Omaggio alla Catalogna

Cronaca della giornata di ieri

Alle 5,00 inizia a confluire gente verso i seggi elettorali, riunendosi con chi ha passato la notte all’interno (per lo più gruppi di genitori delle diverse scuole). Almeno mille e cento scuole sono state tenute aperte durante la notte, di fatto occupate, a volte senza autorizzazione della direzione scolastica. I mossos passano a verificare, ma non sgomberano, contravvenendo l’ordine ministeriale.

Alle 7,00 iniziano ad arrivare le urne e le schede. Un elicottero sorvola la città proiettando un fascio di luce. Molti furgoni di Policía Nacional, forse addirittura cento, avrebbero già lasciato il porto diretti in città. Il clima è festoso e conviviale, tutti si sentono parte di qualcosa di epico.

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Violente cariche della Policía Nacional contro la popolazione riunita dentro e intorno ai seggi. L’obiettivo è sequestrare le urne e le schede. In molte sedi si continua a votare senza incidenti, e il sistema di voto elettronico permette di votare in qualunque seggio. Come protesta, si chiederà al Barcellona di non giocare oggi.

Trentotto feriti alle 13,00. Un poliziotto spara una pallottola di gomma in faccia a un manifestante. Nei seggi dove ancora si vota, tutti sanno che la polizia arriverà, ma nessuno torna a casa. Più affluenza alle urne che alle prime elezioni dopo il franchismo.

Aumenta il numero dei feriti. Si parla di oltre trecento. La delegazione di osservatori britannici composta di quattordici deputati dice di trovarsi “in stato di choc” per quello a cui ha presenziato. Ritiene che il referendum e il numero dei voti debbano considerarsi assolutamente validi. Denuncerà lo stato spagnolo alla corte penale dell’Aia.

Sono quasi cinquecento, alle ore 17,00, i feriti per le cariche della polizia. Sono stati sparati proiettili di gomma e gli agenti hanno caricato la folla in attesa davanti ai seggi. Nove persone sono state ricoverate, una è stata sottoposta a un intervento a un occhio perché colpita da un proiettile di gomma. Il Ministero dell’interno ha dichiarato che le forze dell’ordine hanno arrestato tre persone, fra cui un minorenne, per “disobbedienza” e per aver attaccato gli agenti. In alcune immagini si vedono agenti della Guàrdia Civil colpire a manganellate decine di persone fra cui anziani seduti per terra in difesa del seggio. Agenti antisommossa hanno caricato con i manganelli anche un gruppo di vigili del fuoco catalani, in divisa e con il casco, che stavano presidiando un seggio.

Il portavoce della Generalitat, Jordi Turull, dichiara che lo stato spagnolo dovrà spiegare “davanti ai tribunali internazionali” le violenze della polizia contro il referendum. Sostiene che trecentodiciannove seggi hanno dovuto chiudere per l’azione della Guàrdia Civil e della polizia nazionale. L’assessorato alla Salute della Generalitat sostiene che settecentosessantuno persone hanno chiesto “assistenza sanitaria” dopo l’intervento della polizia contro il referendum in Catalogna. Dato aggiornato alle ore 20,00.

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