Fermiamo la guerra

Un appello con centinaia di firme e un’assemblea per lanciare il movimento pacifista 

L’appuntamento lanciato anche da molte associazioni e soggetti sociali è a Catania, venerdì 17 gennaio alle ore 16,30 presso Scienze Politiche in via Vittorio Emanuele 49. Qui di seguito il testo dell’appello promosso dal Comitato No Muos-No Sigonella.

L’uccisione del Generale Quasem Soleimani è, a tutti gli effetti, un omicidio, eseguito secondo dinamiche terroristiche, che potrebbe/dovrebbe essere  punito. Tale azione, infatti, è avvenuta al di fuori di un conflitto dichiarato, nei confronti di un libero cittadino. Ciò che distingue il crimine in oggetto da una comune forma di omicidio è il fatto che  sia stato ordito da un governo e eseguito attraverso il proprio apparato militare. Tutto ciò rende ancora più grave il crimine, facendolo apparire una forma di “terrorismo di stato”. Quest’atto criminale, deciso dall’amministrazione Trump, complica ulteriormente un quadro internazionale nel quale la guerra, seppure nell’ipocrita accezione di conflitti “locali”, produce ogni giorno i suoi drammatici effetti. Non osiamo immaginare cosa sarebbe accaduto qualora fossero stati gli U.S.A. a subire  un simile attentato.

 Noi siamo convinti che la guerra sia il problema, non la soluzione delle contraddizioni esistenti. Non a caso quelle popolazioni, come i Curdi, che si battono per una convivenza interetnica ed hanno combattuto il fondamentalismo (a partire da quello dell’ISIS),  sono state tradite e lasciate sole di fronte all’invasione del Rojava in Siria  da parte del sanguinario sultano turco Erdogan. Questa drammatica crisi internazionale coinvolge pienamente il nostro Paese, sia per evidenti motivi geografici, sia perché l’Italia ospita nel suo territorio basi militari NATO, essendo parte attiva di tale alleanza, e  basi statunitensi  dove sono abbondantemente presenti ordigni e armamenti nucleari

La Sicilia, in particolare, con la base di Sigonella , il MUOS di Niscemi ed il porto nucleare di Augusta  rappresenta, a partire dal comando  ed utilizzo dei micidiali droni, un avamposto militare strategico per militarizzare e controllare  il Mediterraneo .Inoltre la guerra in corso in Libia sta dimostrando che  si pensa solo a difendere i propri interessi neocoloniali mentre il governo italiano  arma la guardia costiera libica e finanzia i trafficanti  per impedire le partenze dei migranti. Non sappiamo come evolverà quest’ultima crisi, sappiamo, però, che, coerentemente con la nostra Costituzione, ripudiamo la guerra e nessuna subordinazione agli U.S.A., come nel caso del governo Conte, ci costringerà al silenzio.

Se vuoi la pace, mobilitiamoci contro la guerra !

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