Nessuna voglia di annegare

“La Libia è considerata una pedina importante sullo scacchiere internazionale sia per l’Europa che per il Medio Oriente, a causa della sua posizione geografica strategica e delle sue risorse” spiega Samuele. “Tutto questo mette in secondo piano la vita dei migranti e i rischi che corrono quotidianamente, però noi non ci arrendiamo ed, insieme alle altre associazioni, continueremo a denunciare il comportamento di Malta, dell’Italia e di tutta l’Europa.”

“Nessuno si salva da solo”, ma i migranti?

Ma ancora fuori dall’Alan Kurdi e dall’Aita Mari si contano i morti in mare: “Dodici persone sono decedute, cinquantaquattro sopravvissute e poi deportate a Tripoli, Malta ha agito illegalmente favorendo il trasferimento in Libia dei migranti. Questa non è la prima che Malta agisce da criminale, infatti è prassi: le persone tentano di scappare dai centri di detenzione libici per raggiungere le coste europee, non vengono soccorse per più tempo possibile dalle autorità competenti che ne sono a conoscenza. A questo punto interviene o la società civile se può, oppure Malta respingendo e portando in Libia chi è scappato da guerre e torture” afferma Casarini.