Chi sono i “Siciliani”

Un elenco complicato e confuso, difficile da studiare. Ma in fondo è giusto così, perché costringe a fermarsi, almeno un attimo, su ciascuno individualmente di questi nomi. Ciascuno di essi è una vita, dei sacrifici affrontati, delle gioie, dei dolori, dei momenti difficili e di quelli lievi… Ci sono stati litigi e amori, immense solitudini e amicizie sincere; comuni donne e uomini, né eroi né fanatici, fermati più d’una volta da stanchezza o paura. Eppure la strada continua, e siamo ancora qui. Tutti, chi è in prima linea adesso e chi ha prima o poi donato un pezzetto, più o meno grande ma sempre preziosissimo, della propria vita.

Con amore, collera e speranza

“Mille passi con Giuseppe Fava”, 5 gennaio ore 15.30 in Piazza Roma “Noi viviamo in un paese sporcato dal sangue, dalla imbecillità, dalla vanità e dalla violenza del potere. […] c’è la strafottenza politica di noi siciliani, popolo, siciliano intendo, […]

Mille passi con Giuseppe Fava

Provate a immaginare che questo dialogo fra due ragazzi sia vero. Provate a immaginare una piazza piena di uomini, donne, ragazzi, e perché no, tanti bambini. Provate a immaginare che tutta questa gente si incammini da quella piazza verso un preciso punto della città, il luogo simbolo della lotta alla mafia.

Tre giorni di dignità

VENITE IN PIAZZA CON NOI, il 28, 29 e 30, alle sei della sera a piazza Duomo.
Associazioni, studenti, lavoratori, disoccupati, precari, padri e madri di famiglia, cittadini.
Insieme potremo salvarci, se non avremo paura. Insieme coi “Siciliani”, una volta ancora, per denunciare i potenti, per dare orgoglio alla città.

Di nuovo in piazza con i “Siciliani”

Per dignità di Catania, per liberare la città

VENITE IN PIAZZA CON NOI alla fine di questo mese. Associazioni, studenti, lavoratori, disoccupati, precari, padri e madri di famiglia, cittadini onesti di tutti i quartieri nostri e tutte le idee. Non perdete altro tempo, perché la barca affonda.

La verità, solo la verità

Il lavoro di questo 5 gennaio è stato quello di cercare di riunire i movimenti sociali che lavorano nel territorio della nostra città. Lo scopo? Cercare di capire se gli uomini e le donne di questi movimenti sono capaci di fare fronte comune.

Di che cosa si parla quando si parla di Catania

Quest’anno il nostro cinque gennaio sarà diverso dagli altri. Di fronte all’emergenza, al colera, a questo collettivo morbido genocidio civile, abbiamo capito – come trent’anni fa – di non poter essere solo un giornale, di dover richiamare i cittadini al dovere comune. Catania non può morire così. Se morirà, non sarà colpa dei mafiosi o dei politici, ma della viltà dei cittadini.

I nuovi intellettuali

Nando dalla Chiesa

Rosalba Cannavò, una delle primissime militanti dei Siciliani giovani, scrisse la prima delle molte tesi di laurea dedicate a Giuseppe Fava. Una piccola e combattiva casa editrice siciliana, la Cuecm di Salvo Torre, ne ricavò un libro, di cui questa era l’introduzione