La giornata contro la violenza sulle donne

Anche a Catania in piazza. “Libere di essere libere”

“Le donne non sono libere di uscire come vogliono, non sono libere di vestirsi come vogliono perché devono preoccuparsi degli sguardi. Questa non è libertà, – dice una ragazza dei Red Militant – ci interessa che cominciate ad accettare le persone per come sono: persone libere”. Il 25 novembre è stata la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

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Partendo da Piazza Università, anche il centro storico catanese è stato attraversato da donne – ma anche uomini – che hanno percorso la via Etnea, simbolo della movida catanese. Qualche passante si è fermato ad ascoltare gli interventi che si susseguivano. Altri hanno tirato dritto. “Le strade libere le fanno le donne che le attraversano” uno degli slogan.
Si è manifestato: per la libertà delle donne di poter uscire la sera senza dover avere paura, per la possibilità di poter mantenere il lavoro in caso di gravidanza, e contro gli obiettori di coscienza. Rivendicando l’indipendenza delle donne di scegliere se abortire o meno.
“L’unica soluzione che ci rimane è unirci in questa lotta” chiosa un’altra manifestante. Ad essere presenti al corteo la rete Ragna-Tela, la Comunità Resistente Piazzetta, il collettivo Red Militant, il sindacato USB, alcuni esponenti del PRC e del PCI.
Il movimento Non Una Di Meno Catania ha organizzato un altro evento durante il pomeriggio – scegliendo di non essere presente al corteo serale. Non Una Di Meno è lo stesso movimento che a livello nazionale si è mosso per la stesura di un “Piano femminista contro la violenza maschile sulle donne”. “È il frutto della scrittura collettiva di migliaia di donne e soggettività alleate”, così recita il documento che esprime la visione secondo NUDM di cosa sia violenza maschile, ossia “l’espressione diretta dell’oppressione del patriarcato”. Sempre la stessa associazione ha organizzato un corteo nazionale a Roma portando con sé il “Piano femminista”.
A Catania inoltre l’AMT ha aderito all’iniziativa PostoOccupato: sugli autobus urbani si è tenuto libero un posto che avrebbe  potuto occupare una donna vittima di violenza maschile. Sul sedile una foto di scarpe rosse con il tacco a spillo e una sciarpa rossa attaccata. La stessa cosa è accaduta a Milano dove, oltre al posto libero sul bus, è stata lasciata libera una sedia durante le riunioni in Comune.

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