refluenze della sua attività imprenditoriale sulla vita pubblica.

Gli ultimi fatti. Al tavolo di Schifani.

Lo scorso 9 gennaio Salvatore Palella, nuovo proprietario del quotidiano La Sicilia ha aperto la nuova sede del giornale presso la sfarzosa villa Scammacca nel centro di Catania. Per l’occasione erano presenti numerosi imprenditori e pure il Presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani. Lo stesso giorno presso la sede della Presidenza della Regione Sicilia si è tenuto un incontro istituzionale tra Schifani e alcune imprese del territorio a proposito della Zona Economica Speciale. Salvatore Palella era presente, accompagnato dall’onorevole di Forza Italia Nicola D’Agostino. Chiarisce l’Ufficio Stampa della Regione che “da prassi la gestione degli inviti è demandata agli Uffici di diretta collaborazione del Presidente della Regione. Nel caso specifico, trattandosi di un incontro organizzato con breve preavviso, hanno preso parte alla riunione gli imprenditori che, contattati in tempi ristretti, hanno dato la propria disponibilità a partecipare compatibilmente con l’immediata convocazione. In tale contesto è stato invitato l’imprenditore Salvatore Palella”.

La nuova Fondazione dell’Università.

Lo scorso 13 febbraio l’Università di Catania ha dato vita alla Fondazione “Siciliae Studium Generale 1434”. “Promossa dall’ateneo con l’obiettivo di valorizzare il capitale umano attraverso percorsi formativi pienamente integrati con la ricerca e con il mondo del lavoro. L’iniziativa mira a promuovere modelli didattici fondati su una stretta collaborazione tra docenti, aziende e professionisti, favorendo al contempo la creazione d’impresa e l’innovazione”. Tra le imprese coinvolte “La Sicilia Investimenti” società di Palella, proprietaria del quotidiano La Sicilia. A far parte del Consiglio d’Amministrazione, Salvatore Palella, insieme a Franz Di Bella, Nico Torrisi, Giuseppe Sciacca; Filippo Corsaro; Francesco Tornatore, Giovanni Arena, Gaetano Vecchio, Giovanni Musso e Carlo Nicolais.

La centrale del Latte e gli investimenti immobiliari.

La società La Sicilia Investimenti SPA, già Domenico Sanfilippo Editore SPA, è l’azienda del gruppo Palella titolare del quotidiano La Sicilia dal 2025. Quando la Domenico Sanfilippo Editore SPA fu fondata, nel 2020, acquisì la società Iniziative Editoriali Siciliane Srl. La società Iniziative Editoriali Siciliane Srl aveva acquistato nel 2000 la vecchia Centrale del Latte di via Battista Grassi. Nel 2017 gli allora proprietari della IES, Mario Ciancio e Rosa Ciancio, ottennero dal Comune di Catania, con provvedimento a firma Biagio Bisignani, Direttore della Direzione Urbanistica, l’autorizzazione alla demolizione dell’ex opificio per la costruzione di tre palazzi da cinque piani. Arrivò la confisca e i lavori non iniziarono mai, anche per le polemiche circa il valore storico dell’edificio e l’insensatezza di nuove costruzioni. Adesso la proprietà della Centrale del Latte di Catania, nel processo di fusioni e trasformazioni, è passata a Palella. L’annuncio di investimenti sulla Centrale del Latte è stato fatto da Palella proprio durante l’incontro con Schifani lo scorso 9 gennaio. La volontà di Palella di investire sugli immobili è confermata dalla costituzione di una nuova società, controllata al 100% da La Sicilia Investimenti Spa, denominata La Sicilia Campus Srl. Fondata a Milano il 14 marzo 2025, La Sicilia Campus Srl ha un capitale sociale di 10mila euro, sede legale a Milano e ha come amministratore unico Gian Luca Spriano, braccio destro di Palella nella sua Holding, con ruoli di primo piano in Micomobility, Everli e Wash Out. Attualmente, secondo lo stato di attività, l’impresa risulta inattiva. La società ha per oggetto le seguenti attività: acquisizione e alienazione in qualsiasi forma di beni immobili; costruzione, ristrutturazione di immobili, urbanizzazione di aree, sviluppo e realizzazione di progetti e complessi edilizi.

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