“E ora parliamo noi”

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“Siamo una ventina di famiglie, con quindici bambini, e occupiamo la Cattedrale…”. Disperazione, rabbia, titolano i giornali. Ma non è così. Con lucidità, ragionando, i senzacasa descrivono i meccanismi e le radici della loro emarginazione. Chi ne è responsabile. E cosa si può fare subito per rendere meno inumana la vita in questa città.

La resistenza a Librino

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Stamattina, alle 10, al Campo San Teodoro liberato un’assemblea pubblica per stare insieme, per lavorare, per giocare. Per ricostruire. Continuare il lavoro di ogni giorno, la liberazione dai poteri mafiosi.

Le olimpiadi di ogni giorno

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Stasera alla Palestra popolare polisportiva etnea, in via Coppola 6, alle ore 18.00 ci sarà la presentazione della squadra San Berillo Calcio Junior, alle 19.00 il dibattito “Avere sogni grandi nei quartieri di Catania”. A seguire cena sociale dove i fondi saranno devoluti ai Briganti di Librino. Domattina, 14 gennaio, alle 10 assemblea e lavori al Campo San Teodoro liberato.

La mafia ha bruciato tutti i palloni da rugby

I Briganti di Librino, un giovane rugbista guarda il gioco dagli spalti - foto Alessandro Romeo

Le carte da “uno” bruciacchiate davanti la porta, qualche borraccia squagliata e l’odore acre della plastica andata a fuoco. Il tetto crollato, i vetri infranti. Non resta altro della Club House dei Briganti Rugby di Librino, quartiere popolare di Catania. Un incendio poco prima della mezzanotte ha distrutto tutto. La mano è quella della mafia.

Librino. La mafia brucia i sogni dei ragazzi

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Non saranno le minacce, le intimidazioni o gli incendi appicciati di notte a fermarci. Nessuno potrà bruciare i sogni dei nostri ragazzi. Risorgeremo dalle ceneri ancora più forti di prima. Insieme ai Briganti e a tutti coloro che ogni giorno si alzano per ridare dignità a una città rovinata dalla mala politica e dal potere mafioso.

Senzacase ai Quattro Canti

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Altre famiglie hanno ripetuto la protesta in un b&b in via Sangiuliano ieri – qui le hanno parcheggiate i servizi sociali – appendendo striscioni sui balconi  con una richiesta precisa. Le case.

Senzacase a San Cristoforo

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Catania, San Cristoforo. Ieri, verso le sette di sera, le famiglie che alloggiano da mesi e anni nel b&b Le Coccole in via Juvara hanno fissato striscioni sui balconi, sono salite sui tetti e hanno cominciato a urlare dal megafono “Siamo stanchi di stare in un b&b, vogliamo le case, qui ci sono bambini!”

Arturo e gli altri

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A Napoli un ragazzo innocente è stato segnato a vita da un’esperienza a dir poco traumatica, però dall’altro lato ci sono altri ragazzini in carne e ossa che arrivando a tanto – seppur involontariamente –  ci stanno narrando, con il linguaggio muto della violenza, il fallimento della nostra intera società.

Bianco da Ciancio

fuori la mafia

Da un lato il sindaco di Catania, Enzo Bianco, ha deciso di agire contro Ciancio. Dall’altro, in veste istituzionale, si è prestato a fargli visita nel suo studio. A discutere con lui del futuro della città, a intrattenersi con lui amichevolmente scambiando auguri di “un 2018 ricco di soddisfazioni”, ad appena tre mesi dall’inizio del processo. Il 5 gennaio saremo in piazza anche per questo: per ribellarci a tutto ciò.