Campagna “Tesorerie disarmate”

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In accordo ai valori costituzionali di pace, solidarietà e ripudio della guerra, la campagna “Tesorerie Disarmate” chiede a Comuni, Province e Regioni di inserire nei propri bandi, per la definizione della Tesoreria dell’Ente, specifiche clausole che escludano o penalizzino gli istituti di credito ufficialmente coinvolti nel commercio di armamenti.

I nostri passi

Foto I. Sciacca

Cominciano ad arrivare gli amici ancora prima delle dieci, ora fissata per la colazione. Nel covo seminterrato senza citofono di Nitto Santapaola, oggi ci sono i nostri passi. “È qui che siamo arrivati” e siamo radiosi.

Beni confiscati in Calabria

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“Mantenendo un centro di aggregazione minorile – spiega padre Demasi – abbiamo allargato gli orizzonti del progetto iniziale introducendo un laboratorio clinico per conto di Emergency e un ostello sociale per i giovani che lavorano nei campi per l’associazione Libera”.

Mafia, “società liquida”

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Dalle inchieste sulle cave abbandonate nell’Abruzzo degli anni Novanta a Resit, la discarica di Cipriano Chianese su cui indagò Roberto Mancini, tutte raccontano di corruzione di politici e funzionari per scaricare rifiuti di ogni tipo, di industrie soprattutto del Nord Italia.

I fiori del giardino di Scidà

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Un giardino dove passare le calde serate d’estate: guardando un film, o ascoltando musica, o vedendo spettacoli teatrali, o funamboli e giocolieri circensi. Ma sarà anche un luogo per ricordare le vittime uccise dalle mafie, ma soprattutto le vittime vive e innocenti che vivono nei nostri quartieri popolari oppressi dallo “Stato mafioso”. Inoltre, ci sembra naturale che in questo giardino potremmo mettere radici per una libera informazione, presupposto per essere cittadini consapevoli.

Il partito dei “Siciliani”

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Di dieci siciliani che incontri, due hanno votato per Berlusconi (uno con la pistola in tasca), due per Beppe Grillo e uno per Andreotti. I primi due se ne vanno soddisfatti e in fretta per gli affari loro, che non occorre sapere, i grillini si guardano in giro fra incazzati e orgogliosi, e il democristiano litiga con se stesso, con una mano dandosi pugni sui cosiddetti e con l’altra cercando di autofregarsi il portafoglio dalla tasca di dietro. Li vedi allontanarsi tutti e cinque per ignota destinazione.

Coworking? Gli studenti sono pronti

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Chiediamo l’assegnazione di uno spazio di coworking tra studenti, docenti, ricercatori e dottorandi, gestito e autogestito dagli studenti e le studentesse del nostro Ateneo. Chiediamo l’utilizzo a fini didattici di tutti gli immobili sottoutilizzati o tenuti chiusi dall’Ateneo. E la centralità di studenti e studentesse all’interno dell’Università.

Chi è fuori è fuori, chi è dentro è dentro

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“Parchi rubati ai bambini” scrive il Corriere della Sera in un articolo di qualche mese fa. I ladri sono “sbandati” che dormono o bivaccano nell’area bimbi. Nell’immancabile fotogallery si vedono piedi che fuoriescono dalla casetta colorata, bottiglie rotte sotto alle altalene, non si vedono ma sono narrate feci spalmate “per dispetto” sugli scivoli. Sulla scrivania del sindaco, leggo, c’è un dossier con duecento aree segnalate per degrado e incuria e, immagino, chiusi in casa molti bambini tristi.