Vita da camerieri

“Il cameriere a Catania viene concepito come il tuttofare che lavora in sala, e fa tutto quello che serve nel locale. Lavora in cucina, sparecchia, apparecchia, pulisce alla fine. Si fa un servizio che in un contratto dovrebbe comprendere più mansioni, invece si lavora senza contratto e si viene pagati poco”. Matteo ha ventuno anni, ha lasciato l’università per ragioni economiche e fa il cameriere per arrotondare.

La muta di caccia

Il più tremendo era il più piccolo: Gordon. Un provetto tiratore scelto, specializzato nel maneggiare un oggetto contundente al quale era particolarmente affezionato: una pallina. Una pallina lucidissima, che strofinava di continuo con la manica slabbrata della felpa bordeaux. Una pallina gialla, color pesca sciroppata: il pesantissimo numero 1 in avorio di un vecchio tavolo da biliardo. Suo zio, detto ‘o Tripolino, se la ritrovava in casa per chissà quale ragione. Forse l’aveva trafugata da una bisca nei paraggi, prima ancora che Gordon nascesse.

Lasciare

Lasciare, penserai, sarà una comunicazione – molto meglio dei suoni che emetti adesso. Sono stanche ripetizioni. Questo invece sarà ricco e pieno di significato. Prosciughi tutta l’energia della stanza e la posti via con te andandotene. Avrai l’ultima parola. Il tuo lasciare sarà stata quella parola e brillerà e vincerà la discussione per sempre. E poi sei fuori. E fa freddo.

La Banca di Finlandia: “Ok Bitcoin”

Ecco la prima banca centrale a riconoscere ufficialmente il bitcoin: non a caso, è quella di uno dei Paesi storica­mente più avanzati nelle tecnologie di rete. E in­tanto, a Londra…