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Povero Fardazza, non è riuscito a chiudere Telejato. Invece il professor Monti sì. Hai visto che fa fare la cultura? Un poveraccio qualunque, un “don” di media tacca (ma a Partinico importante) aggredisce, minaccia, fa tutto il suo onesto lavoro di boss mafioso e non conclude un tubo: Telejato continua a trasmettere e il maledetto Maniàci è ancora là. Invece ti arriva il professore, non si agita, tutto compìto e sorridente, e in capo a un mese da oggi, pufféte, Telejato non c’è più. E’ vero che al professore una mano l’ha data, con una furba leggina, anche il buon Berlusconi. Ma per il punteggio non conta, vale chi segna il gol, non chi gli ha passato la palla. Anche perché la leggina di Berlusconi, il professore, sostanzialmente l’ha lasciata là.
Il problema della Sicilia è la mafia, non ce ne sono altri. Lavoro, felicità, economia dipendono tutti da qui. Ma si preferisce far finta di essere a Stoccolma, chiacchierare di cose alte e “politiche” come se fossimo tutti gente civile.
La storia delle mafie è anche una storia di donne, una questione di genere. Le loro vite servono a capire la natura stesse delle mafie, i “sentimenti” che le muovono, la cultura di cui sono portatrici, il sistema di “valori” che le caratterizza, il modello sociale di riferimento in cui hanno potuto farsi strada.
“E i poveri sempre più poveri” Il duemila e dodici avanza faticosamente, ingenerando speranze (alcune), delusioni (un po') e dando luogo agli antichissimi mugugni sui ricchi che sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.
Questo numero dei Siciliani giovani è formalmente un “numero zero”, ma non è affatto un numero “di prova”; è un giornale completo, fatto per continuare, salvi i miglioramenti che l'esperienza e i lettori suggeriranno.
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[...] nel duemiladodici, ancora cinque gennaio, Orioles presenta a Catania I Siciliani giovani: un giornale online, un progetto ambizioso che tiene insieme in rete l’esperienza di alcune [...]
[...] (editoriale scritto per I SICILIANI, il numero di marzo è scaricabile qui) [...]