Servizi pro-rifugiati a Messina

La grande abbuffata

Tutti insieme amorevolmente. Un mixer di buone, meno buone e cattive pratiche di assistenza e sostegno sociale. La maxicoop lucana onnipresente in mezza Italia nella gestione dell’affaire migranti e le piccole cooperative locali riconvertitesi alle emergenze accoglienza.

Sacerdoti e operatori della solidarietà vera, imprenditori, agenti immobiliari d’assalto e ipercommercianti con vocazioni transnazionali. Stimati professionisti che dedicano il loro tempo libero al volontariato e meri tecnocrati professionisti del “volontariato”. Avvocati e difensori dei diritti umani e sperimentatori delle moderne pratiche di confinamento, semidetenzione e annullamento di identità e soggettività personali. Associazioni culturali rosse, coop bianche rosa e grigie, alcuni duri e puri e molti altri sin troppo flessibili ed elastici.

Messina, una città che sa affaire accoglienza

Con la sapiente regia dell’amministrazione comunale di Messina, sindaco il pacifista e nonviolento Renato Accorinti, gli attori economici e sociali più diversi si sono uniti per implementare un ambizioso e costosissimo programma di accoglienza “diffusa” dei richiedenti e dei titolari di protezione internazionale e umanitaria. Il 30 maggio scorso, il ministro degli Interni Angelino Alfano ha firmato il decreto di finanziamento per il biennio 2016-2017 dei progetti presentati dagli enti locali per la realizzazione dei servizi Sprar a favore dei richiedenti asilo e rifugiati. Al 5° posto in graduatoria nazionale per gli interventi di accoglienza integrata di persone con necessità di assistenza sanitaria, sociale e domiciliare, specialistica e/o prolungata, c’è il progetto presentato dal Comune di Messina e dai suoi partner operativi. Alla città dello Stretto, il ministero ha assegnato risorse finanziarie pari a 947.715,18 euro per l’anno 2016 e 1.616.430,10 euro per il 2017 che consentiranno di ospitare 71 rifugiati (15 persone singole di sesso maschile, 15 di sesso femminile e 41 membri di nuclei familiari monoparentali). L’ente locale contribuirà alle spese con appena il 5% del costo totale del programma, grazie alla valorizzazione monetaria della collaborazione di alcuni funzionari e dipendenti comunali. Grazie al decreto Alfano, l’accoglienza e le retribuzioni del personale possono essere coperti già a partire del 1° giugno 2016.

“I servizi offerti dal progetto si rivolgono a soggetti vulnerabili (donne sole e con bambini, vittime di tratta, di torture, anziani, persone con disabilità) e assicurano, oltre all’accoglienza materiale, mediazione linguistica e culturale, orientamento e accesso ai servizi territoriali, formazione e riqualificazione professionale, accompagnamento all’inserimento lavorativo, abitativo e sociale, alla tutela legale e psico-socio-sanitaria”, spiega l’assessora comunale ai servizi sociali, Antonina Santisi, dirigente psicologa e responsabile dell’Unità operativa formazione dell’Azienda sanitaria provinciale ASP di Messina. “La particolare soddisfazione dell’Amministrazione sta nell’aver condiviso con il terzo settore un’intensa attività di coprogettazione e nell’aver dimostrato che si lavora anche oltre l’emergenza. L’impegno del Comune in tema di migranti, non è riconoscibile solo nella gestione dell’emergenza sbarchi, ma anche nella promozione e sviluppo di un sistema di accoglienza diffusa e di interventi centrati sull’esercizio dei diritti di cittadinanza dei migranti, attraverso processi reali di inclusione”.

Il Comune di Messina ha concorso al bando indetto il 7 ottobre 2015 dal Ministero dell’Interno, previa una determinazione dirigenziale del successivo 14 dicembre che approvava l’avviso pubblico di manifestazione d’interesse per la selezione dei partner per la coprogettazione, l’organizzazione e la gestione dei servizi d’accoglienza, a cui seguì una seconda determina del 23 dicembre che differiva il termine di scadenza per la presentazione dei progetti al 12 gennaio 2016. Requisito chiave per partecipare al bando del Comune, il “possesso di esperienza pluriennale e consecutiva nella presa in carico di richiedenti/titolari di protezione internazionale, comprovata da attività e servizi in essere al momento della presentazione di richiesta di adesione”. Da quanto si evince dal testo della delibera n. 74 della Giunta comunale dell’11 febbraio 2016, il servizio di coprogettazione “è stato aggiudicato congiuntamente con determina dirigenziale n. 21 nella giornata dell’11 febbraio 2015 (certamente un refuso) alle cooperative sociali “Progetti Alternativi Pro Alter 2000” e “Santa Maria della Strada” di Messina e “Senis Hospes” di Senise (Potenza)”. Nella stessa seduta, la Giunta approvava all’unanimità il testo del progetto predisposto dal personale dell’assessorato ai servizi sociali e delle cooperative aggiudicatarie e nominava responsabile del programma presso l’ente locale il dirigente pro-tempore del Dipartimento delle politiche sociali, Domenico Zaccone e, in qualità di “referente per la proposta progettuale”, il funzionario comunale Giuseppe Di Leo.

“Il progetto conterà su un’articolata rete territoriale di riferimento”, si legge nel testo approvato e finanziato. Grazie a specifici protocolli d’intesa, sono numerosi e diversissimi per funzioni e mission, i soggetti che hanno formalizzato la loro adesione al programma Sprar. L’elenco comprende la Caritas Diocesana di Messina; l’associazione “Terra di Gesù” (presieduta dal cardiologo Francesco Certo); il CPIA – Centro Permanente Istruzione Adulti; l’Istituto di Istruzione Superiore “Antonello da Messina”; l’associazione “Altro Domani” di Francavilla di Sicilia (aderente al Consorzio Sol.Co. – Rete di imprese sociali siciliane, rappresentante legale Giuseppe Silvestro, educatore professionale e coordinatore del Centro per minori stranieri non accompagnati “Casa Ahmed” di Messina, mentre la moglie Annalisa Pino è responsabile dell’area psicologica dell’associazione, nonché psicologa presso lo stesso centro per minori); la Società cooperativa sociale “Vivere” di Messina; l’associazione di solidarietà familiare “Evaluna” (rappresentante legale Concetta Restuccia); l’associazione “Penelope” (presidente Giuseppe Bucalo, noto rappresentante dell’Antipsichiatria italiana); la Confesercenti provinciale di Messina (presidente Alberto Palella); l’associazione ANOLF Cisl (copresidenti Carlo Mastroeni e Yussef Zahar); l’Associazione nazionale agenti e mediatori d’affari A.N.A.M.A. (presidente Paolo Bellini, già consigliere d’amministrazione della Pirelli Real Estate, oggi presidente del Gruppo Bellini Srl di Rovigo, strategic advisor del Gruppo Gabetti Property Solutions, consulente Real Estate per SKY TV – Gruppo Murdoch e presidente onorario di Italian Russian Association; coordinatore locale Sergio Squillacioti); Legacoop Messina (presidente Maria Debora Colicchia, psicologa presso la cooperativa “Azione sociale”); i Giovani Musulmani di Barcellona Pozzo di Gotto; il Circolo Arci “Thomas Sankara” (presidente Patrizia Maiorana); il Laboratorio Psicoanalitico “Vicolo Cicala” (presidente Diletta La Torre, professoressa associata di Psichiatria nell’Università degli Studi di Messina e dirigente medico presso la UOC di Psichiatria del Policlinico Universitario).

 

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