L’inchino all’amico dei boss

“Elettori, aspettate! Prima passo da Ciancio”

Fabrizio Micari, candidato presidente della Regione Sicilia del Partito democratico, si è recato venerdì a Catania per aprire la sua campagna elettorale in città. Chi si aspettava un comizio o un’assemblea pubblica è rimasto deluso. Il primo posto che il candidato del PD a Governatore ha voluto visitare è stato lo studio di Mario Ciancio Sanfilippo, editore e codirettore del quotidiano La Sicilia, imputato per mafia, rinviato il primo giugno a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa.

Mario Ciancio Sanfilippo, editore de "La Sicilia", imputato per concorso esterno in associazione mafiosa

Mario Ciancio Sanfilippo, editore de “La Sicilia”, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa

Una maniera simbolica con la quale dare inizio alla campagna elettorale, mai sperimentata prima, né da Cuffaro né da Lombardo, degna della migliore satira sulla politica corrotta: l’incontro privato con il potentissimo imprenditore sotto processo per mafia. Un segnale alla Sicilia onesta, alla magistratura, agli inquirenti, ai giornalisti liberi, al movimento antimafia.

Non si è presentato da solo Fabrizio Micari. In lui il peso di compiere un atto così poderoso, sia come candidato del Pd che come Rettore dell’Università di Palermo. Chissà cosa avrà da dire la comunità accademica palermitana di simili incontri.

Con lui Francesco Marano, segretario particolare del sindaco di Catania Enzo Bianco, vicesegretario regionale del Partito democratico, commissario liquidatore della società InvestiaCatania, presidente del Comitato per i festeggiamenti della festa di Sant’Agata. Presente in tutte le sue vesti, persino quella che gli consente di benedire tale incontro.

Nell’elegante salone Mario Ciancio Sanfilippo è a capo tavola, come sempre, come padrone di casa. Alla sua destra alcuni giornalisti della redazione de La Sicilia, alla sua sinistra il Rettore candidato, poi Marano. Nelle immagini trasmesse dalla televisione di Ciancio, discussioni e sorrisi. Non sappiamo cosa si siano detti. Avranno parlato di futuro, di Sicilia, di editoria. Oppure di concessioni edilizie, del ruolo dell’assessorato Territorio e Ambiente, di aree demaniali, di aree agricole. Non si sa.

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