Quale movida?

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Movida è una denominazione vaga, per quanto efficace, per tenere insieme fenomeni diversi tra loro. Bar gremiti e gente che si diverte; piazze piene e vomito per terra; dj che suonano e ragazzi con la chitarra; traffico paralizzato e inquinamento acustico; consumo di stupefacenti e gente dalla rissa facile; immobili che aumentano o diminuiscono di valore in poco tempo; un trio jazz niente male accompagnato da un drink annacquato e servito nel barattolo dei fagioli per la modica cifra di cinque euro. I tutori del riposo e del decoro la demonizzano come un’orda barbarica, dimenticando che, fino a pochi anni fa, molte strade al calar del sole diventavano terra di nessuno.

Messina, spada di Damocle sul Centro Polifunzionale per migranti

“Nello specifico il Centro Polifunzionale per immigrati dovrà prevedere al suo interno l’offerta dei seguenti servizi e lo svolgimento delle seguenti attività amministrative: Prefettura; Questura – Uff. immigrazione; Circoscrizione – Anagrafica”. Per ovvie ragioni, ONG e associazioni antirazziste si sono opposte da sempre a condividere spazi e attività di ascolto, formazione, supporto, assistenza migranti con quelli destinati alle procedure di identificazione, schedatura e “regolarizzazione” in mano alle forze dell’ordine e agli apparati sicuritari. A Messina, invece, si andrà in direzione opposta e contraria.

Chi offende la morale?

“Che bisogno c’è di fare spettacolo?” chiede qualcuno. La folla non risponde, qualcuno spruzza dell’acqua. Un ragazzo abbraccia una sua amica, poi due fidanzati si baciano. Lei ha la bandiera arcobaleno disegnata sulla guancia destra. “Non bisogna essere gay per difenderne i diritti” annuncia un cartellone.

Processo Saguto, +18: si alza il sipario

Non siamo d’accordo con la definizione che oggi leggiamo su La Repubblica, a firma di Salvo Palazzolo, che è “alla sbarra l’antimafia malata”. L’antimafia non c’entra niente. L’operato dei giudici, nella lotta contro la mafia, è lo stesso loro lavoro, non può definirsi “antimafia”. Il processo è fatto ad alcuni settori della magistratura e di tutto l’apparato legale che la circonda, nella misura in cui, dietro il cappello dell’antimafia, costoro avevano messo in opera un sistema paramafioso utilizzando i beni di alcuni imprenditori per trarne un personale profitto.

Il mare “cristallino” di Catania

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“Chiederemo un immediato intervento da parte del Comune e invieremo la documentazione alla Procura della Repubblica per individuare un responsabile: non è possibile che si scarichino le fogne a mare e nessuno sia responsabile!” dicono i comitati che ieri mattina, sull’ex lido Nettuno, hanno tenuto una conferenza stampa sulla questione. ““Se si vuole creare turismo, si deve riqualificare l’ex area di sviluppo industriale, abbandonata da anni. Se qualcuno vuole investire, investa lì. Qui, dal faro all’inizio della zona industriale, vogliamo un parco. Nient’altro”.

Dalla “democrazia partecipata” alla “formazione ristretta”

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Le case abusive a ridosso del Bastione “sono state espropriate dal Comune nel 1966, solo che ancora sono là… Quindi la staccionata è stata messa per distinguere il bello dal brutto. Sono state date le case popolari, nonostante l’espropriazione si sono inserite altre persone che sono ancora lì”. Garanzia. Riqualificazione. Rivalorizzazione. Progetto compatibile col sito in sé stesso. Ci rendiamo sin d’ora disponibili.

Perché a Catania le aree verdi fanno paura

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“Il Bastione degli Infetti c’è stato un tempo in cui veniva usato per buttarci le carcasse dei cavalli morti”. Poi è nato il Comitato Antico Corso e qualcosa è cominciato a muoversi. L’hanno ripulito, sradicato le erbacce, e hanno cominciato ad aprirlo alla città “A me non piace parlare di quartieri” dice Salvo Castro “perché questo posto non è solo del quartiere ma della città, è alla città che deve tornare, non al quartiere. Perché questa logica dei quartieri è come se ogni quartiere si autogovernasse per conto suo, ognuno con proprie regole e con un boss a capo… Non può continuare ad essere così”.

Il parco giochi della democrazia “partecipata”

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Sul cancello di legno del Bastione c’è un cartello che informa come il Comune di Catania stia effettuando lavori di “riqualificazione area verde e arredo urbano”. Il committente è sempre il Comune, direzione Ecologia e ambiente. Ci sono i nomi dei direttori dei lavori. Ma nessun responsabile della sicurezza. Nessun progettista. Nessun coordinatore. Tutte le altre sezioni sono vuote, comprese le date di inizio e fine lavori. I soldi da spendere sono invece indicati: 255.175, 81 euro.

Maggio all’infanzia a Napoli

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Le “recite” di fine anno scolastico sono una prassi stucchevole, ormai consolidata in tutte le scuole del regno. Ma qui siamo in un territorio diverso. Gli spettacoli sono l’esito di un percorso durato un anno: sotto l’etichetta TSVF (teatro scuola vedere fare) i bambini hanno innanzitutto visto teatro (ogni classe almeno tre spettacoli) di compagnie italiane. Alcuni spettacoli decisamente belli. Esiste un teatro per i più piccoli in Italia, in evoluzione, che va ben oltre la maledetta “animazione per bambini”.

Quale società civile?

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Da dentro si sente l’orchestra suonare inni alla patria. Gli interventi si susseguono l’uno dopo l’altro, senza tante differenze. Si ricordano i vecchi tempi, quando la PamCar di Santapaola venne occupata e trasformata nel parco Falcone. Invece della discoteca Empire, per fare un esempio, nessuno dice nulla. I comunicati stilati con cura durante gli ultimi anni, contro un’Amministrazione che si trincera nel proprio silenzio, si polverizzano come pezzi di carta al vento. Adesso è il momento degli applausi, e non c’è spazio per altro.