Contro ogni pregiudizio

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Sedef Cakmak, attivista LGBT dal 2004, è la prima politica gay a essere eletta in Turchia.
L’omosessualità non è reato in Turchia, e tuttavia chi appartiene allo spettro LGBT si scontra contro pregiudizi e pressioni in famiglia, sul lavoro e in società al punto da preferire, molto spesso di nascondere la propria identità sessuale.

LAMPEDUSAINcontro

cornice-sul-mare-di-lampedusa-foto-Stefania-DiFilippo

LAMPEDUSAINcontro si svolgerà nell’isola dal 30 settembre al 3 ottobre presso PortoM.

Le sere dal 30 settembre al 3 ottobre verranno affrontate una serie di tematiche relative al territorio e alla comunità di Lampedusa.

L’eco del NO al MUOS arriva anche dalle Hawaii

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Previsto per il 2 ottobre un altro presidio a Niscemi

In via Finocchiaro Aprile, sul portone del Cobas scuola, campeggia la locandina: Muos. La partita è ancora aperta. La resistenza continua. Continuerà domenica 2 ottobre a Niscemi, dove in contrada Ulmo alle ore 15.00 ci sarà un altro presidio NO MUOS.

Viva Zapata!

01- Comandante Marcos: Agua Calientas "la realidad zapatista" 1996. Nell'ultimo giorno dell' incontro internazionale contro il neoliberismo, il Comandante Marcos traccia le linee guida per combattere il neoliberismo in tutto il mondo e nomina i compagni dei cinque continenti "ambasciatori" della lotta zapatista

Dalle montagne e la selva del sud-est messicano, Chiapas 1996

Il professore Rafael entrò tra le nebbie della selva La Gandona, nella regione messicana del Chiapas. Entrò per imparare i dialetti delle antiche tribù maya e azteche. Entrò per ascoltare le loro divisioni, il disagio provocato dal razzismo dei messicani neolatini, che continuavano a essere “conquistadores”. Nel 1984 Rafael diventa il subcomandante insurgentes Marcos, e fonda l’esercito zapatista di liberazione nazionale.

“Ciao, da dove scappi?”

cicatrici, foto Mara Trovato

Dal Gambia, dalla Guinea e dal Senegal: un lungo viaggio di terra e di mare.

Incontriamo un gruppetto di ragazzi dell’ Africa occidentale. Ci sediamo con loro sul prato attorno alla fontana della stazione di Catania. I vestiti estivi mostrano del corpo alcune ferite e uno di loro porta una brutta cicatrice sul volto.

“L’incontro e l’ascolto per restare umani”

iniziativa per ricordare gli emigranti morti sulla riva della catanese, foto Ivana Sciacca

Unica via per uscire da questo progressivo imbarbarimento

L’attuale imbarbarimento del nostro mondo ha radici lontane nel tempo, ma l’odierno processo di globalizzazione le fa giungere quotidianamente ad ognuno di noi, anestetizzandoci nei confronti della sofferenza che noi, magari senza accorgercene, produciamo.

“Cosa ho visto per strada il giorno del golpe”

photo credits Adnan Onur Acar / NarPhotos Agency

Le ore di Istanbul.

“Ancora credo che tutto questo è stato intenzionalmente creato dal governo attuale, con tutti i significati possibili, e sono triste perché ancora una volta la società è divisa in due…”

“Le altre volte, quando è accaduto qualcosa in Turchia, Akp ha chiuso internet, eppure la notte scorsa non è successo…”

“Mi chiedo se questo tentativo fallito renderà Erdogan più debole o più potente. Io posso lasciare la Turchia quando voglio, i miei amici turchi no…”

Lasciare

Londra dal vetro di un autobus, foto Mara Trovato

Lasciare, penserai, sarà una comunicazione – molto meglio dei suoni che emetti adesso. Sono stanche ripetizioni. Questo invece sarà ricco e pieno di significato. Prosciughi tutta l’energia della stanza e la posti via con te andandotene. Avrai l’ultima parola. Il tuo lasciare sarà stata quella parola e brillerà e vincerà la discussione per sempre. E poi sei fuori. E fa freddo.

Lives Matter, le vite contano

A Smirne famiglie di profughi in attesa di essere smistate dai trafficanti vivono all’aperto nelle piazza e nelle strade

Aumenta il numero dei profughi della guerra in Siria

Nei primi cinque mesi del 2016 i morti sono già 2,500 e l’estate è appena iniziata. Il numero di profughi della guerra in Siria ha oltrepassato i cinque milioni e la guerra non accenna a finire.

Tutti i bambini hanno gli occhi di Favour

foto Mara Trovato

Vengono trattate come bestie, numerate e caricate sui pullman. Vengono recluse in centri di “accoglienza” in mezzo al nulla per mesi, mesi e mesi, finché non si sommano gli anni. E poi viene dato loro il diniego di rimanere in Italia e allora: clandestinità. Commuovetevi per Favour, passate una mano sulla vostra coscienza. Ma poi ribellatevi alle leggi razziste e segregazioniste dell’Unione Europea.