Vietato ai minori di diciotto anni il film “La scuola cattolica”

Benedetta Muscato

“Siete in due per la “Scuola cattolica”?… nove euro prego. Li avete diciotto anni, vero? Se non li avete non potete entrare.”

Il film la Scuola cattolica, uscito nelle sale cinematografiche lo scorso 7 ottobre, racconta uno degli episodi più cruenti della storia italiana recente: il massacro del Circeo (1975).

Due amiche, Donatella e Rosaria del quartiere popolare la Montagnola, conoscono tre ragazzi, di buona famiglia, Andrea, Angelo e Gianni. Decidono dopo un primo appuntamento di recarsi con loro alla villa al mare di Carlo (nome fittizio) un tale che Donatella e Rosaria avevano conosciuto al cinema, nonché amico di Andrea, Angelo e Gianni. Al massacro sopravvisse solo Donatella, scomparsa nel 2005.

“La villa era al Circeo e quel Carlo non arrivò mai”- racconta in una deposizione Donatella-“ I due si svelano subito e ci chiedono di fare l’amore, rifiutiamo, insistono e ci promettono un milione ciascuna, rifiutiamo di nuovo. A questo punto Gianni tira fuori una pistola e dice: “Siamo della banda dei Marsigliesi, quindi vi conviene obbedire, quando arriverà Jacques Berenguer non avrete scampo, lui è un duro, è quello che ha rapito il gioielliere Bulgari”. Capiamo che era una trappola e scoppiamo a piangere. I due ci chiudono in bagno.”

“Conoscevo già la storia del Circeo, studiando giurisprudenza questi temi mi stanno molto a cuore”- commenta una ragazza catanese in sala durante la proiezione- “Due sono le cose assurde a cui ho riflettuto una volta uscita dal cinema: il primis è sbagliato vietare un film così importante ai minori di diciotto anni, questi episodi non sono poco comuni, anzi. Quando cammino sola per strada la sera ho sempre timore di incontrare qualche male intenzionato.”

La scelta di vietare il film ai non maggiorenni risulta stramba visto il decreto Legge cinema firmato dal ministro Franceschini il sei aprile 2021. Con questo viene istituita la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche che, a detta di Franceschini, sancisce l’abolizione della censura: “è definitivamente superato quel sistema di controlli che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti”.

“In secondo luogo”- continua la ragazza- “ è assurdo pensare che la legge a tutela delle vittime di stupro è arrivata solo nel 1996, venticinque anni fa, praticamente l’altro ieri. Donatella ha dovuto attendere ben ventuno anni per ottenere una legge che tutelasse i diritti delle vittime di stupro, ha dedicato il resto della sua vita a questa battaglia, uscendone di fatto lesa, ma vincitrice.”

 

 

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