corruzione – I Siciliani Giovani

Abruzzo, storia di monnezza di provincia nell’isola (in)felice

Isola Felice, su questa etichetta l’Abruzzo si è cullato per tantissimi anni. E c’è chi prova ancora a spacciarla per vera. Ma di felice tra corruzioni, clientelismi, diritti negati agli ultimi e ai più deboli, mafie e cricche varie in questa Regione c’è ben poco, come abbiamo già raccontato negli anni su I Siciliani Giovani.

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Città bandita

Ciò che di più triste emerge dall’inchiesta della Procura di Catania sulla corruzione all’Università è l’incapacità storica dell’Ateneo di risanarsi, di rifuggire pratiche clientelari, di superare l’insopportabile familismo. “Perché poi alla fine qua siamo tutti parenti (…) l’università nasce su una base cittadina abbastanza ristretta una specie di élite culturale della città perché fino adesso sono sempre quelle le famiglie” dice il Rettore Basile.

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Corruzione all’Università. Gli studenti catanesi protestano in piazza

Quel sistema per cui i concorsi venivano cuciti addosso ai parenti e agli amici dei professori più influenti e potenti, per cui decine di giovani erano umiliati e cacciati dalla carriera accademica perché non abbastanza accondiscendenti e sponsorizzati, quel sistema che tutti conoscevano ma in pochi hanno avuto il coraggio di denunciare, quel sistema oggi è stato decapitato da un’operazione della magistratura.

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Se il Comune nasconde i beni confiscati…

Ad Agrigento, le associazioni della società civile protestano “A testa alta”

All’inizio dello scorso anno, A testa alta realizzò un dossier sullo stato dei beni assegnati al comune di Licata. Diverse le anomalie riscontrate dall’associazione sulle quali vi sono indagini in corso da parte della Magistratura e un’indagine conoscitiva da parte dell’Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati .

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Tangenti e discariche: rinviati a giudizio Antonioli, Proto e Cannova

La Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per Giuseppe Antonioli, amministratore delegato della discarica di Mazzarra’ Sant’Andrea (Me), Domenico Proto, titolare della discarica Oikos a Misterbianco, i fratelli Calogero e Nicolo’ Sodano, proprietari della discarica Soambiente di Agrigento e per il funzionario dell’assessorato regionale Territorio Ambiente, Gianfranco Cannova. L’accusa è corruzione.

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