Catania. Il Circo sociale a San Cristoforo

Associazione culturale Clatù, foto Eleono Tavella

Creare momenti di socialità e collaborazione è importante per la città e ancora più importante per un quartiere disertato dalle istituzioni che in tal modo diventa fulcro di nuove energie, rete di  idee, sperimentazione e creazione. Il Circo, essendo un insieme variegato di abilità e ruoli, è per sua natura inclusivo e valorizza la diversità: ciascuno, a seconda delle sue propensioni o delle sue qualità, trova posto all’interno di questo pittoresco mondo.

L’amministratore amministrato

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Elio Collova, un amministratore giudiziario con una carriera di tutto rispetto di dottore commercialista, di revisore dei conti, di perito del tribunale sia della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, incaricato di consulenze tecniche e di amministrazioni giudiziarie distribuite tra le procure di Trapani, Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Messina e persino Cuneo.

Beni confiscati in Sicilia

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In Sicilia sono più di tremila i beni confiscati abbandonati. Una lotta contro il tempo. Il lasso di tempo che passa in media tra la confisca e l’assegnazione per utilizzo sociale sfiora i dodici anni. Ogni giorno che passa, senza nessuno che se ne occupi e senza manutenzione, ognuno di questi oltre tremila beni, si sgretola e perde valore. I motivi dei ritardi sono molteplici (…).

Stuprata? Un “infortunio”

Honoré Daumier, Giudice

Per il magistrato che si è occupato del caso e i dirigenti dell’ASP si tratta di un “infortunio sul lavoro”. Ci appelliamo alla Magistratura affinché individui anche i responsabili morali di questo episodio, e al CSM  perché sanzioni chi da un seggio di giudice ha deciso che lo stupro su una donna è paragonabile a una caduta dalle scale o a un taglietto col bisturi. 

Invece delle case, pezzi di tavola calda

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I senza case si sono ritrovati venerdì sera davanti al liotru, con striscioni scritti da loro stessi, e tanti cartoni messi a terra come brandine immaginarie, su cui hanno passato la notte. “Enzo Bianco prima di farti votare dimostra quanto vali: rispetta le promesse” c’è scritto su uno, mentre sull’altro troneggia “Abbiamo rispettato le vostre condizioni, ora rispettate le nostre: dateci le case”.

Presidio contro i padroni del porto

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Vincenzo è all’interno del tribunale, davanti al giudice discute del suo licenziamento da Conateco, azienda che nel terminal container del porto di Napoli si occupa principalmente di carico e scarico navi. Vincenzo è un portuale, invalido perché “per il troppo lavoro e le condizioni precarie” ha perso totalmente il senso dell’udito da un orecchio.

Basilicata. Il primo lido confiscato ai mafiosi

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“L’impatto è stato forte perciò c’è voluto del tempo per metabolizzarlo. Ma alla fine il nostro messaggio ha  toccato anche le loro vite e abitudini; è divenuto comune, sostenuto spontaneamente da sempre più persone del posto, e non più esclusivamente dai ragazzi e volontari di Libera”. Dove una volta c’era lo stabilimento Squalo beach, a Scanzano Ionico in provincia di Matera, ora sorge il lido Onda Libera, diventando nel settembre 2011 un “lido per la formazione della legalità democratica e della corresponsabilità”.

Napoli. Dinamiche del Rione Traiano

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Dopo la morte di Davide Bifolco mi sono approcciata ulteriormente al Rione. La cosa ci è scoppiata in faccia, abbiamo avuto bisogno di capire bene per metabolizzare (…). Come Comitato ci è venuto naturale metterci in contatto con la famiglia di Davide, per fargli sentire la nostra vicinanza, stringendo dei legami che poi sono diventati forti.

A Fera i Liuni con morsi e azzannatine

Fera o luni

“Possiamo litigare io e te, può capitare, no? Ma quando io prendo un’arma per fare male, è brutto. O prendi un furgone per investire le persone: fai così la prima volta, non prendi nessuno. E allora fai marcia indietro e ci riprovi. Ma loro, tutti quelli che erano qua, hanno visto queste cose e hanno taciuto. È questo che fa male, non è bello. In questo mondo non c’è giustizia: chi ha di più, comanda. Ma non è così, non è così… Se lo faceva un tunisino, un marocchino o un egiziano era terrorista. E quindi di cosa stiamo parlando? Sempre le stesse cose”.

Napoli – Nati con la “cazzimma”

scivolo di Cyop e Kaf

Il nostro è sempre stato un quartiere particolare, da piccoli eravamo agguerriti, come se fossimo nati già con una cazzimma non indifferente. Quando sei ragazzino frequenti tutti, si cresce insieme, non è che stai a guardare quello di chi è figlio, di chi è nipote… Uno dei miei più cari amici, uno che frequentavo dalla mattina alla sera, a quattordici anni ha preso una strada e  io ne ho presa un’altra. Io sono andato a scuola, ho continuato a studiare, mentre lui ha continuato la strada degli zii, in mezzo alla strada.