Catania – Uniti per la casa

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Il palazzo di Via Calatabiano a Catania da due anni è occupato da famiglie come quella di Mauro, che lottano per avere una casa. Un signore di mezza età e un ragazzo colorano di verde il portone di ingresso del palazzo scherzando con i pennelli in mano. Si cerca di abbellire l’edificio, e di tenere pulito il quartiere e il parco dove giocano i bambini. Antonella, sua sorella e la loro amica Debora, puliscono le panchine del parco e poi le pitturano, con l’aiuto di altri volontari. Un segno di gratitudine verso un quartiere che li ha accolti. 

Partinico, le associazioni che gestiranno beni confiscati alla mafia

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Espletata questa graduatoria adesso si attendono i decreti di assegnazione, che dovrebbero prevedere anche gli anni in cui è data la concessione e gli obblighi delle associazioni di presentare bilanci e di svolgere le attività per le quali hanno ottenuto il bene. Con l’auspicio che quanto sequestrato ai mafiosi ritorni davvero ai cittadini e non diventi l’angolo e la bottega personale di qualcuno.

I nuovi senzacasa di Catania

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Il 26 febbraio di quest’anno un’esplosione alle due notte in via Francesco Crispi 103 ha svegliato tutti. Un edificio sventrato dalla deflagrazione di una bombola del gas. I danni provocati sono stati tanti e a distanza di cinque mesi ancora non ci sono soluzioni per chi in quella notte ha perso tutto.

Mafia

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Il signor Mario Ciancio, proprietario di quattrocentomila catanesi nonché di un numero indefinito di centri commerciali, sindaci, giornali, politici, tv, massoni, imprese edili e rare monete antiche è stato rinviato a giudizio, poco fa, per concorso esterno in associazione mafiosa. Il processo comincerà il 20 marzo 2018: dieci mesi dunque, ciascuno di 30 giorni, per un totale di circa 300 giorni durante i quali, dedicando alla lettura diciamo tre ore al giorno, potrà riuscire a rileggersi tutto ciò che i “Siciliani”, negli ultimi trentacinque anni, hanno scritto di lui. Non è una lettura noiosa, e con l’ausilio di essa riuscirà certamente ad arrivare in gran forma al giorno del processo. Buon lavoro.

Milano sta a sud

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Siamo a Calvairate, quartiere di Milano che pochi milanesi saprebbero indicare sulla mappa. Zona 4, sud est, tra due circonvallazioni e due radiali, a tre km dal Duomo. Per esteso Molise-Calvairate-Ponti. È uno dei più grandi insediamenti di case popolari della città, con tremila alloggi dai ventidue agli ottanta mq, racket degli abusivi incluso. Qualcuno lo chiama “manicomio diffuso” perché dopo la legge Basaglia molte abitazioni sono state destinate ai malati psichici, con la media di uno su dieci a caseggiato.

Il vertice degli sciamannati e la voce del popolo

Il corteo a Giardini, contro il G7, inizia e prosegue tra musica, balli, bandiere della pace e allegria. È una festa. Mentre Trump e gli altri capi di stato non riescono a mettersi d’accordo su niente e trasformano il G7 in “una riunione di condominio senza il numero legale per prendere decisioni”, il popolo fa sentire la sua voce.

La Sicilia che ribalta il G7

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A Catania il 26-27 maggio il ControVertice dei popoli, in concomitanza con il G7 a Taormina: interverranno donne e uomini di varie parti d’Italia e non solo, che ribalteranno gli stessi argomenti del G7 partendo da altri punti di vista, narrazioni, esperienze. Parteciperanno anche le Carovane Migranti con il padre francescano messicano Fray Thomàs Gonzales Castillo, la Guatemalteca Maria Toma Li’ Xi’I e le Madres Mesoamericanas buscando desaparecidos. Il 28 maggio la conclusione dei lavori si terrà al GAPA, in via Cordai 47, con l’elaborazione di un documento finale e un momento di allegra convivialità.

Rimozioni di Peppino

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Peppino continua a creare problemi ad alcune persone e a causare gesti di rigetto indegni di una società civile. Dietro c’è la rabbia dei mafiosi nel constatare che egli è diventato un simbolo, uno dei più alti, nella lotta contro la mafia, ma c’è anche la preoccupazione dei “benpensanti”, che il suo esempio possa essere di stimolo a momenti di ribellione, sia all’interno della famiglia che del tessuto sociale, o che possa portare, nel caso più estremo e preoccupante, alla scelta politica del comunismo e alla formazione di coscienze rivoluzionarie per metterlo in pratica.

Borgetto: sciolto il comune per mafia

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Un commissario adesso sarà nominato per sostituire il sindaco e farne le funzioni, in attesa che il Ministro degli interni, nello stesso modo in cui ha proceduto allo scioglimento non disponga di una data per nuove elezioni. Attenzione, il commissariamento potrebbe durare anche anni, in attesa di una bonifica che accerti come le condizioni che hanno portato allo scioglimento siano state rimosse.