Il nostro quartiere

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Al riscatto di San Cristoforo noi ci crediamo. Non crediamo affatto sia già avvenuto. Alle mamme di San Cristoforo noi continuiamo a crederci: a quelle che stringono i denti, e cercano di fare da scudo ai loro ragazzi, per strapparli ogni giorno dalle grinfie della strada. Nonostante la povertà, il degrado.

Il Brasile di Temer

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Una nuova colonizzazione per essere meri esportatori di commodities invece di creare le condizioni per trasformarle direttamente nello stesso Brasile. Questo fa sì che l’attuale presidente e il suo governo siano dei venditori ambulanti delle ricchezze del loro paese, indifferenti alla sorte di milioni di brasiliani che dalla povertà dignitosa stanno cadendo sempre più nella miseria e dalla miseria nell’indigenza.

Scampia in corteo con i rom

foto Mario Spada

Sono passati vent’anni dallo sgombero di via Zuccarini; le amministrazioni comunali sono cambiate, i rom sono parte del territorio, molti di loro sono cittadini italiani; la maggioranza è nata qui, e anche i più scettici tra gli interlocutori accettano ormai il fatto che non si tratti di “nomadi” ma di cittadini che da tempo provano a inserirsi nei circuiti scolastici, lavorativi, dei servizi pubblici, con la fatica di chi parte con molte penalizzazioni e un deficit di diritti umani.

“A San Cristoforo la mafia non esiste!”

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Famiglie mafiose che hanno sostituito lo Stato nel controllo del territorio. Fino a togliere al quartiere il diritto al lavoro, il diritto di andare a scuola o il diritto di avere spazi sociali, come piazza Don Puglisi o piazza Don Bonomo, controllate dallo spaccio gestito dalla manovalanza mafiosa. Insomma, noi poniamo un problema morale, sociale e politico, e lo facciamo con delle domande al consigliere Pellegrino.

Napoli – Nati con la “cazzimma”

scivolo di Cyop e Kaf

Il nostro è sempre stato un quartiere particolare, da piccoli eravamo agguerriti, come se fossimo nati già con una cazzimma non indifferente. Quando sei ragazzino frequenti tutti, si cresce insieme, non è che stai a guardare quello di chi è figlio, di chi è nipote… Uno dei miei più cari amici, uno che frequentavo dalla mattina alla sera, a quattordici anni ha preso una strada e  io ne ho presa un’altra. Io sono andato a scuola, ho continuato a studiare, mentre lui ha continuato la strada degli zii, in mezzo alla strada.

Le regole del quartiere

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La mamma di Micael ha ventinove anni, ha il viso stanco ma è bella. Ha due figli, oltre Micael, c’è Federico che ha appena un anno. Suo marito è in carcere, ci resterà altri undici anni, per traffico di droga. Vorrebbe andare via dal quartiere, ma non si può permettere una casa altrove. Mentre Micael corre verso la piazzetta, la madre continua “L’anno prossimo lo iscrivo a boxe. Qui o picchi più degli altri, o non ci stai. A me non piace che mio figlio cresca così, ma è la filosofia del quartiere e noi ci dobbiamo adattare”.

SCHEDE – COS’E’ SUCCESSO A ROMA

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Il 24 agosto la polizia arriva all’alba e aziona gli idranti contro le persone ancora infagottate nelle proprie coperte, al primo segno di resistenza le carica fin dentro a stazione Termini. Un funzionario di polizia, ripreso a sua insaputa da una telecamera, incita i suoi uomini: “Devono sparire peggio per loro, se tirano qualcosa spaccategli un braccio”.

Case per la Camorra, non per la gente

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Un giorno, per caso, passai per il Rione Traiano. Vidi questo palazzo, fuori tutto costruito, dentro completamente vuoto. Ci guardammo in faccia, eravamo in tre: ok, entriamo. Ed entrammo. Non c’era niente: né le ringhiere, né i pavimenti, niente, era stato gettato solo il cemento. Così cominciammo a costruire, trovammo nelle cantine le finestre e le montammo. Una volta dentro, la voce si sparse e cominciò a venire gente che voleva la casa da noi. Così mettemmo delle regole, cominciammo a controllare i certificati di inagibilità, dovevano entrare solo quelli che avevano perso le case col terremoto.

La mafia minaccia chi aiuta i quartieri

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Oggi, dopo tre intensi giorni di lavori di riqualifica e ristrutturazione dei locali, arrivati al Centro Sociale Liotru abbiamo trovato entrambe le porte del posto chiuse con l’attack, la corrente tagliata e l’arredamento esterno divelto. Lanciamo un’assemblea pubblica per venerdì 25 agosto, al “Liotru”, per dire a chi ci vuole indebolire che non siamo soli e che gli spazi sociali in questa città lottano e resistono.