“Stato ma dove minchia sei?”

“Spesso l’assenza di strumenti culturali porta a chiedere come favore ciò che è in realtà un diritto, nella migliore delle ipotesi viene richiesto consenso elettorale”- continua Mariangela- “ Noi siamo riusciti a cambiare le carte in tavola, molti sono stati contagiati dal nostro operato. Offriamo oggi strumenti burocratici per comprendere meglio la cittadinanza e la realtà abitativa. Mi sento fortunata a poter operare lì, entrare in contatto con il ragazzino di quartiere mi rende felice. Sono grata di poter abbassare la saracinesca ogni sera allo Zen di Palermo.”

“U Santu Bambino era una cosa bella”

Negli ultimi anni, il centro storico di Catania è stato privato di quattro strutture ospedaliere: il “Vittorio Emanuele” con reparto di pronto soccorso; il “Santa Marta” che ospitava gli ambulatori di clinica oculistica; il “Ferrarotto” chiuso già da anni specializzato in Chirurgia trasferito all’attuale Policlinico di Catania e il “Santo Bambino”, presidio specializzato in Maternità con reparti di Ostetricia e Ginecologia, chiuso da qualche giorno.

Mandateci un esercito di insegnanti e di assistenti sociali

Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica si è riunito in Prefettura a Catania e ha chiesto, per bocca del Procuratore, l’intervento dei militari per il controllo della città, l’impiego di più telecamere, un ricorso maggiore al Daspo urbano. Ma sono il degrado sociale, la povertà economica, culturale e affettiva che generano violenza. E non basta un poliziotto per applicare la legge in una società disperata. Serve ristabilire un patto sociale, serve applicare la Costituzione, serve consegnare giustizia. Serve dare un lavoro stabile a chi vive di espedienti.

Midulla, il fuoco distrugge i diritti

Il 2018 è iniziato con l’incendio della club house dei briganti di librino e dopo sei mesi circa, ecco che un altro centro sociale prende fuoco.

Il centro polifunzionale San Cristoforo, ex cinema Midulla, era stato occupato nel gennaio del 2017 dagli attivisti di Gammazita e li è rinata la vita sociale per tanti minori, uomini e donne del quartiere.

“Orlando incazzato” a San Cristoforo

Orlando ha trent’anni, non è alla corte di Carlo Magno, non vive fantastiche avventure, duelli o magie. Perché siamo nel 2018 e soprattutto siamo a San Cristoforo, quartiere popolare nel cuore di Catania dove, se hai una spiccata sensibilità, la sopravvivenza diventa un’arte. Ed è proprio qui che Orlando, prima innamorato e dopo furioso, sceglie finalmente di incazzarsi.

Le panchine da diecimila euro

Sul mercato elettronico della pubblica amministrazione per una panchina ci vogliono circa quattrocento euro e per un cestino circa cento , totale del costo di fornitura mille euro più il posizionamento, l’amministrazione comunale di Catania ha deciso di spendere per due panchine e due cestini della spazzatura, più di diecimila euro.

Scusi, si può entrare?

Si vuole fare un progetto di decoro urbano sul quartiere di San Berillo.

La domanda è: dove mettiamo immigrati prostitute e occupanti? Ai lavori pubblici di via Biondi si discute su San Berillo, sul piano lucido del tavolo ci sono le mani di chi ha i suoi interessi nel vecchio quartiere: associazioni, imprenditori, mancano però quelle dei proprietari.

Periferie

Diversi anni fa il comandante dei vigili urbani di allora ci disse “A San Cristoforo non c’è bisogno di intervenire, San Cristoforo si governa da sola!” Chi ci governa ricordi che i quartieri sono tutti uguali con uguali problemi e non si può prestare attenzione solo a quelli dove ci sono organizzazioni sociali che fanno parte del progetto istituzionale chiamato “Fabbrica del decoro”

Il confine tra le due città

Quel confine tra la città bene e i quartieri, i soliti quartieri del centro storico

Ieri la nostra città si è svegliata con gli antichi colpi di pistola sparati “da dentro il confine”. Quel confine tra la città bene e i quartieri, i soliti quartieri del centro storico. Un confine ben preciso, tra San Cristoforo e il “nostro mondo” che non va turbato.

Pesci piccoli

Quando cresci per strada e il comune non ti ascolta, la scuola non ti insegna che ci sono altri modi di vivere, altri tipi di scelte, e la famiglia è assente, ciò che conta sei tu, guadagnarti il rispetto, e quanto è necessario essere sempre più forte degli altri. E cresci con la convinzione che tu puoi avere il mondo, che è già tutto nelle tue mani, che niente e nessuno merita più rispetto di te.