“Giochiamo a guardie e ladri?”

migranti-porto-patrassoB

“È un anno che sono qui in Grecia”. Uno di loro si ferma a parlare alla fermata dell’autobus, ansima a bocca aperta mostrando i denti, eccitato dalla corsa. “E da un anno provo a scavalcare quella rete”. Saif è scappato dall’Iran tempo fa. Ha il viso rettangolare con un pizzetto scuro attorno a un sorriso bianchissimo e tiene i capelli lunghi raccolti da un elastico. È alto, ha un fisico da cavaliere, potrebbe avere trent’anni. Il sole non lo aiuta a recuperare il fiato e l’asfalto davanti al porto di Patrasso gli butta in faccia l’aria umida e calda.

Sulla rotta balcanica dei migranti

Skaramanga-camp_Yousra-Makanse-768x512

È uno strano miscuglio quello che si è creato sull’isola. In questo limbo c’è anche del potenziale: tutte le persone passate per la Grecia e incontrate nelle tappe precedenti ne raccontano le enormi difficoltà, ma parlano anche del lavoro dei volontari e di tutte le persone che li hanno aiutati durante il percorso. Anche i rifugiati lasciano la propria impronta su questa terra e sulla vita delle persone che la abitano: gli esperimenti comunitari come il Mosaik o il centro di Pikpa ne sono la testimonianza più positiva.

Educazione alla pace o preparazione alla guerra?

NOMUOS_23

Tributi, ringraziamenti, elogi. Mai una parola sul ruolo assunto dalla più grande base statunitense nel Mediterraneo o sugli interventi dei suoi reparti nei teatri bellici di mezzo mondo (dalla Libia all’Africa subsahariana, dal Corno d’Africa al Medio oriente, dai Balcani al Caucaso). Né tantomeno su quanto avverrà a breve termine a Sigonella: la base, in particolare, è destinata ad interpretare le funzioni di vera e propria capitale mondiale dei droni, i velivoli di distruzione di massa interamente automatizzati.

Loro sono loro e noi non siamo un cazzo

Benedettini_chiusa

Vedere Melania Trump al Teatro Greco, il marito di Angela Merkel in piazza Duomo o la moglie di Macron al Municipio per loro sarà una bella cartolina per Catania. E questo giustificherà l’annullamento di qualsiasi valore democratico e repubblicano. Sarebbe bastato, qualora avessero davvero avuto bisogno di incontrarsi i presidenti di sette paesi tra l’altro neanche i più influenti e industrializzati, chiudersi in una base militare nel deserto o su una portaerei in mezzo al mare. Avrebbero protetto al meglio i governanti.

Contro ogni pregiudizio

DeliziaF_Sedef_05

Sedef Cakmak, attivista LGBT dal 2004, è la prima politica gay a essere eletta in Turchia.
L’omosessualità non è reato in Turchia, e tuttavia chi appartiene allo spettro LGBT si scontra contro pregiudizi e pressioni in famiglia, sul lavoro e in società al punto da preferire, molto spesso di nascondere la propria identità sessuale.

LAMPEDUSAINcontro

cornice-sul-mare-di-lampedusa-foto-Stefania-DiFilippo

LAMPEDUSAINcontro si svolgerà nell’isola dal 30 settembre al 3 ottobre presso PortoM.

Le sere dal 30 settembre al 3 ottobre verranno affrontate una serie di tematiche relative al territorio e alla comunità di Lampedusa.

L’eco del NO al MUOS arriva anche dalle Hawaii

Attiviste-Hawaiane-no_muos

Previsto per il 2 ottobre un altro presidio a Niscemi

In via Finocchiaro Aprile, sul portone del Cobas scuola, campeggia la locandina: Muos. La partita è ancora aperta. La resistenza continua. Continuerà domenica 2 ottobre a Niscemi, dove in contrada Ulmo alle ore 15.00 ci sarà un altro presidio NO MUOS.

Viva Zapata!

01- Comandante Marcos: Agua Calientas "la realidad zapatista" 1996. Nell'ultimo giorno dell' incontro internazionale contro il neoliberismo, il Comandante Marcos traccia le linee guida per combattere il neoliberismo in tutto il mondo e nomina i compagni dei cinque continenti "ambasciatori" della lotta zapatista

Dalle montagne e la selva del sud-est messicano, Chiapas 1996

Il professore Rafael entrò tra le nebbie della selva La Gandona, nella regione messicana del Chiapas. Entrò per imparare i dialetti delle antiche tribù maya e azteche. Entrò per ascoltare le loro divisioni, il disagio provocato dal razzismo dei messicani neolatini, che continuavano a essere “conquistadores”. Nel 1984 Rafael diventa il subcomandante insurgentes Marcos, e fonda l’esercito zapatista di liberazione nazionale.

“Ciao, da dove scappi?”

cicatrici, foto Mara Trovato

Dal Gambia, dalla Guinea e dal Senegal: un lungo viaggio di terra e di mare.

Incontriamo un gruppetto di ragazzi dell’ Africa occidentale. Ci sediamo con loro sul prato attorno alla fontana della stazione di Catania. I vestiti estivi mostrano del corpo alcune ferite e uno di loro porta una brutta cicatrice sul volto.

“L’incontro e l’ascolto per restare umani”

iniziativa per ricordare gli emigranti morti sulla riva della catanese, foto Ivana Sciacca

Unica via per uscire da questo progressivo imbarbarimento

L’attuale imbarbarimento del nostro mondo ha radici lontane nel tempo, ma l’odierno processo di globalizzazione le fa giungere quotidianamente ad ognuno di noi, anestetizzandoci nei confronti della sofferenza che noi, magari senza accorgercene, produciamo.