Mafia

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Il signor Mario Ciancio, proprietario di quattrocentomila catanesi nonché di un numero indefinito di centri commerciali, sindaci, giornali, politici, tv, massoni, imprese edili e rare monete antiche è stato rinviato a giudizio, poco fa, per concorso esterno in associazione mafiosa. Il processo comincerà il 20 marzo 2018: dieci mesi dunque, ciascuno di 30 giorni, per un totale di circa 300 giorni durante i quali, dedicando alla lettura diciamo tre ore al giorno, potrà riuscire a rileggersi tutto ciò che i “Siciliani”, negli ultimi trentacinque anni, hanno scritto di lui. Non è una lettura noiosa, e con l’ausilio di essa riuscirà certamente ad arrivare in gran forma al giorno del processo. Buon lavoro.

Milano sta a sud

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Siamo a Calvairate, quartiere di Milano che pochi milanesi saprebbero indicare sulla mappa. Zona 4, sud est, tra due circonvallazioni e due radiali, a tre km dal Duomo. Per esteso Molise-Calvairate-Ponti. È uno dei più grandi insediamenti di case popolari della città, con tremila alloggi dai ventidue agli ottanta mq, racket degli abusivi incluso. Qualcuno lo chiama “manicomio diffuso” perché dopo la legge Basaglia molte abitazioni sono state destinate ai malati psichici, con la media di uno su dieci a caseggiato.

Il vertice degli sciamannati e la voce del popolo

Il corteo a Giardini, contro il G7, inizia e prosegue tra musica, balli, bandiere della pace e allegria. È una festa. Mentre Trump e gli altri capi di stato non riescono a mettersi d’accordo su niente e trasformano il G7 in “una riunione di condominio senza il numero legale per prendere decisioni”, il popolo fa sentire la sua voce.

La Sicilia che ribalta il G7

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A Catania il 26-27 maggio il ControVertice dei popoli, in concomitanza con il G7 a Taormina: interverranno donne e uomini di varie parti d’Italia e non solo, che ribalteranno gli stessi argomenti del G7 partendo da altri punti di vista, narrazioni, esperienze. Parteciperanno anche le Carovane Migranti con il padre francescano messicano Fray Thomàs Gonzales Castillo, la Guatemalteca Maria Toma Li’ Xi’I e le Madres Mesoamericanas buscando desaparecidos. Il 28 maggio la conclusione dei lavori si terrà al GAPA, in via Cordai 47, con l’elaborazione di un documento finale e un momento di allegra convivialità.

Rimozioni di Peppino

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Peppino continua a creare problemi ad alcune persone e a causare gesti di rigetto indegni di una società civile. Dietro c’è la rabbia dei mafiosi nel constatare che egli è diventato un simbolo, uno dei più alti, nella lotta contro la mafia, ma c’è anche la preoccupazione dei “benpensanti”, che il suo esempio possa essere di stimolo a momenti di ribellione, sia all’interno della famiglia che del tessuto sociale, o che possa portare, nel caso più estremo e preoccupante, alla scelta politica del comunismo e alla formazione di coscienze rivoluzionarie per metterlo in pratica.

Borgetto: sciolto il comune per mafia

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Un commissario adesso sarà nominato per sostituire il sindaco e farne le funzioni, in attesa che il Ministro degli interni, nello stesso modo in cui ha proceduto allo scioglimento non disponga di una data per nuove elezioni. Attenzione, il commissariamento potrebbe durare anche anni, in attesa di una bonifica che accerti come le condizioni che hanno portato allo scioglimento siano state rimosse.

Nodi non sciolti

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Benito Mussolini è ancora cittadino augustano ma nessuno se ne cura. A differenza di altri comuni italiani, come Torino e Firenze, che hanno scelto di revocargli questa onorificenza come gesto di memoria e responsabilità antifascista. In compenso, alla piazzaforte militare di Augusta è dedicato un museo: divise, fucili, bombe e cannoni in mostra nelle stanze del municipio. Il museo civico invece non esiste.

“Chi disprezza la giustizia vive nella follia”

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Dal 22 al 30 aprile, al teatro Stabile di Catania in scena due tragedie scritte in momenti diversi della vita di Sofocle che la compagnia teatrale Mauri Sturno ha deciso di ripresentare a distanza di vent’anni, mettendo a raffronto due registi e due generazioni diverse: Glauco Mauri per “Edipo a Colono” e Roberto Sturno per “Edipo Re”.

Valle del Mela – Ed ecco chi “controlla” l’inquinamento

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Padre Giuseppe Trifirò, parroco di Archi e Pace del Mela, che da oltre trentacinque anni conduce quotidianamente la battaglia ambientale nella Valle del Mela, interviene sui dati recentemente diffusi dal Registro tumori, secondo cui l’ordine sanitario regna nel comprensorio – altamente inquinato – della Valle.