Principessa

A Raffaella Maria Carrara

Il salone del club house “Peppe Cunsolo”, presso il campo di San Teodoro a Librino, colmo di spettatori sabato sera per la prima di Principessa, lo spettacolo teatrale messo in scena da Luciano Bruno e Raffaella Maria Carrara.

Principessa di  Luciano Bruno

Luciano Bruno ha voluto che il quartiere di Librino facesse da sfondo alla prima del suo spettacolo in onore della sua Principessa e ha voluto che l’incasso (non richiesto ma “volontario”) della serata venisse destinato a una borsa di studio in favore di uno dei ragazzini che vivono nel quartiere.

Luciano, che a gennaio del 2014 fu pestato a sangue da sei bulli che non avevano gradito la visita della sua macchina fotografica per le vie del quartiere, conosce questo territorio e nella sua scrittura ce ne ha raccontato spesso la quotidianità. Librino era stato ideato dal gruppo Kenzo Tange ed Urtec di Tokyo, per essere una “città satellite”, una sorta di fiore all’occhiello per una Catania che, a metà degli anni ’60, cercava nuovi spazi abitativi verso le periferie.

 Luciano Bruno Poi quel Librino dei grandi palazzi dai colori a tratti tenui a tratti vivaci, ben presto aveva invaso i terreni “agricoli” a sud-ovest della “Milano del sud” in espansione. Quei palazzi avevano finito col subire l’inquinamento acustico del vicino aeroporto di Fontanarossa e avevano finito col fondersi e confondersi con case popolari, cooperative e interi isolati “abusivi”; la loro appariscenza aveva inizialmente fatto credere che potesse essere un utile “insediamento” per la città etnea, ma in realtà era servita soltanto a confondere lo sguardo del passante e a nascondere un sottobosco di delinquenza spicciola e criminalità organizzata, delinquenza che si nutre della propria indigenza e che permane e prolifera ancora oggi.

L’altro protagonista in scena ieri sera era lei, Raffaella Maria Carrara, ovvero Principessa.

Insegnante di lettere, di sostegno e anche precaria, Raffaella era “passata di ruolo” ed era andata ad insegnare in una scuola di Caltagirone (CT), ma era troppo tardi per raccogliere i frutti dei suoi studi e dei suoi sacrifici.

Raffaella, aveva 39 anni quando incontrò Luciano, qualche tempo dopo iniziò la loro storia d’amore e il loro matrimonio sarebbe stato celebrato lo scorso agosto se quella “malattia” non se la fosse portata via. Principessa è venuta a mancare lo scorso 24 maggio per una leucemia mieloide acuta che l’ha stroncata a soli 45 anni.

Ma vi è stato un altro grande protagonista, ieri sera: il pubblico. Un pubblico discreto e silenzioso che ha ascoltato, emozionandosi, il monologo di Luciano. Tanti amici e colleghi della coppia, per i quali è stato davvero difficile trattenere la commozione e poi lei, in prima fila: su una sedia apparentemente vuota, sedeva una Principessa invisibile ma attenta alla sofferenza palpabile del suo Luciano.

Principessa  di Luciano Bruno

A fine serata, il protagonista ha ringraziato i presenti e i ragazzi della squadra Briganti Rugby Librino che hanno messo a disposizione i locali e ha comunicato che quella di ieri sera è stata la prima ma anche l’ultima rappresentazione del suo lavoro.

“Raffaella era un’insegnante e io mi aspetto che la città rispetti questa memoria e il mio lavoro”. Luciano ha pronunciato con rabbia queste parole, dentro di lui la certezza che questo non accadrà mai.

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